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Articolo n° 14728 del 29 Agosto 2007 delle ore 16:31

Piattaforma di Vado, la CGIL di Savona ne ribadisce la necessità

[thumb:2054:r]Vado Ligure. Il progetto della piattaforma container del porto di Vado Ligure continua a far discutere. In merito alla sua realizzazione si esprime Francesco Rossello, segretario generale della CGIL di Savona, affermando come “la costruzione della piattaforma costituisce senza dubbio un’occasione di sviluppo da cogliere importante per il porto, la città di Vado e la Provincia. Per questo stiamo continuando a ripetere che non si può tornare indietro e che al contrario è necessario procedere spediti in avanti. Il tema piattaforma sì, piattaforma no è sbagliato e fuorviante. Prima di tutto perché riazzera un dibattito che c’è già stato e nega l’esistenza di una serie di atti pubblici licenziati nel corso degli anni. Ma soprattutto perché limita la discussione su come realizzare la piattaforma e sulle prospettive economiche ed occupazionali dell’opera”. Rossello sottolinea come, rispetto a quest’ultimo tema, “i soggetti in campo non possono essere solo Autorità Portuale e Comune di Vado. In campo c’è anche il Sindacato. Sostenere che la piattaforma garantirà importanti ricadute occupazionali corrisponde ad un’opportunità reale. Ora però, è necessario cominciare a discutere di occupazione in maniera più dettagliata e lo dobbiamo fare perché oggi sappiamo chi realizzerà e gestirà la piattaforma, quindi abbiamo un interlocutore certo con il quale dobbiamo e vogliamo cominciare a discutere in maniera diretta di quantità e qualità del lavoro che la nuova piattaforma produrrà. Sul merito, per noi lavoro di qualità si traduce in questi termini: stabilità (quindi utilizzo di forme contrattuali a tempo indeterminato), valorizzazione delle professionalità (con percorsi formativi qualificati e credibili), possibilità di riqualificazione e reinserimento dei lavoratori vittime delle varie fasi della crisi industriale ed escluse dal ciclo produttivo”. Il segretario della CGIL di Savona prosegue proponendo: “sediamoci intorno ad un tavolo con Maersk, affrontiamo in maniera approfondita e seria questi argomenti, verifichiamo se è possibile individuare delle linee di intesa che magari possano essere allegate all’accordo di programma. Ora è il momento di parlarne, non dopo. Se saremo capaci di individuare assieme un percorso che dia prospettive occupazionali certe e di qualità e avremo un motivo in più per andare avanti velocemente nella realizzazione dell’opera”.


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