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Articolo n° 13970 del 06 Agosto 2007 delle ore 16:16

Garlenda, 10 mila visitatori alla Festa dell’Agricoltura

[thumb:3008:r]Garlenda. Un ottimo afflusso di pubblico con oltre diecimila visitatori per la “Festa dell’agricoltura”, la mostra mercato con stand gastronomici, organizzata dalla Cia, in collaborazione con Comune e Pro Loco, che si è svolta lo scorso weekend nel parco Villafranca di Garlenda. Lo ha reso noto la Confederazione Italiana Agricoltori, che ha sottolineato la soddisfazione di tutti i sessanta espositori del settore agricolo e dell’indotto presenti alla rassegna, che ha ospitato una sagra gastronomica con cucina tipica ligure, un dibattito istituzionale per rafforzare il legame tra agricoltura e turismo, una degustazione e vendita di prodotti locali, oltre ad intrattenimento con serate danzanti e musica dal vivo. Per bocca del suo Presidente Aldo Alberto la Cia ha evidenziato il ruolo dei prodotti tipici nell’attrazione e nell’offerta turistica del territorio provinciale. L’area espositiva ha aperto i battenti venerdì, quando circa duemila persone hanno partecipato all’inaugurazione dell’evento. Ma il vero boom si è verificato nelle giornate di sabato e domenica, quando ottomila visitatori hanno preso d’assalto la Festa. Le sessanta ditte standiste hanno espresso soddisfazione per la riuscita della manifestazione e quaranta imprese hanno già confermato la loro partecipazione alla prossima edizione, in programma nell’agosto del 2008.
“Il successo di pubblico conferma che è nata una nuova iniziativa, consolidatasi dopo l’esordio dell’anno scorso e destinata a fare strada negli anni”, dichiara Aldo Alberto, presidente provinciale della Cia. “L’affluenza di questi giorni significa che i turisti sono attratti dai prodotti tipici e che il connubio tra agricoltura e turismo è vincente se si punta sul rapporto diretto tra il coltivatore e il potenziale acquirente, soprattutto se quest’ultimo è in vacanza”. La seconda “Festa dell’agricoltura” si è aperta col dibattito “Sistemi turistici locali: come e perché c’entra l’agricoltura”, allestito nell’area congressi del castello Costa del Carretto. L’introduzione è stata curata da Aldo Alberto, che ha spiegato: “Tra gli obiettivi del sistema turistico locale ‘Italian Riviera’ ci dovrà essere l’inserimento dell’offerta agroalimentare savonese nei pacchetti turistici. Il collegamento tra agricoltura e turismo è vincente. Il mercato globale manifesta sempre maggiore interesse per le produzioni di qualità e di origine controllata. Riscoprire le zone collinari aiuterà anche a destagionalizzare il turismo, aggiungendo mete escluse dai circuiti turistici attuali. Possiamo aprire un nuovo modello di sviluppo socioeconomico dell’entroterra, basato sulla valorizzazione delle sue risorse. All’interno dell’Stl manca ancora un’adeguata rappresentanza del settore agricolo, ma siamo disponibili a dare il nostro contributo”. Luigi Barlocco, funzionario della Provincia, ha sostituito l’assessore provinciale Carlo Scrivano, impossibilitato a partecipare. Barlocco ha ricordato: “Il Sistema turistico locale è un progetto, nel quale ognuno dovrà mantenere il suo ruolo. Mi farò portavoce davanti all’assessore Scrivano della richiesta di rappresentanza avanzata dal mondo agricolo”. Pietro Revetria, presidente della Comunità montana ingauna, ha sottolineato: “Il Gruppo di azione locale ha ricevuto mille richieste di fondi da altrettante attività economiche dell’entroterra, interessate a migliorare le rispettive attività col piano di sviluppo rurale. Se tutte queste domande fossero esaudite, l’impegno di spesa complessivo si avvicinerebbe ai 120 milioni di euro. Per questo motivo, abbiamo deciso di dare la priorità alle aziende agricole, sperando che la Regione venga incontro alle nostre esigenze”. Giancarlo Cassini, assessore all’agricoltura, ha analizzato i contenuti della nuova legge riguardante “Le strade dei gusti e dei profumi”: “La normativa prevede di realizzare itinerari che coinvolgano una superficie di almeno ottocento chilometri quadrati. In questo modo potranno nascere al massimo cinque o sei percorsi in tutta la regione, che aiuteranno lo sviluppo del territorio rurale in materia turistica e agricola, ma anche per quanto riguarda l’ambiente, le attività produttive e l’edilizia. Ogni itinerario dovrà avere un comitato promotore, composto in maggioranza da imprese private. Per far nascere un percorso, dovranno aderire almeno il sette per cento delle aziende agricole attive nella zona. Ogni percorrenza rappresenterà un pacchetto, dove il villeggiante potrà trovare ristoranti, aziende agricole, centri di confezionamento dei prodotti, punti di informazione, paesaggi, testimonianze storiche, culturali e architettoniche. La normativa sarà rigorosa e ad ogni componente della Strada, dagli agricoltori ai ristoratori, sarà richiesto il rispetto di parametri chiari in difesa degli alimenti locali. Le enoteche che vorranno avere la licenza dovranno inserirsi nei percorsi, per alzare la qualità dell’offerta. La cartellonistica sarà resa uniforme e le spese promozionali saranno sostenute dal bilancio regionale”. Il convegno è stato chiuso da Ivano Moscamora, presidente regionale della Cia: “Siamo consapevoli che nessun attore economico ce la può fare da solo. Dobbiamo mettere insieme le risorse che sono in campo e offrire pacchetti originali ai turisti. Un obiettivo importante sarà quello di garantire ai visitatori modi nuovi per passare il tempo libero senza annoiarsi, come i corsi di cucina organizzati dagli agriturismi”. Nel dibattito sono intervenuti anche Giuliano Miele (sindaco di Garlenda), Maria Angela Guidi (presidente dell’associazione “La strada del vino e dell’olio dalle Alpi al mare”), Paolo Fontana (vicepresidente della comunità montana Pollupice) e Giovanna Risso (assessore al turismo del Comune di Andora).


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