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Articolo n° 14201 del 13 Agosto 2007 delle ore 15:23

Cassazione, piscine: “quelle vuote devono essere transennate”

[thumb:1430:r]Nei campeggi, nei villaggi vacanze, negli alberghi e in tutte le strutture dove sono presenti piscine aperte al pubblico, le vasche – se sono vuote d’acqua, per la pulizia o per qualunque altro motivo, devono essere “transennate o protette da reti” per evitare che qualcuno ci cada dentro e si faccia male. Lo sottolinea la Cassazione. In particolare la III Sezione civile di piazza Cavour (sentenza 17470) ha accolto il ricorso di una nonna, Maria S., contro il campeggio ‘Parco Vacanze’, nel quale trascorreva un periodo di villeggiatura, nella Riviera Ligure, insieme al nipotino. La signora Maria era andata a prendere il nipotino che stava nuotando nella piscina dei piccoli ed era caduta, per la scivolosità delle piastrelle, nell’adiacente piscina dei grandi che era completamente vuota d’acqua. Per i danni fisici riportati la nonna aveva chiesto alla proprietaria del campeggio di essere risarcita e il tribunale di Genova, accogliendo la sua domanda, aveva condannato la proprietaria della struttura rilevando che “non risultava minimamente transennato il bordo della vasca svuotata, nonostante l’evidente prevedibilità del rischio di cadute dei frequentatori del luogo”. Tale rischio era per di più accentuato “dalla ristrettezza del passaggio che collegava le due piscine e dalla scivolosità del passaggio medesimo per la presenza di acqua sui bordi e per la piastrellatura liscia”. Il tribunale osservava che avrebbe dovuto essere stata adottata “la precauzione architettonica di una contenuta pendenza dei contorni della piscina allo scopo di far rifluire l’acqua esondata attorno alla piscina piena”. In secondo grado, invece, alla nonna non fu concesso alcun risarcimento in quanto la Corte di appello di Genova ritenne la signora Maria ‘colpevole’ “di essersi avventurata lungo il passaggio scivoloso tra le due piscine” mentre avrebbe potuto “richiamare il nipote che si trovava in acqua lungo qualsiasi altra parte del perimetro della piscina”. Adesso, però, la Cassazione ha ‘bocciato’ il verdetto di appello perché “omissivo nella parte in cui non considera minimamente circostanze decisive quali la scivolosità del camminamento e, soprattutto, la mancanza di idonea transennatura della piscina vuota, accorgimento, questo, che definire di elementare prudenza – concludono gli ‘ermellini’ – appare finanche riduttivo”. Ad avviso della Cassazione è “legittimo esprimere, in un caso del genere, la ‘colpevolezza’ della condotta della proprietaria del campeggio ed è “all’evidenza chiaro come del tutto legittima fosse la pronuncia emessa dal tribunale”. Così il ricorso della nonna Maria è stato accolto e adesso un’altra sezione della Corte di appello di Genova dovrà provvedere a liquidarle i danni subiti.


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