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Articolo n° 14585 del 24 Agosto 2007 delle ore 18:16

Albenga, L’Ortofrutticola: cassa integrazione a rotazione per 18 lavoratori

[thumb:3803:r]Albenga. Si fanno ancora sentire gli effetti del devastante incendio che a fine luglio ha reso del tutto inutilizzabile il magazzino della cooperativa ingauna L’Ortofrutticola in regione Massaretti a Bastia d’Albenga. I settori di conferimento e commercializzazione degli ortaggi e dei fiori hanno subito un duro colpo, ma le difficoltà appaiono legate anche alla ricostruzione. Mentre la stima dei danni interni ammonta a circa 500 mila di euro, sono stati rilevati danni strutturali irrecuperabili all’intero manufatto che con molta probabilità ne comporteranno la demolizione e la riedificazione. Inoltre, il grande capannone, impiegato come deposito per prodotti agricoli, avrebbe avuto un ruolo nel progetto della nuova sede della cooperativa albenganese e si pone il problema della sua nuova destinazione. Ma ad aggiungere un ulteriore elemento di preoccupazione è il rischio occupazionale per nove dipendenti della cooperativa. La richiesta di mettere in cassa integrazione ordinaria per 13 settimane nove dipendenti a costo zero ha messo in allarme le organizzazioni sindacali che, pur condividendo la necessità di sforzi comuni per la ripresa delle attività, ha chiesto un accordo con l’azienda per spalmare sul maggior numero possibile di lavoratori il sacrificio relativo alla CIG, adottando una rotazione fra tutti i dipendenti coinvolti nell’attività produttiva. Gian Carlo Cova e da Danilo Barbero, in rappresentanza della Cisl, e Andrea Luvarà, Emanuela Colamartino e Marino Parodi, in rappresentanza della Cgil, hanno inoltre chiesto che i vertici della cooperativa facciano preventivamente effettuare tutte le giornate di ferie, di permesso e le ore di flessibilità arretrate e che ai lavoratori venga garantito il minor danno economico possibile per il tempo in cui saranno in cassa integrazione. L’intesa è stata raggiunta e le richieste dei sindacati sono state accolte. E’ stato portato a 18 il numero dei lavoratori coinvolti nella rotazione e le ore settimanali sono state estese da zero a 20. Le 13 settimane di CGI ordinaria saranno con ogni probabilità prolungate. La cooperativa, poi, si è impegnata ad integrare per ogni dipendente la differenza fra la retribuzione di fatto e quella riconosciuta per la cassa integrazione ed anticiperà mensilmente in busta paga l’intero trattamento. “L’accordo è ancora in attesa di ufficializzazione. Tuttavia ci riteniamo soddisfatti dell’intesa, che è stata raggiunta a beneficio dei lavoratori. Nessuno rimarrà senza stipendio” commenta il presidente della cooperativa Marco Ansaldi. La misura assistenziale, che dovrà essere approvata dall’Inps, sarà valida sino al primo novembre. Un risultato soddisfacente anche per le organizzazioni sindacali, che hanno replicato il “contratto di solidarietà difensivo” tra lavoratori che già nel 2003, a fronte di una crisi aziendale, aveva scongiurato il rischio licenziamenti.

[image:3806:r:s=1]Prosegue intanto la polemica sulla sede dell’Ortofrutticola in via Dalmazia. Il Comune ha cambiato la destinazione d’uso del complesso, consentendone la trasformazione in alloggi, negozi e uffici. Gli agricoltori chiedono di poter realizzare costruzioni di 52 mila metri cubi, pari alla volumetria attuale, mentre l’amministrazione comunale vuole imporre una riduzione a 37 mila metri. Una questione non di poco conto, visto che la cessione della struttura servirà alla cooperativa ingauna a trovare i fondi per costruire i nuovi edifici in regione Massaretti e ripianare i debiti di bilancio. “Il Comune danneggia l’Ortofrutticola, riducendo di circa diciottomila metri cubi la volumetria edificabile al posto della sede attuale. Sembra proprio che l’amministrazione albenganese usi due pesi e due misure ed è ora che cominci a rispettare la legge” ha affermato Igi Viveri, responsabile dell’Osservatorio pubblico sull’urbanistica, aggiungendo: “Il Comune boccia il progetto della cooperativa, affermando che mancano spazi a servizio pubblico: per fare ciò, sostiene che si tratta di zona di espansione, mentre al contrario è una zona produttiva direzionale in ambito di completamento, che richiede spazi pubblici inferiori. Il Comune boccia anche il calcolo dei volumi fatto dall’Ortofrutticola, giudicandolo eccessivo, nonostante la prescrizione di ristrutturare a parità di volume esistente renda difficilmente sostenibile qualsiasi ipotesi di riduzione”. I calcoli comunali, secondo l’Osservatorio pubblico, sono tutti sbagliati e dovrebbero essere rifatti in base alle norme vigenti. I battibecchi infuriano sul piano politico. Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Bruno Robello De Filippis, e i consiglieri Mauro Vannucci e Roberto Schneck, hanno formulato le loro precisazioni: “L’Ortofrutticola è stata legittimata a recuperare tutta la sua cubatura esistente con le seguenti destinazioni d’uso: 60% residenza, 30% uffici e commercio e 10% servizi, il tutto con semplice Permesso di Costruire Convenzionato. Non è nostra intenzione oggi denunciare le gravi responsabilità di chi ha ‘bruciato’ 5 anni in inefficienza e chiacchere mentre la cooperativa continuava ad indebitarsi fortemente. Riteniamo indispensabile che la cooperativa Ortofrutticola proceda immediatamente ad una aggiudicazione delle aree a qualsivoglia soggetto imprenditoriale che ha partecipato alla gara, determinando già ora un congruo prezzo a metro cubo su quanto l’imprenditore riuscirà ad ottenere dal Comune”. “Se così non sarà – hanno tuonato i forzisti albenganesi – il sindaco non potrà esimersi dal congedare l’assessore responsabile, vice sindaco Franco Vazio, che ha dimostrato una nocività, incompetenza ed una palese incapacità politica sulla questione. In mancanza, Forza Italia non potrà più attendere oltre nel prendere seri provvedimenti atti a scongiurare il sicuro fallimento di uno dei più importanti e a noi cari settori della nostra economia come è quello agricolo”. Di fronte alla richiesta di dimissioni, così ha replicato Vazio: “Balza agli occhi che c’è la volontà di creare confusione e polemiche, senza preoccuparsi delle sorti della cooperativa. È sbalorditivo che un partito politico dia indicazioni su come debba essere e debba svolgersi una gara. Al Comune e alla politica compete esclusivamente l’approvazione di un progetto. Il resto deve rimanere nella totale e assoluta discrezionalità della cooperativa”. Prosegue il cicesindaco: “A prescindere dalle questioni di natura tecnica, penso che un’area simile non possa sopportare un carico insediativo di 52 mila metri cubi: sarebbe come ritenere che su di un’area di 10 mila metri quadrati possa essere consentita l’edificazione e l’insediamento di una frazione uguale a Bastia. È evidente che chi ha trattato l’urbanistica, consentendo le edificazioni che sono sotto gli occhi di tutti, possa pensare che una tale massiccia costruzione sia normale; invece noi abbiamo in mente una città vivibile e ordinata, questa valutazione vale e varrà per tutti”. Sulla stessa linea anche il sindaco Antonello Tabbò: “Ribadisco la fiducia negli assessori e negli uffici tecnici del Comune. Inoltre la nostra posizione è confortata da pareri legali. Confermo la disponibilità nel concludere al meglio una questione così importante sia per l’Ortofrutticola che per la cittadinanza. Voglio infine rivolgere un invito alle persone che hanno a cuore il bene della città, e in particolare del comparto agricolo, affinché non prestino il fianco a strumentalizzazioni che creano solo polveroni e non portano assolutamente a nulla. Confido che seguendo un iter rapido e spedito si possa giungere ad una soluzione della questione in tempi brevi”.

[image:1089:c:s=1:t=Il progetto in una veduta dall’alto]


» Felix Lammardo

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