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Articolo n° 14049 del 08 Agosto 2007 delle ore 17:06

Altare, truffa e bancarotta fraudolenta: ex presidente coop “Ferrero” ai domiciliari

[thumb:3943:r]Altare. A conclusione di una lunga e complessa indagine fallimentare svolta dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Savona sullo stato di insolvenza della società cooperativa “Ferrero” di Altare, questa mattina le fiamme gialle hanno proceduto a dare esecuzione al decreto di applicazione della misura degli arresti domiciliari, emesso dal gip del tribunale, nei confronti di Giorgio Rebella, 60 anni, ex presidente della “Nuova Cooperativa Ferrero”. L’uomo, residente a Quiliano, revisore dei conti con studio in piazza Diaz a Savona, è finito nei guai per i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale nonché per il reato di truffa. In particolare, la guardia di finanza, dagli accertamenti svolti, caratterizzati sostanzialmente dall’esame di documentazione amministrativo-contabile, da accertamenti bancari e testimonianze, in particolare degli ex soci, hanno ricostruito la gestione tenuta dall’arrestato nella sua qualità di presidente del consiglio di amministrazione della società cooperativa fallita. L’uomo avrebbe distratto ripetutamente ingenti somme di denaro della società da lui amministrata, procurando danni sia a diversi istituti di credito sia, soprattutto, ai soci della cooperativa. Un comportamento penalmente rilevante. Infatti, oltre ad impossessarsi della somma di 1.427.000.000 delle vecchie lire corrispostagli in contanti da un’altra s.c.a.r.l. nell’anno 2001, a titolo di pagamento di due fatture, Rebella aveva ottenuto, da diverse filiali di note banche italiane operanti a Savona, l’accensione di finanziamenti per circa 10 milioni di euro mediante la presentazione allo sconto di fatture in parte modificate notevolmente in eccesso nell’importo ed in parte relative ad operazioni inesistenti. Allo stesso tempo, dissimulando ai soci della s.c.a.r.l. l’effettiva situazione deficitaria in cui versava la propria cooperativa, li aveva convinti, ingannandoli sulla proficuità dell’intera operazione, a sottoscrivere una fideiussione personale a garanzia di un mutuo di 1.600.000 euro, concesso dalla banca Carisa di Savona, procurando così per sé un ingiusto profitto grazie all’immediata disponibilità della somma mutuata e, per ciascun socio garante, un cospicuo danno patrimoniale scaturito dalla procedura di escussione personale avviata dall’ente creditizio a seguito della liquidazione coatta della società cooperativa, avvenuta nell’aprile del 2004. Risultato: dieci famiglie messe all’angolo. Qualcuno ha la casa all’asta, altri hanno subito il pignoramento del quinto dello stipendio e del TFR. Si tratta dei dieci ex-soci della cooperativa: Gianna Belforti, Roberto Costa, Antonio Cremonini, Gabriele, Luigi e Giovanni Giusto, Giuseppe Grosso, Giampaolo Molinari, Antonio Sulanas. L’avvocato Merletta, legale difensore dei soci truffati e ridotti praticamente sul lastrico, ha appreso la notizia da IVG.it, e attende di conoscere i dettagli del provvedimento cautelare prima di esprimere una valutazione o qualsiasi commento al riguardo.


» F. De Rossi - F. Lammardo

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