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Articolo n° 14797 del 31 Agosto 2007 delle ore 13:33

Stagione negativa per i balneari, sotto accusa le difficoltà normative

[thumb:3492:r]Ponente. Bilancio negativo per gli stabilimenti balneari. La stagione estiva, con la complicità delle condizioni atmosferiche avverse e della situazione economica generale, si è tradotta in un segno meno per gli operatori del settore. Le difficoltà sarebbero state aggravate anche dalle sopraggiunte novità interpretative sulle norme di accesso alle spiagge. “La cosiddetta guerriglia alla battigia che si sarebbe dovuta verificare questa estate sui nostri litorali di fatto si è tramutata in modeste scaramucce, quasi sempre strumentalmente preordinate in poche località, nel tentativo di dimostrare prevaricazioni da parte degli imprenditori” afferma Riccardo Borgo, presidente del Sib, il sindacato aderente a Confcommercio che associa circa diecimila imprese. “In effetti il buon senso degli operatori e, fa molto piacere riscontrarlo, dei turisti – continua Borgo – ha consentito di evitare che decaloghi, manuali di varia natura e provenienza, creassero problemi al normale svolgimento della stagione balneare 2007. Negativa, invece, è stata la ricaduta derivata al ‘battage’ scatenato sui media che, paventando una rivoluzione che se attuata avrebbe fatto venir meno alcuni servizi primari degli stabilimenti balneari (privacy, tranquillità, sicurezza e ordine pubblico ad esempio), potrebbe aver convinto qualche turista a disertare le spiagge italiane”. Questo in una estate 2007 che, anche quando le condizioni del tempo sono state favorevoli, segnala un calo sensibile della capacità di spesa della clientela con ripercussioni, secondo il sindacato, spesso negative per le imprese balneari. “Con la riapertura delle attività parlamentari – aggiunge Riccardo Borgo – auspichiamo possa riprendersi dialogo e confronto con il Governo per poter definire le modalità di applicazione della legge Finanziaria 2007 che, in modo particolare per quanto riguarda le pertinenze demaniali metta fine alla confusione che ancora oggi dobbiamo registrare a causa del rincorrersi di modelli interpretativi spesso radicalmente discordanti. Auspichiamo, infine – conclude – che il ministro Francesco Rutelli, che ha dimostrato sensibilità al problema, si faccia promotore di iniziative atte a chiarire una volta per tutte la questione particolarmente complicata e, in modo particolare, riesca ad attivare un tavolo tecnico di confronto (peraltro già individuato come strumento efficace in sede della consultazione tra Governo e operatori turistici svoltosi a Roma nei primi mesi di quest’anno), sollecitato anche da istituzioni e forze politiche, sul quale vengano portate, discusse e risolte, tutte le problematiche che riguardano il mondo del turismo balneare”.


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