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Articolo n° 14147 del 11 Agosto 2007 delle ore 11:50

Crisi di giunta a Vado: il sindaco tenta la riconciliazione

[thumb:3977:r ]Vado Ligure. La principale preoccupazione del sindaco di Vado Ligure, Carlo Giacobbe, è ora quella di ricomporre l’esecutivo. Le dimissioni del vicesindaco Attilio Caviglia, dell’assessore al commercio Enrico Illarcio, dell’assessore all’istruzione Maria Teresa Abrate e dei due consiglieri Pietro Toso e Angelo Callieri si sono abbattute come un fulmine a ciel sereno sull’amministrazione vadese alle prese con il progetto della piattaforma contenitori Maersk. Due le principali contestazioni dei dimissionari: le dimensioni del terminal, dai 180 mila metri quadrati previsti nell’accordo del 2002 agli attuali 250 mila, e la divergenza sui metodi di consultazione della cittadinanza. Il sindaco Giacobbe ha annunciato di voler esperire ogni tentativo possibile per indurre almeno Caviglia e i due assessori a ritirare le dimissioni. Se entro una settimana non vi dovesse essere alcuna retromarcia da parte dei dissidenti, il primo cittadino nominerà il nuovo vicesindaco e un nuovo assessore, così da rendere nuovamente operativa la giunta e procedere con le pratiche per la realizzazione dell’opera nella rada di Vado, che in quattro anni di cantiere, secondo le previsioni, dovrebbe impegnare circa 250 lavoratori, per un investimento complessivo di oltre 400 milioni di euro. E’ volontà dell’amministrazione comunale, quindi, andare avanti e sul piano politico la spinta dei Ds è forte. Entro il mese di agosto i democratici di sinistra vogliono un nuovo accordo con il presidente della Regione Burlando, il presidente della Provincia Bertolotto ed il vertice della Port Authority Canavese, così da definire una volta per tutte gli aspetti migliorativi dell’accordo di programma. In ogni caso, con la crisi in atto, l’avvio dei cantieri per la fine del 2007 è una speranza ormai sfumata. In merito alla consultazione popolare, diversa la posizione di Giacobbe rispetto a quella degli esponenti politici dimissionari. Il primo cittadino rifiuta l’idea di un referendum che, ha spesso sottolineato, è già stata bocciata da un parere tecnico e giuridico cinque anni fa, senza contare poi che la piattaforma contenitori è materia che decampa dall’ambito prettamente locale in quanto considerata infrastruttura strategica nazionale. Allo stesso tempo Giacobbe ha garantito di voler avviare sì una consultazione dei cittadini, ma attraverso la diffusione di questionari attraverso cui la popolazione vadese possa esprimersi in maniera argomentativa. Sarà comunque il consiglio comunale a mantenere la responsabilità decisionale: il concetto è stato ribadito sia da Giacobbe che dai Ds. E il sindaco, sulla base dei prossimi sviluppi, non esclude un allargamento della maggioranza auspicando la convergenza di tutte le forze politiche.[image:3976:r:s=1:t=il sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe]
Nell’incontro con Burlando, Bertolotto e Canavese, i Ds proporranno, tra le modifiche da apportare all’accordo, la nuova trincea ferroviaria alle spalle di Porto Vado, così da arrivare ad una migliore definizione delle garanzie di rispetto ambientale tramite il trasporto delle merci basato su un sistema “multitrailer”, un layout orizzontale di carico e scarico che, con i nuovi collegamenti viari e ferroviari, non intacchi quindi il tessuto urbano e cittadino vadese. E tra gli altri miglioramenti da apportare all’opera: “un’altro punto che abbiamo posto – ha dichiarato il sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe – è quello di verificare se la realizzazione dell’impalcato consenta di non creare acque stagnanti, che è una delle preoccupazioni principali sulla quale credo possiamo dare risposta”. Nel prossimo incontro con Regione, Provincia e Autorità Portuale, il Comune di Vado chiederà di inserire nell’accordo di programma anche gli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza del torrente Segno. I Ds si sono definiti “amareggiati” per le dimissioni degli assessori e consiglieri, arrivate in un momento cruciale per Vado, proprio da chi aveva già votato a favore della piattaforma e del master plan per il riassetto urbanistico e costiero.
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