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Articolo n° 14816 del 31 Agosto 2007 delle ore 16:50

Tonarelli (Verdi): “La piana di Albenga a rischio siccità“

[thumb:4136:r:t=Carlo Tonarelli]Albenga. “Bisogna andare verso una ‘decrescita felice’ come dice Serge Latouche, bisogna cambiare veramente stile di vita”, ha commentato a caldo ieri sera il consigliere comunale dei Verdi Carlo Tonarelli alla conclusione della proiezione presso l’Auditorium San Carlo di “Una scomoda verità“, il film documentario di Davis Guggenheim in cui l’ex-candidato alla Casa Bianca Al Gore sconfitto da Bush nelle scorse contestate elezioni presidenziali continua la sua battaglia di sensibilizzazione e di denuncia ecologista sui gravi e sempre più urgenti problemi legati all’effetto-serra e ai mutamenti climatici in corso a livello planetario. “In fondo – ha proseguito Tonarelli nelle sue considerazioni – anche Al Gore lo fa trasparire questo tipo di discorso quando dice che la gente non si rende conto che stiamo andando verso una catastrofe continuando su questa strada. Lo ha messo chiaramente in risalto: la popolazione mondiale e il CO2 stanno aumentando a ritmo vertiginoso, ci sono dei fattori di rottura e le risorse sono quelle che sono. Quindi veramente bisogna fare un salto di mentalità anche in fatto di consumi; non c’è riuscito il comunismo, ci riusciranno i problemi dell’ambiente perché quando pensiamo che si sciolgono i ghiacci e ci sono migrazioni di 60/100 milioni di profughi del clima, non so come altro si possano arginare i problemi, soprattutto con un mondo che è in un aumento demografico esponenziale. Questi sono problemi di tutti e che devono toccare i capi di Stato ma è necessario intervenire anche a livello locale”.
La proiezione del film-documentario, la quale è stata interrotta poco prima del termine per irrisolvibili problemi tecnici legati alla difettosa qualità della copia, ha comunque richiamato all’Auditorium di Albenga un pubblico numeroso, segno di una crescente attenzione e interesse verso questi problemi da parte della cittadinanza. Per il mese di settembre sono già stati programmati altri appuntamenti che coinvolgeranno anche alcune associazioni di categoria. “Per sensibilizzare Albenga facciamo un gioco di squadra – ha spiegato il consigliere dei Verdi -; proseguiremo il 21 settembre al San Carlo, che vorremmo diventasse anche la “Casa dell’Ecologia”, con un incontro organizzato con la Confartigianato per illustrare agli artigiani come possono utilizzare al meglio altre forme di energia e poi, a fine settembre, affronteremo la questione della privatizzazione dell’acqua”. “Ad Albenga – prosegue Carlo Tonarelli – abbiamo infatti già il problema del cuneo salino che abbiamo scoperto inaspettatamente in regione Miranda e quindi saremo forse costretti ad aprire Negiaire. Finché stiamo in superficie prendiamo acqua senza cuneo ma se andiamo un po’ più in profondità ci ritroviamo subito il sale: questo è un problema che gli agricoltori dovrebbero cominciare a porsi perché il cuneo salino nel tratto, diciamo, da Ceriale a Pontelungo è già oltre l’Aurelia e quindi si rischia di bagnare tutto con il sale bruciando le piantine e tutte le coltivazioni. Nella piana albenganese stiamo andando, insomma, verso la siccità – conclude il consigliere – e ci sono, perciò, delle ricadute anche sull’economia: o la gente ne prende coscienza o si ritroverà tra una decina d’anni, per così dire, a mal parata”.
D’altra parte il consigliere comunale dei Verdi continua a sostenere, entrando talvolta in polemica anche con il suo stesso schieramento politico di appartenenza, la necessità di una maggiore cautela nel progettare interventi sul territorio che rischiano di avere poi un grave impatto ambientale con conseguenze negative difficilmente reversibili. “Volevano fare, per esempio, la Garessio-Albenga-Ceva – ricorda Tonarelli – e io mi sono pronunciato contro perché erano 48 chilometri di gallerie che passavano attraverso la montagna e quindi tutte le falde freatiche venivano interrotte. Si fanno delle scelte senza capire le ricadute che possono avere; sì che i piemontesi arrivavano più in fretta agli 800 appartamenti che stiamo costruendo ad Albenga ma stavano facendo un danno a tutti gli agricoltori e all’economia della piana. Già adesso i documenti dell’ATO provinciale ci dicono che stiamo consumando, nel periodo tra giugno e settembre, il doppio di acqua rispetto al resto dell’anno e siamo, cioè, in deficit idrico. E sono dati del 2004, quando non c’era ancora l’impatto di questo piano urbanistico spaventoso. Noi consumiamo 1 milione e 200 mila metri cubi d’acqua in tutto il periodo invernale, arriviamo a 4 milioni di metri cubi da giugno ad agosto per via anche dei flussi turistici. Non abbiamo – ha concluso con tono preoccupato Carlo Tonarelli – le risorse per dare da bere a tutti: dovremo cioè scegliere presto tra agricoltura e la gente”.


» Fabrizio Pinna

14 commenti a “Tonarelli (Verdi): “La piana di Albenga a rischio siccità“”
Francesco Bogliolo ha detto..
il 31 Agosto 2007 alle 20:00

Credo che la frase chiarificatrice sia “non c’è riuscito il comunismo, ci riusciranno i problemi dell’ambiente ” …a far cosa? a colpire il vero nemico dei Verdi, non l’ inquinamento ma il capitalismo ed il libero mercato.
Mi dispiace per il consigliere Tonarelli ma dove non è riuscito il comunismo non riusciranno neppure le deliranti teorie ambientaliste e tutte le “comode bugie”.
Cordialmente
Francesco Bogliolo
Alassio

vespa ha detto..
il 2 Settembre 2007 alle 00:33

Comunismo e capitalismo sono ideologie, la prima ha fallito, la seconda così come la conosciamo oggi non può continuare.
Con questa economia drogata vedremo che strada prenderanno le borse mondiali, nei prossimi mesi, quando le banche centrali non potranno più sostenerle.
La tutela dell’ambiente però è una cosa estremamente seria che dovrebbe vederci tutti impegnati senza inutili catastrofismi ma il problema deve essere affrontato.
Per quanto riguarda le seconde case è veramente ora di finirla con questa colata di cemento che continua ad arricchire sempre gli stessi e a pesare sulle tasche di tutti i residenti, infatti in servizi (es. fognature, strade acquedotto…) sono fatti a spesa dei comuni.
Nello specifico, penso che ad Albenga ci siano troppi pozzi privati che prelevano acqua dal sottosuolo in modo indiscriminato, ma l’agricoltura Ingauna è una realtà positiva che deve continuare ad esistere, quindi se si volesse regolamentare il fenomeno si dovrebbe fare, prima di tutto, un acquedotto irriguo “funzionante” e se possibile eliminare il prelievo privato di acqua, inoltre si dovrebbero incentivare tutti quei progetti che permetteranno risparmi idrici all’interno delle aziende (es. recupero acque superficiali, irrigazione a goccia…..)
Infine penso che, evitando gli sprechi, agricoltura e turismo, nel nostro territorio possano e debbano coesistere ancora per molti anni.

Carlo Tonarelli ha detto..
il 2 Settembre 2007 alle 20:03

Al Signor Bogliolo mi sembra che sfuggano alcuni dati “Ambientali” a livello mondiale.
Mel mondo 2/3 dei suoi abitanti vivono in stato di povertà , di fame , di denutrizione e di disperazione.Questo perchè il rimanente 1/3 , che saremo anche noi , invece di pensare un pò di più al “prossimo suo” pensa al suo egoistico , individualismo a consumare le risorse ambientali a proprio piacimento e via dicendo.Per fortuna un vasto movimento di intellettuali – e consiglio al Signor Bogliolo di documentarsi-magari leggendo i libri di Latuoche ( che Lui considerà sicuramente uno sporco comunista) ma così non è- sta lavorando per la …decrescita felice , per far comprendere che questo tipo di sviluppo , di consumismo sfrenato e senza regole senza diritti non è più tollerabile anzi è destabilizzante per l’intero sistema economico e politico. Carlo Tonarelli

Bogliolo Francesco ha detto..
il 3 Settembre 2007 alle 14:44

Considero un risultato straordinario che 2 miliardi di persone vivano in condizioni agiate e ovviamente spero che anche gli altri 4 miliardi possano godere quanto prima dei vantaggi dello sviluppo capitalistico. Per questo motivo ritengo una spaventosa iattura l’ ideologia ambientalista.
Nulla da ridire sull’ ambientalismo come scelta di vita individuale; se il consigliere Tonarelli e l’ intellettuale Latuoche, in nome della “decrescita felice”, abbandonassero le loro case e andassero a vivere in una caverna come gli uomini primitivi, avrebbero il mio incondizionato assenso.
Cordialmente
Francesco Bogliolo
Alassio

vespa ha detto..
il 4 Settembre 2007 alle 20:22

Egregio Sig. Bogliolo, il rispetto dell’ambiente non può essere solo una scelta individuale ma Le piaccia o no, è una necessità globale.
Le faccio un esempio, se avesse un vicino che inquina l’aria o l’acqua ho ammassasse cumuli di immondizia maleodorante nei pressi della Sua abitazione, Lei sarebbe altrettanto tollerante?
Il pianeta Terra è unico e i nostri vicini sono anche la Cina, gli USA e l’India che con la loro crescita vertiginosa accresceranno l’inquinamento.
Se la flotta di sottomarini nucleari russi disperde radiazioni nel mar Baltico prima o poi il conto lo dovremo pagere anche noi.
Non si può essere né ambientalisti estremi né menefreghisti ma si deve perseguire lo SVILUPPO SOSTENIBILE.
Non ci servono auto che fanno 200 Km/h ma che siano comode, sicure e che facciano almeno 30/40 Km con un litro di benzina o meglio che vadano ad idrogeno.

Bruno Pirastu ha detto..
il 5 Settembre 2007 alle 13:26

Non vedo come sia possibile negare l’inquinamento della Terra e che questo dipenda dai consumi energetici, alla non attenzione al territorio e , diciamolo , allo spreco che la società dei consumi provoca. Che poi il consumismo coincida con la cosidetta Destra e il Virtuosismo alla Sinistra è tutto da vedere. Il mutato rapporto economico tra i paesi del Bengodi e quelli del Terzo Mondo è iniziato gia molto tempo fa e paradossalmente in Africa dove per mancanza di grandi nazioni e poteri centrali forti , mantenuta la frammentazione delle nazioni , non ci sono stati grandi mutamenti dei consumi al contrario di Cina e India che con la loro fame di materie prime già mettono in crisi il mercato mondiale e , come noi ai tempi di Seveso , aumentano esponezialmente l’inquinamento. E’ utopia pensare che i miliardi di cinesi possano permettersi TV , auto , cellulari , etc etc come è adesso nell’occidente se questo dovesse avvenire le risorse basterebbero per un paio di anni. Girava la battuta che siamo fortunati che tutti quei miliardi di persone non usino la carta igienica. Una piccola riflessione questa estate ho viaggiato nell’interno della Grecia , non c’era casa che sul tetto non avesse il suo boiler solare, nella piana di Albenga quanti ce ne sono ? Forse oltre ai bei discorsi ambientalisti servirebbe una piu precisa responsabilizzazione di chi poi in pratica può diminuire l’inquinamento.

Francesco Bogliolo ha detto..
il 5 Settembre 2007 alle 14:10

Gent.mo Sig. Vespa
Non ammassare cumuli di spazzatura è questione di buon senso, non occorre essere ecologisti per capire che la dispersione di radiazioni nucleari è una cosa negativa.
Il fatto è che lo “stato di natura” dell’ uomo è fame, freddo, stenti, fatica fisica e malattie; se oggi 2 miliardi di persone vivono nell’ agiatezza è grazie allo sviluppo scientifico, tecnologico ed economico e all’ uso delle risorse naturali. Se gli uomini delle caverne avessero parlato di “decrescita felice” saremmo ancora lì.
Tutti vorremmo che le auto facessero 40 km. con un litro di benzina, ma per arrivarci occorre continuare sulla strada dello sviluppo, nessuna ” decrescita felice”.
Fra l’ uomo e la natura io scelgo l’ uomo, e se per il suo benessere si rischia l’ estinzione della foca monaca pazienza.
Negli anni ’60 e ‘ 70 il DDT stava debellando definitivamente la malaria; venne bandito su pressione di gruppi ecologisti perchè intaccava i gusci delle uova di alcune razze di uccelli. Da allora la malaria ha ripreso vigore mietendo milioni di morti. Ecco perchè voglio che l’ ecologismo resti circoscritto all’ ambito personale, perchè se applicato ha fatto, fa e farà enormi danni.
Concludo osservando che il concetto di SVILUPPO SOSTENIBILE non esiste; se le risorse sono limitate nessuno sviluppo è sostenibile perchè prima o poi le risorse finiscono, se invece le risorse, dipendendo dalla creatività dell’ uomo,sono infinite, come infinita è la genialità della mente umana, allora parlare di sostenibilità non ha senso ed è dannoso per l’ umanità.
Cordialmente
Francesco Bogliolo
Alassio

vespa ha detto..
il 6 Settembre 2007 alle 00:08

Spett. Sig. Bogliolo
Quello dei rifiuti era solo un esempio e cioè che tutti dobbiamo attenerci a regole comuni che rispettino l’ambiente e quindi il nostro prossimo, comunque dalla Sua risposta si capisce che non tollererebbe un vicino che facesse una scelta personale comunque non rispettosa dell’ambiente.
La scelta tra uomo e natura non si pone poiché l’uomo è parte integrante della natura.
Per quanto riguarda i milioni di persone che muoino di malaria Lei non dovrebbe essere molto preoccupato poiché sono esclusivamente individui che appartengono ai 4 miliardi di persone che vivono di stenti e quindi morirebbero comunque di fame.
La differenza tra sviluppo sostenibile e insostenibile è la seguente:
SVILUPPO INSOSTENIBILE, si basa sullo sfruttamento di risorse che finiscono o che nessuno si preoccupa di riciclare.
SVILUPPO SOSTENIBILE, si basa sull’utilizzo di risorse rinnovabili e sul riciclo di quelle non rinnovabili.
Come si può notare nella Sua lettera, anche Lei fà questa differenza che ognuno può chiamare come vuole: spreco e risparmio, bianco e nero, formica e cicala ma più semplicemente per tutti è la differenza tra SVILUPPO SOSTENIBILE e SVILUPPO INSOSTENIBILE

Bogliolo Francesco ha detto..
il 7 Settembre 2007 alle 13:25

Gent.mo sig. Vespa,
Lei tocca il cuore della questione laddove scrive che “l’uomo è parte integrante della natura”, affermazione questa che riassume l’ ideologia ambientalista; l’uomo fa parte della natura al pari di un albero, di una mosca, di una scimmia o di una triglia.
NO, NON E’ COSI’, l’ uomo è l’ unico essere dotato di intelligenza e coscienza di sè, e si pone pertanto al di sopra della natura, della quale, come insegna anche la religione cattolica, ha il diritto ed il dovere di servirsene.
La natura è lo tsunami, è la carie ai denti, è la siccità che non fa crescere il grano, è il terremoto devastante, è l’ eruzione vulcanica; l’ uomo ha cominciato a migliorare la propria condizione quando è riuscito a usare, a domare e a sottomettere la natura.
E a volte anche a distruggerla; sono contento che sia stato estinto il virus del vaiolo, essere “naturale” come pochi altri, e mi auguro che ciò accada per molte altre malattie, tutte anch’ esse parte della natura.
Gli Organismi Geneticamente Modificati,e quindi innaturali, permettendo a certi tipi di coltivazione di crescere in condizioni avverse, potranno fare moltissimo per eliminare le morti per fame nel terzo mondo. ( E infatti gli ecologisti avversano fieramente gli OGM).
Per quanto riguarda lo SVILUPPO SOSTENIBILE le risorse rinnovabili (presumo Lei alluda all’ energia eolica, solare ed idroelettica) contribuiscono per meno del 6% al fabbisogno energetico e in previsione di aumento impetuosi dei consumi globali lo saranno in misura molto minore. Limitare i consumi alle risorse rinnovabili ed a quelle riciclabili significa condannare alla morte per fame il 90% della popolazione mondiale.
Un bene non è una risorsa in sè, lo diventa nel momento in cui l’ uomo scopre cone usarla: 200 anni fa il petrolio non era una risorsa ma un fastidioso liquido puzzolente; è diventata una risorsa quando l’ uomo ha scoperto come servirsene. 80 anni fa nessuno si interessava dell’ uranio, oggi è una risorsa importante perchè l’ uomo ha scoperto l’ energia atomica.
Il problema non è lo sfruttamento delle risorse, il problema è la CREAZIONE delle risorse (ed il loro conseguente uso) che può venire solo dal progresso tecnologico e scientifico, e che comporta l’ aumento del benessere per tutti.
Oggi il mondo è più inquinato di 200 anni fa? può darsi, ma Lei accetterebbe di vivere come gli uomini di 200 anni fa?
Cordialmente
Francesco Bogliolo
Alassio

vespa ha detto..
il 7 Settembre 2007 alle 23:19

L’uomo è parte della natura, anche se è l’unica specie che è riuscita a svincolarsi dall’ecosistema e a condizionarlo, solo apparentemente, a proprio vantaggio.
La religione cattolica conferisce all’uomo il diritto di usare la natura ma solo in certe direzioni, infatti quando si parla di ricerca e dignità umana i veti spuntano perentori, ad esempio mi riferisco alla ricerca sugli embrioni umani, sulle cellule staminali, al testamento biologico e all’eutanasia.
Gli OGM, se usati correttamente, sono una grande risorsa infatti l’insulina è un OGM che fà vivere decine di milioni di persone.
L’uomo contemporaneo ha una missione, quella di traghettare la nostra società dallo SVILUPPO INSOSTENIBILE a quello SOSTENIBILE.
Se noi ci limiteremo a consumare le risorse non rinnovabili prima o poi finiranno e l’uomo tornerà a vivere nelle caverne: dai Suoi commenti mi sembra di aver capito che questa non sia la Sua aspirazione.
Le fonti rinnovabili, al momento, non danno un grande apporto alla nostra necessità di energia, ma come è avvenuto per il petrolio e per l’uranio in futuro l’uomo riuscirà a sfruttarle meglio.
Il problema è proprio lo SFRUTTAMENTO delle risorse già disponibili, la CREAZIONE delle risorse NON ESISTE.
“NULLA SI CREA E NULLA SI DISTRUGGE MA TUTTO SI TRASFORMA” Albert Einstein

Biagio MURGIA ha detto..
il 9 Settembre 2007 alle 21:30

Mi spiace correggere il buon “VESPA” ma la teoria sul “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma” è stata esposta per primo da EMPEDOCLE D’AGRIGENTO nel V secolo A.C. e successivamente ripresa dal chimico francese LAVOISIER ma, nonostante le mie ricerche, mai da Albert EINSTEIN.
Biagio MURGIA

vespa ha detto..
il 10 Settembre 2007 alle 22:19

Tutto vero, Sig. Murgia, ma tale affermazione di principio (teoria della conservazione) nella pratica fu dimostrata proprio da Einstein, quando scoprì che massa ed energia si possono trasformare l’una nell’altra e viceversa.

kin ha detto..
il 12 Settembre 2007 alle 10:50

Caro sig. Bogliolo,
che il DDT risolva il problema della malaria in aree dove questa è endemica non è una cosa così scontata…. inoltre non è stato vietato solo perchè diminuiva lo spessore dell’uovo degli uccelli ma anche perchè ritenuto cancerogeno..ha mai sentito parlare di bioaccumulo??? Infatti molti pesticidi all’apparenza innocui ci giungono “magnificati” dalla catena alimentare… anche se a lei sembrerà strano e le dispiacerà molto in questo caso, ovvero per mangiare, siamo ancora legati alla natura…

kin ha detto..
il 12 Settembre 2007 alle 19:58

Caro sig Bogliolo.

Torno a risponderle…purtroppo mi piange il cuore nel leggere le sue affermazioni così poco avvedute… in primis cosa intende per intelligenza, la capacità di fare 2+2? la capacità di andare sulla luna? la capacità di avere una coscienza di se? oppure la capacità di tramandare il proprio patrimonio genetico?….dal punto di vista della natura, volente o nolenti ne facciamo parte e ne dipendiamo tutti i giorni… daltronde da dove derivano le risorse che utilizziamo….mi faccia un esempio di qualsiasi cosa che non derivi dalla natura? …Ripeto, senza divagare oltre, dal punto di vista della natura la specie più “intelligente” o più “fortunata” è quella specie che riesce a sopravvivere ed a tramandare i propri geni….per fare ciò ci sono inummerevoli strategie..la nostra è quella di aver sviluppato la coscienza di noi stessi ed altre capacità intellettive che ci hanno permesso di differenziarci notevolmente dagli altri animali; altri esseri viventi hanno sviluppato altre strategie…. Se vuole fare un mero conto numerico cosa sono 6 miliardi di persone a confronto dei 300 miliardi di Formica rufa che vivono solo sulle Alpi o alle migliaia di miliardi di formiche del fuoco che stanno invadendo gli stati uniti … Lo stato più avvanzato tecnologicamente non riesce a far fronte all’invasione di questa formichina brasiliana che sta costringendo molti coltivatori ad abbandonare i propri campi…in questo caso mettendomi nei suoi panni dove forza=intelligenza..chi è il più intelligente??? La formichina o l’essere umano che è sopra alla natura??? Lo sviluppo degli OGM ha origine da osservazioni della natura… forse gli OGM oggi non esisterebbero se non fosse stato forgiato dalla selezione naturale il moscerino della frutta….da qui l’importanza di conservare la biodiversità oltre che per motivi etici anche per motivi pratici… lo sa quante medicine sono state sintetizzate grazie allo studio di specie animali e vegetali??? Conservare una specie ora è anche un investimento per il nostro futuro… la resa dell’energia biochimica prodotta dalla lucciole è del 98% contro l’1,6% delle nostre lampadine ad incandescenza….lungi da me essere uno estreno ambientalista..dopotutto agli occhi di una zanzara non siamo ne poeti, ne astronauti, ne pensatori ma solo un risorsa …. L’importante è esserne coscienti….

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