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Articolo n° 14240 del 14 Agosto 2007 delle ore 16:18

Afta Epizootica in Inghilterra, ASL2: “nessun rischio per i consumatori”

Savona. Di seguito una nota stampa diramata dalla ASL 2 Savonese in merito alla comparsa del virus dell’afta epizootica negli animali da allevamento in Gran Bretagna, sottolienando che non esiste di fatto nessun rischio per l’uomo e quindi per i consumatori. “Il ministro dell’ambiente britannico Benn ha confermato la comparsa di un secondo focolaio di afta epizootica: il focolaio e’ stato individuato nel Surrey, non lontano da Guilford, dove già diversi bovini erano risultati positivi al test. Esso fa seguito a quello che le Autorità Veterinarie del Regno Unito, per il tramite della Commissione Europea, avevano notificato il 3 agosto. L’ipotesi secondo cui i due casi di afta epizootica segnalati nel sud della Gran Bretagna abbiano avuto origine da una “fuga virale” proveniente dai laboratori di ricerca animale operanti nella zona è stata esclusa dal primo ministro Gordon Brown, analogamente sarebbe trascurabile l’ipotesi, secondo un rapporto delle Autorità Sanitarie britanniche, di un collegamento fra la diffusione del virus e il sistema di biosicurezza dei laboratori. L’afta epizootica è una malattia infettiva, acuta, altamente contagiosa, che colpisce tutte le specie animali ad unghia fessa, sia domestiche che selvatiche, sopratutto i bovini, ma anche gli ovini, i caprini ed i suini. É’ caratterizzata da uno stato febbrile iniziale seguito da eruzione di vescicole a livello del cavo orale, degli spazi interdigitali e della mammella. Nota fin dall’antichità, è diffusa in molte parti del mondo, dove rappresenta una seria minaccia per gli allevamenti a causa della elevatissima morbilità per i gravi danni che ad essa conseguono. Nel 2001, il virus dell’afta epizootica, sempre in Gran Bretagna, devastò interi allevamenti. Più di sei milioni di animali furono abbattuti, con danni valutabili in più di dodici miliardi di euro. Quali misure cautelari l’Unione Europea ha disposto il blocco dell’esportazioni dal Regno Unito di animali vivi e di prodotti di origine animale, le Autorità competenti  italiane  hanno attivato prontamente le procedure di rintraccio delle eventuali partite di animali vivi della specie bovina, ovina, suina o altri ungulati, provenienti dal Regno Unito, inclusa l’Irlanda del Nord, nel mese antecedente il 2 agosto. La trasmissibilità della malattia all’uomo è pressoché inesistente: nel corso dei numerosi focolai osservati nel mondo non sono mai stati segnalati casi di infezione umana, nonostante innumerevoli persone abbiano avuto in questi frangenti stretto contatto con gli animali ammalati. L’epidemia di afta non rappresenta, pertanto, un pericolo per l’uomo  e non ha implicazioni sulla sicurezza alimentare: carne e latte  possono continuare ad essere consumati senza pericolo. Il virus inoltre viene  distrutto dal calore, di conseguenza, la cottura della carne e la pastorizzazione del latte inattivano l’agente patogeno”.


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