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Articolo n° 14151 del 11 Agosto 2007 delle ore 15:18

ICRAM: le balene scappano dal Mar Ligure a causa del rumore

Le balene soffrono se c’é troppo rumore in mare. Come è avvenuto nell’estate del 2002, quando sono letteralmente sparite dal Mar Ligure mentre i ‘lavori in corso’ erano addirittura a oltre 200 km di distanza, vicino Saint Tropez. La dimostrazione “inequivocabile” del nesso tra inquinamento acustico e ‘fuga’ dei cetacei arriva da uno studio dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram). “Per la prima volta questo fenomeno è stato evidenziato in un’area di bacino così ampia”, spiega Fabrizio Borsani, ricercatore dell’Icram e coautore dello studio che verrà presentato alla prima conferenza internazionale sugli ‘Effetti del rumore subacqueo sugli organismi marini’, al via a Nyborg, in Danimarca, da oggi al 17 agosto. Dunque un’altra minaccia alla sopravvivenza dei giganti del nostro mare si aggiunge alle altre: dopo le collisioni con le navi, le catture accidentali e l’inquinamento chimico, bisogna considerare anche l’inquinamento acustico. Come è stato possibile arrivare a queste conclusioni? “E’ bastato ascoltare con attenzione le registrazioni sonore a livello sottomarino – racconta Borsani – e associarle ad un evento specifico che non era presente nei 10 anni precedenti o nei cinque successivi. Il tutto grazie ad un progetto di ricerca durato dal ’98 al 2002 per misurare l’inquinamento acustico, finanziato dal ministero dell’Ambiente”. Insomma, invece del canto dei grandi cetacei, il suono percepito dai ricercatori era più simile a quello di un martello pneumatico. “Ho anche comparato i miei dati al numero di avvistamenti degli operatori turistici del settore, quello del whale watching – afferma Borsani – che hanno segnalato un numero di balene ridotto al lumicino”. In particolare, quello che ha maggiormente colpito gli studiosi “é che l’infissione dei pali, frequentemente usati per la costruzione di terrapieni artificiali in mare o per la posa di piloni, sia avvenuta in vari cantieri fra Saint Tropez e le isole di Hyeres. Il rumore intenso – afferma il ricercatore dell’Icram – è stato rilevato a oltre 200 km di distanza”. Rumore che “di fatto – continua Borsani – ha provocato la fuga delle balenottere comuni che d’estate normalmente registrano il periodo di picco di presenze, fra metà maggio e fine luglio, per via della quantità di cibo”. Un nesso, quello fra rumore e presenza delle balene, evidente anche dal fatto che “appena una settimana dopo la sospensione del martello pneumatico, si è ripreso a sentire qualche canto”. E cosa fanno d’inverno i grandi cetacei? “da fine agosto a inizio marzo/aprile, il periodo riproduttivo – spiega il ricercatore Icram – i maschi cantano a squarciagola per gli accoppiamenti”. E il rischio inquinamento acustico non dovrebbe essere sottovalutato, d’estate come d’inverno: “Se d’estate le balene non mangiano per i lavori in corso e d’inverno non si riproducono a causa delle esplorazioni del sottosuolo – conclude Borsani – nel giro di due anni potrebbe sparire questa popolazione del Mediterraneo centrale”.


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