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Articolo n° 14394 del 20 Agosto 2007 delle ore 13:49

Aurelia notturna: le lucciole si sono trasferite a Ceriale

[thumb:4035:r]Albenga. L’ordinanza anti prostituzione emessa dal sindaco di Albenga, Antonello Tabbò, sembra avere sortito i primi risultati. Le “belle di notte” che sono solite esercitare il mestiere più antico del mondo attendendo i clienti ai bordi della via Aurelia hanno abbandonato il loro terreno abituale. Nessuna traccia di lucciole o transessuali. Il provvedimento dell’amministrazione comunale ha avuto risonanza anche sul TG5 di ieri sera. L’ordinanza prevede multe tra i 25 e i 500 euro per gli automobilisti che si fermano in auto per contrattare prestazioni sessuali a pagamento e sanzioni anche nei confronti delle operatrici del sesso. Sabato notte erano già fioccate le multe: gli automobilisti erano finiti nel mirino della polizia municipale per inversioni di marcia, ostacolo alla circolazione, velocità eccessiva e manovre pericolose per raggiungere i luoghi d’appuntamento con le passeggiatrici. La situazione non sembra ancora cambiata, invece, sul territorio comunale di Ceriale, dove ancora ieri sera una decina di ragazze in abiti più o meno succinti ai margini della strada contrattavano prestazioni con i clienti. Anche il sindaco Pietro Revetria ha emesso un’ordinanza analoga al suo collega albenganese. In attesa che i vigili urbani entrino in azione anche a Ceriale, le prostitute sembrano spostarsi verso levante per guadagnarsi, almeno temporaneamente, spazi indisturbati.
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» Felix Lammardo

2 commenti a “Aurelia notturna: le lucciole si sono trasferite a Ceriale”
Franco ha detto..
il 23 Agosto 2007 alle 21:15

Si può benissimo comprendere che le varie Ordinanze Sindacali e/o prefettizie anti-prostituzione emanate in alcune zone d’Italia sono illegali poiché non sono in regola con le norme dello Stato.
In effetti ci sono state fino ad ora due sentenze della Corte di Cassazione che hanno evidenziato ciò, la n. 19995/2004 e la n. 21432/2006 le quali non solo hanno stornato le sanzioni corrispondenti, ma hanno anche annullato le relative Ordinanze.
E’ stato in effetti rilevato che i vari decreti in questione devono corrispondere a sanzioni comminate ad automobilisti che praticano le strade e quindi inseriti nell’ambito della circolazione stradale.
L’articolo 3 comma 5 del Codice della Strada impone di rendere noto agli utenti delle vie, la presenza di tutti i divieti od obblighi presenti nel territorio comunale per effetto di Ordinanze locali. Spesso nei luoghi dove le dette disposizioni anti-prostituzione sono in vigore non viene esposto nessun tipo di cartello all’inizio del centro abitato che informi i passanti della presenza di tale divieto nel Comune corrispondente. Inoltre, se per caso, tale segnale venisse messo, quest’ultimo non sarebbe lecito ai sensi dell’articolo 38 comma 8 del Codice della Strada il quale vieta di apporre cartelli stradali che non sono previsti dal Regolamento dello stesso Codice (D.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495).
Con tutto questo si può benissimo dichiarare che le Ordinanze Sindacali e/o Prefettizie, che vietano le fermate lungo le diverse vie per contrattare prestazioni sessuali, sono illecite.

Franco ha detto..
il 24 Agosto 2007 alle 17:07

Scusatemi: L’articolo 5 comma 3 del Codice della Strada.

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