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Articolo n° 14582 del 25 agosto 2007 delle ore 10:50

Cairo, il Partito Comunista dei Lavoratori sulla discarica della Filippa

E un nostro timore che questa vicenda, discarica si discarica no, finirà male. Le segreterie dei partiti di Governo, il Sindaco di Cairo, la Associazione “Ambiente salute lavoro” continuano a cadere nel trabocchetto delle disposizioni tecniche e di legge. Nel sacro furore di difendere il valore delle loro case gli abitanti delle Ferrere hanno continuato a seguire le linea, iniziata dalla allora Leader della zona, certa signora, che vista la mala parata ha venduto il villone ed
è sparita dalla circolazione.
Fino dall’inizio della vicenda il nostro gruppo che allora faceva parte del PRC aveva adottato e sostenuto, purtroppo senza successo, l’unica soluzione possibile per affossare l’iniziativa privata della costruzione della discarica di rifiuti non pericolosi. L’iniziativa era, ma lo e ancor oggi, quella di sostenere che la costruzione e l’esercizio della discarica è fatto di alto interesse pubblico, e pertanto nessun privato può decidere di arrogarsi il diritto di sostituirsi al potere pubblico per iniziative di questo tipo. Oggi però il pubblico e brutto e perverso: privato è bello e quindi tutto è possibile.
Per amore della verità è doveroso dire che l’opposizione degli abitanti delle Ferrere è eroica, ma è viziata purtroppo da un fallimento della strategia complessiva.
In primo luogo il coinvolgimento della popolazione di Cairo Montenotte non è riuscito; e, a parte una unica dimostrazione della volontà dei cittadini e del loro coinvolgimento, che abortì proprio per il timore dei rappresentanti della Associazione di patire danni personali; di veramente eclatante, null’altro è stato fatto per dimostrare l’avversione per questa iniziativa…
Noi eravamo tra quelli che volevano un blocco continuato delle vie di comunicazione provinciali, ma quella rivolta, che era nata spontaneamente, fu troncata. Di ben altra valenza fu la rivolta di Scanzano: un intero paese si ribellò e vinse.
Questa però è una recriminazione in parte inutile, anche se serve a ricordare a tutti che su questa materia occorre ben altro che ricorsi ai tribunali, peraltro miseramente falliti. Lo stessa decisione del Consiglio di Stato che, a nostro avviso, pilatescamente, affidò, alla struttura tecnica della Provincia la concessione della autorizzazione, dimostra come le decisioni dei tribunali molto spesso vanno nella direzione opposta ai desiderata della popolazione.
Abbiamo letto in questi giorni delle polemiche tra gli esponenti delle amministrazioni comunali di Cairo e quelli provinciali, con scambio di accuse, minacce di dimissioni, rifiuto di candidare alle prossime, ma ancora lontane elezioni, addirittura l’attuale Presidente della Provincia; e noi ci domandiamo a cosa servano. A nulla, e lo diciamo con chiarezza, indeboliscono la posizione di giusto rifiuto della concessione della autorizzazione alla discarica.
Recentemente abbiamo incontrato i dipendenti della LPL e abbiamo significato loro il nostro no alla concessione della autorizzazione alla discarica, pur convenendo che sotto il profilo meramente tecnico, oggi questa struttura è quasi indispensabile in Provincia. Resta tuttavia incontrovertibile il fatto che concedere l’autorizzazione comporta una serie di rischi e ambientali e pratici e un danno sensibilissimo non per la tutela della proprietà privata degli abitanti, ma per la tutela della salute pubblica.
Ora la patata bollente ritorna alla Amministrazione comunale di Cairo Montenotte e sinceramente esprimiamo la nostra solidarietà all’attuale Sindaco di Cairo, che abbiamo contrastato alle recenti elezioni, e al quale suggeriamo, sommessamente, ma con fermezza di tentare provvedimenti, certamente rivoluzionari, ma ancora possibili: di ordine politico amministrativi.
Se la sente Fulvio Briano di tentare: primo una procedura di esproprio della cava, due organizzare come amministrazione comunale una consultazione referendaria (prevista dallo statuto comunale) tra i cittadini cairesi?
Forse c’è ancora tempo di scuotere la cittadinanza e smuoverla dalle abitudini rassegnatarie e pantofolaie. Ricordiamo anche se non c’è bisogno, che con i pareri tecnici la battaglia contro la concessione della attività della discarica è irrimediabilmente persa.

Partito Comunista dei Lavoratori
Collettivo di Cairo Montenotte


» Redazione

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