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Articolo n° 14558 del 24 agosto 2007 delle ore 09:22
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Mons. Calcagno impegnato nella causa di beatificazione di Pio VII
FLASH24news

Savona. Prima di lasciare Savona, il vescovo Calcagno non intende venire meno agli impegni presi in loco e, sperando di accompagnare presto in visita alla nostra diocesi Benedetto XVI, non dimentica un altro Papa, Pio VII, del quale ha seguito l’iter per la causa di beatificazione e canonizzazione. Monsignor Calcagno ha infatto istituito ufficialmente il “comitato per la causa di canonizzazione” di Papa Chiaramonti, con sede presso il Seminario vescovile. Attore principale del processo canonico è la stessa diocesi di Savona-Noli, che si avvarrà di quattro figure-chiave: il postulatore nella persona di don Giovanni Farris, il delegato vescovile, il promotore di giustizia e il notaio (don Giovanni Margara, cancelliere della Curia). Nella prima fase dell’inchiesta, il comitato condurrà la ricerca sulle virtù e la fama di santità del servo di Dio Barnaba Chiaramonti. “Chiediamo la collaborazione di tutti coloro che sono in possesso di notizie su di lui – spiega don Farris – e che possono contribuire ad illuminare la sua personalità nelle varie tappe della sua esistenza: monaco benedettino a Cesena, vescovo a Tivoli ed Imola e Papa col nome di Pio VII. A questo scopo possono giovare al nostro lavoro giornali d’epoca, libri, segnalazioni, testimonianze su grazie ricevute e, ovviamente, preghiere”. La ricerca terrà in grande considerazione i tre anni di prigionia di Pio VII a Savona sotto Napoleone. E il vescovo si dichiara “certo che i savonesi si sentiranno partecipi di una causa che li coinvolge direttamente in quanto promossa dal popolo di Dio della stessa diocesi”. Sempre monsignor Calcagno afferma che “gli impegni che mi attendono a Roma non potranno impedirmi di ricordare gli stretti legami tra Pio VII e la Madre di misericordia, che terrò sempre nel cuore assieme a tutti voi”.
Il comitato “esecutivo” della causa si doterà già ai primi di settembre di un servizio telefonico e via mail e di un sito internet per favorire la raccolta di materiale su Pio VII: intanto, fin d’ora, è possibile inviare eventuali contributi all’indirizzo del Seminario vescovile, via Ponzone 5, Savona. Don Giovanni Farris, nelle vesti di postulatore, è il primo collaboratore, in quest’opera, della diocesi e della santa Sede, mentre don Giovanni Margara svolgerà il compito di notaio. Ancora da definire chi sarà il delegato vescovile, ossia il rappresentante del vescovo per la causa, e chi il promotore di giustizia (una sorta di “avvocato del diavolo”, come si dice popolarmente). L’idea di don Farris è di dare vita anche ad un “comitato promozionale”, formato da persone conosciute e stimate a Savona, per pubblicizzare l’iniziativa.
Fu l’allora vescovo monsignor Dante Lafranconi a lanciare l’idea, nel duemila, della causa di beatificazione di Barnaba Gregorio Chiaramonti, il monaco cesenate assurto al soglio pontificio sotto il nome di Pio VII e del quale i savonesi hanno una singolare venerazione per la testimonianza eroica ed evangelica che diede negli anni del suo esilio nel Vescovato di Savona. L’idea della causa fu poi fatta propria dalla Conferenza episcopale ligure che, su mandato dell’arcivescovo di Genova cardinale Tarcisio Bertone, inoltrò al vicario di Roma cardinale Camillo Ruini la richiesta ad avviare a Savona (anziché a Roma) la causa. A questa autorizzazione, giunta nel 10 luglio 2006, seguì il nulla osta da parte della Congregazione vaticana per le cause dei santi, a firma del cardinale José Saraiva Martins il 24 febbraio di quest’anno. Monsignor Calcagno, commentando quest’autorizzazione, parla di “singolare privilegio per la diocesi di Savona, che ha sempre avuto per Pio VII una particolare venerazione” e ritiene che una delle gloria più belle per la nostra diocesi non stia tanto nell’aver dato i natali a due Papi, quanto “nell’aver ospitato un Papa santo”. Detto senza offesa per Sisto IV e Giulio II, sovrani pontefici del Rinascimento che hanno brillato più per il mecenatismo che per le virtù evangeliche.

 

» Felix Lammardo

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