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Articolo n° 14250 del 15 Agosto 2007 delle ore 08:58

Ferragosto: meno italiani in vacanza, bene gli stranieri

[thumb:3494:r]Battuta d’arresto per il turismo ad agosto e nella settimana di Ferragosto, momento cruciale per i bilanci degli operatori del settore. A registrare l’andamento negativo è Confturismo – Confcommercio, attraverso il monitoraggio, dall’inizio di giugno, di oltre 200 aziende. Degli italiani che hanno deciso di partire a ridosso di Ferragosto, la metà si concede una vacanza “pendolare”. Ritorna infatti la consuetudine del “weekend al mare”, stile anni Sessanta, quando l’Italia era appena sulla soglia del boom economico. Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e vice presidente di Confcommercio, non è soddisfatto dei dati preliminari sul mese di agosto e punta tutte le carte su settembre, sperando in un “rimbalzo”. “Anche il mese di agosto, purtroppo, sta facendo segnare per il turismo italiano una imprevista battuta d’arresto, mentre gli stranieri mantengono invariata la loro quota di domanda rispetto al 2006” evidenzia Bocca, che sollecita il governo a varare misure di rilancio per il settore turistico. “L’esecutivo – osserva – deve sollecitare un incontro tra le imprese e le Regioni per siglare un ‘patto’ che stabilisca un percorso condiviso per un rapido recupero della situazione di mercato, che già a settembre potrebbe far registrare i primi segnali di inversione di tendenza”. Gli italiani in vacanza (con almeno 1 pernottamento effettuato fuori casa) in questo mese di agosto, caratterizzato per giunta da condizioni meteorologiche alterne, sono circa 16 milioni rispetto ai 17,7 milioni del 2006. L’80% è rimasto in Italia mentre il restante 20% ha scelto località estere. “Una flessione purtroppo del 10% rispetto all’agosto del 2006 – precisa Bocca – frutto della carenza di liquidità delle famiglie italiane e di un uso sempre più massiccio del pagamento a rate che gravano ormai come un macigno sul bilancio familiare mensile”. Gli stranieri, al contrario, stanno confermando la quota dell’agosto del 2006 con circa 3,5 milioni di arrivi, composti principalmente per circa 600 mila unità da tedeschi, per 350 mila da francesi, per altri 350 mila da inglesi e circa 200 mila statunitensi: il 70% sta scegliendo il mare o i laghi, un 15% la montagna ed un restante 15% le località d’arte maggiori e minori. In calo l’affluenza negli alberghi. Le prime proiezioni dell’Osservatorio Turistico-Alberghiero della Federalberghinei primi 6 mesi del 2007, infatti, registrano come il numero di pernottamenti alberghieri in Italia sia diminuito del 3,2%. Mentre però per gli stranieri il calo sarebbe facilmente ascrivibile ad un assestamento della domanda, che nel 2006 ha raggiunto quote da record storico, per la componente italiana il calo rimarcherebbe l’ennesima conferma di una situazione di malessere e di difficoltà diffusa.


» Felix Lammardo

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