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Articolo n° 14447 del 22 Agosto 2007 delle ore 07:28

Lettera dell’Osservatorio pubblico Albenga sul progetto dell’Ortofrutticola

I progetti di ristrutturazione assentiti dal Comune di Albenga presentano dei volumi sistematicamente gonfiati, col seguente procedimento: si divide per l’altezza il volume totale esistente (abitabile + accessorio) e si ottiene la superficie totale (abitabile + accessoria), che però viene considerata come superficie tutta abitabile; da qui, poi, si calcola il nuovo volume (abitabile), che è pari a quello esistente solo perché non si conteggiano i nuovi volumi accessori.Questo atteggiamento generale ha una eccezione inaspettata nel caso dell’Ortofrutticola; a questo proposito, infatti, il Comune:
– boccia il progetto dell’Ortofrutticola, affermando che mancano spazi a servizio pubblico (gli standard):
per fare ciò, sostiene che si tratta di zona di espansione (che richiede standard maggiorati) – invece è zona produttiva direzionale in ambito di completamento (che richiede standard inferiori).
– boccia il calcolo dei volumi fatto dall’Ortofrutticola, giudicandolo eccessivo, nonostante la prescrizione “ristrutturazione a parità di volume esistente” renda difficilmente sostenibile qualsiasi ipotesi di riduzione del volume (e sarebbe una riduzione di 18000mc circa!).
Sembra proprio che usi “due pesi e due misure” – e già questo è contrario ai doveri di un ente pubblico.
Ma ciò è ancora più grave se si considera che, in questo caso:
– i calcoli del Comune sono tutti sbagliati, sia sugli standard sia sui volumi, e devono essere rifatti secondo le norme vigenti. Per il Comune, l’Ortofrutticola può costruire 37000mc abitabili, che si possono gonfiare con il solito sistema fino a un totale di oltre 49000mc (l’Ortofrutticola proponeva 52000mc, e 3000mc di differenza sembrano pochi… però, si traducono in 3000mq abitabili in meno!).
– i calcoli dell’Ortofrutticola non sono gonfiati e i volumi proposti comprendono anche quelli accessori.
Ma allora, dove finirebbero i famosi 18000mc di riduzione, visto che la ristrutturazione deve essere “a parità di volume esistente”? Il Comune non lo dice, ma, fra le tante ipotesi, magari saranno recuperati sul terreno attiguo, che era zona turistico-alberghiera nel Piano del ’95 e che è stato riclassificato zona agricola in sede di approvazione regionale.
…E, guarda caso, la Consigliera Rosy Guarnieri (p.11 DCC n.55) dichiara che quel terreno è già stato acquistato “da un privato” – non certo per condurre un’attività agricola.
Non si tratta di fare “sconti” sugli standard o di concedere qualche migliaio di metri cubi in più, ma di applicare le norme esistenti, con imparzialità e in piena trasparenza. Quindi: è ora che il Comune cominci a rispettare la legge.

Osservatorio pubblico Albenga


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