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Articolo n° 14172 del 13 Agosto 2007 delle ore 08:50

Piattaforma di Vado: Rifondazione guarda ai dimissionari per rilanciare l’ipotesi del referendum

Vado Ligure. Se le dimissioni dei consiglieri Pietro Toso e Angelo Callieri ma soprattutto del vicesindaco Attilio Caviglia e dei due assessori al commercio e all’istruzione Enrico Illarcio e Maria Teresa Abrate hanno creato tensioni tra Margherita e DS nella maggioranza di centro sinistra vadese che potrebbero, a livello locale, variamente ripercuotersi anche sull’iter politico in corso per la costituzione del Partito Democratico, dall’opposizione di sinistra all’attuale Giunta Comunale il Partito di Rifondazione Comunista vede invece aprirsi nuove prospettive e spazi di manovra politica per tentare di bloccare il progetto della nuova piattaforma Maersk di Vado Ligure da loro ritenuto assolutamente non sostenibile “sia per le dimensioni, sia per le modalità costruttive”.”Rifondazione Comunista – si legge in una nota divulgata dalla segreteria provinciale savonese del PRC – lo ha sempre affermato con forza e determinazione, dai voti in Consiglio provinciale e comunale fino alla recente Giunta regionale che ha visto il nostro rappresentante non partecipare al voto. Oggi – prosegue la nota di Rifondazione – con le dimissioni dei rappresentanti della Margherita e del comitato delle Firme dalla Giunta del Comune di Vado Ligure, cui va la nostra solidarietà politica e personale per l’importante e difficile passo compiuto, questo fronte [contrario] si allarga, seppur da basi e da posizioni diverse, poiché i dimissionari sono rimasti in maggioranza mentre il PRC è all’opposizione”. “Un importante gesto” che va colto anche per rilanciare l’idea della consultazione referendaria popolare, sostiene Rifondazione Comunista, “già clamorosamente negata anni fa” e verso la quale, proprio per la sua precedente bocciatura, il sindaco diessino Carlo Giacobbe, seppure disponibile ad altre forme di coinvolgimento dei cittadini vadesi, continua comunque a manifestare totale contrarietà non ritenendolo uno strumento idoneo a dirimere una questione locale che ha però anche rilevanza regionale e nazionale. “Poiché i sostenitori del progetto affermano che la piattaforma porterà benessere e ricchezza per Vado e il comprensorio – rilancia tuttavia in conclusione della sua nota la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista – perché allora non sottoporre il progetto Maersk a referendum? Occasione già clamorosamente negata anni fa. Sul quesito discuteremo, ma sarebbe opportuno, nonché auspicabile coinvolgere i cittadini in un percorso partecipato”.


» Fabrizio Pinna

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