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Articolo n° 14772 del 30 Agosto 2007 delle ore 18:08

Albenga, moria di volatili presso il rio Antognano

[thumb:805:r]Albenga. Una novantina di volatili, in particolare anatre, oche, germani ed un paio di gabbianelle, sono stati trovati morti presso il rio Antognano ad Albenga. La polizia municipale e gli ispettori dell’Asl hanno prelevato alcune carcasse per portarle all’Istituto di Zooprofilassi di Savona, dove sono state sottoposte ad esami autoptici. Le prime analisi hanno dato esito negativo: non è stato individuato alcun virus contagioso per gli esseri umani. Sono stati inoltre effettuati prelievi di campioni d’acqua nei quali non è stata riscontrata la presenza di sostanze velenose, com’era nelle previsioni degli ispettori, dato che nello stesso tratto di fiume non sono stati rinvenuti pesci morti. L’ipotesi più probabile sembra quella di un virus che si trasmette tra i volatili. Rimane quindi ancora un mistero la causa di quella che appare come una epidemia. All’inizio della settimana alcuni agricoltori avevano segnalato all’ufficio tutela del territorio e all’ufficio ambiente del Comune di Albenga la presenza di quattro carcasse nel rio. Poi tra mercoledì e giovedì un nuovo sopralluogo ha rilevato la vera e propria strage di volatili. Gli esperti si sono premurati di rassicurare che non si tratta di influenza aviaria ed hanno ribadito che in ogni caso per l’uomo non c’è alcun pericolo di contagio. Le morti sarebbero dovute a malattie proprie dei volatili che vivono e nidificano nel rio Antognano. C’è chi ha pensato a malintenzionati che avrebbero potuto gettare veleni nel corso d’acqua e la memoria è corsa agli anni scorsi, quando due agricoltori finirono nei guai per aver versato diserbante nei canali affluenti, provocando la chiusura momentanea di alcuni pozzi potabili. Ma i tecnici cercano di dissipare anche l’incubo inquinamento. L’ipotesi di un versamento di sostanze chimiche sarebbe infatti da escludere, visto che gli altri animali che vivono nel rio come rane, bisce d’acqua e pesci sono vivi e sembrano godere di buona salute. Inoltre le recenti esperienze di versamenti di veleni nei rii insegnano che i volatili sono gli ultimi animali a risentire degli avvelenamenti, un po’ per le dimensioni maggiori rispetto ad altri animali e un po’ per la possibilità di allontanarsi dalle zone inquinate. Proseguono dunque gli accertamenti per chiarire le cause dello strano fenomeno e sono attesi i risultati delle analisi eseguite sulle carcasse dei volatili dall’Istituto di Zooprofilassi.


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