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Articolo n° 14850 del 01 Settembre 2007 delle ore 20:51

Prostituzione: ministro Damiano propone regolamentazione

[thumb:4036:r]Regione. Non è servita l’ordinanza anti prostituzione firmata dai sindaci di Albenga e Ceriale a scoraggiare le più irriducibili operatrici del sesso notturno. Una decina di passeggiatrici è infatti tornata sull’Aurelia ad attendere i clienti meno intimoriti dal rischio delle sanzioni. Coloro che fermano la macchina in strada “per concordare prestazioni sessuali con soggetti che esercitano l’attività di meretricio” rischiano multe tra i 25 e i 500 euro. Le prostitute, evidentemente sicure di poter contare su un’impavida clientela, non demordono. Le “belle di notte”, molte delle quali sono romene, sembrano ora privilegiare il territorio cerialese, tra l’incrocio con via Burrone e la curva a sinistra sul rio Torsero. Ma anche ad Albenga sono rispuntate le lucciole, all’incrocio tra l’Aurelia e viale dell’Agricoltura e nella zona dei Fortini, mentre i transessuali sono tornati ad occupare lo spiazzo alla svolta per San Giorgio e la strada a fianco del rio Antognano. Le passeggiatrici dissuase dall’ordinanza di Tabbò e Revetria, invece, probabilmente si stanno già attrezzando per l’autunno, quando molti degli appartamenti affittati ai turisti per l’estate si libereranno e saranno pronti per essere adibiti a case squillo. In questo senso avranno buon gioco le ragazze neocomunitarie dell’Est europeo, ormai estranee ai rischi connessi all’immigrazione clandestina, sempre che stipulino regolari contratti d’affitto. Mentre sul territorio ingauno è stata inagurata la campagna repressiva, che non ha ancora sortito risultati determinanti, c’è chi pensa alla “regolamentazione” del “settore”. Lo fa Cesare Damiano, dall’alto della sua carica di ministro del lavoro. Damiano si è detto favorevole ad una qualche forma di regolamentazione della prostituzione che consenta alle persone che scelgono questa attività di potersi organizzare. “Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a questi fenomeni. Quando parliamo di prostituzione stiamo parlando di tratta di esseri umani, di persone violentate, torturate, costrette e alle volte uccise. Non si possono tollerare questi fenomeni”, ha detto il ministro a Genova, rispondendo, a margine di un dibattito alla Festa dell’Unità, alle domande dei giornalisti su un’inchiesta del Secolo XIX sul fenomeno della prostituzione anche minorile nel capoluogo ligure. “Io sono tra coloro che pensano ad una regolamentazione che consenta a quelle persone che scelgono questo tipo di attività di potersi organizzare – ha detto Damiano – Si parla spesso di cooperative, di luoghi che abbiano una loro protezione, configurazione, di assistenza e di contatto con quelle realtà che aiutino anche ad uscire da questa situazione. Io penso sempre che sia sempre meglio regolamentare certi fenomeni, senza dimenticare la delicatezza di questi argomenti, perché qui c’è di mezzo la persona umana, la sua integrità fisica e psicologica, la sua sopravvivenza, e tutte le implicazioni di carattere etico e morale che sono correlate a questo tema”. Dopo breve tempo dai provvedimenti adottati dai sindaci di Albenga e Ceriale, anche il Comune di Genova intende imprimere un giro di vite contro la prostituzione in strada. L’ordinanza che ha in mente il sindaco Marta Vincenzi sarà ben più severa: vieterà agli automobilisti di sostare accanto alle passeggiatrici, contrattare il prezzo e caricarle a bordo, e coloro che saranno colti sul fatto incapperanno nella violazione dell’art. 650 del codice penale che punisce “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, d’ordine pubblico o d’igiene, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino 250 euro”. L’ordinanza genovese potrebbe essere adottata tra due-tre settimane, se i pareri degli esperti legali del Comune giudicheranno praticabile la strada. Trattandosi di materia penale, il cliente delle prostitute vedrà giungere a casa l’avviso di garanzia, dovrà nominarsi un avvocato ed eleggere domicilio: tutti elementi che renderebbero noto a molte persone, anche ai suoi familiari, il suo comportamento.


» Felix Lammardo

6 commenti a “Prostituzione: ministro Damiano propone regolamentazione”
Franco ha detto..
il 1 Settembre 2007 alle 22:00

La solita pappagallesca notizia che si sente spesso di: “Tutte le prostitute da strada sono schiave” è falsa! Osservate il seguente sito internet: http://jonathanx.altervista.org Qui troverete tutte le affermazioni rilasciate da serie organizzazioni come il CENSIS ed il PARSEC. Quest’ultime affermano che non più del 20% delle prostitute sul territorio italiano è ridotto in schiavitù. Il vice capo della Polizia durante una trasmissione recente di Matrix su Canale 5 ha affermato che ultimamente questa percentuale è scesa al 10%.
Posso portare anche una mia testimonianza. In effetti, io vedo sulle pubbliche vie queste donne al lavoro con un “Telefonino” in mano ed addirittura, in numero sempre crescente, le stesse persone automunite con vettura dotata di targa del rispettivo Paese di provenienza. Voglio ricordare che con il cellulare è sempre possibile chiamare il 112/113, anche con il traffico limitato e/o con la tastiera bloccata. Quindi se io fossi uno che costringesse queste donne a svolgere questo lavoro, non doterei affatto esse di tale apparecchio.
In più non ho mai notato sulla strada la ragazzina con la faccia da quattordicenne. Si vede benissimo in quest’ultima occasione che la donna non ha diciotto anni d’età.
Inoltre oserei sollevare un quesito molto strano. Perché le ragazze semplici italiane sono indenni da schiavitù sia dentro l’Italia, sia verso l’estero? Avremmo dovuto sentir parlare di ciò ed anche spesso, poiché queste persone nel nostro Paese non possono essere clandestine e quindi rimpatriabili con conseguenti mancati guadagni!
Possibile che se le donne hanno il passaporto sequestrato, non possono denunciare nulla? Ciò vuol dire che se uno straniero smarrisce il detto documento, nel nostro Stato diventa un clandestino?????
Comunque, devo dire che la schiavitù esiste nella prostituzione, come esiste in tutti i mestieri.
I clienti delle prostitute non vogliono essere, salvo qualche raro caso, dei violentatori o schiavizzatori. Non cercano la donna costretta a prostituirsi. Se disgraziatamente si accorgessero di essere stati tali di una schiava, facilmente si offrirebbero per aiutarla in qualsiasi modo possibile. Molte in effetti sono libere grazie anche ai propri clienti. CHI AMA LA PROSTITUZIONE ODIA LA SUA SCHIAVITU’.
Non pensiate che il proibizionismo risolva il problema suddetto. In effetti tale politica repressiva manderà il fenomeno nel sommerso, dove chi eserciterà tale mestiere o se ne vorrà avvalere, verrà spinto ad entrare in luoghi protetti e nascosti e per stare in detti posti queste persone pagheranno molti più soldi di quelli che danno tuttora. Tutto questo significherà un maggiore vantaggio per gli introiti della criminalità organizzata. Un proverbio dice: “Il proibizionismo è l’acqua del pesce Mafia”.

Franco ha detto..
il 1 Settembre 2007 alle 22:04

Riguardo alla legalità dell’Ordinanza dovrà essere nota agli utenti della strada, ai sensi dell’articolo 5 comma 3 del Codice della Strada e con prescritti segnali. Poiché l’articolo 38 comma 8 non indica nessun cartello specifico in materia, anche questo tipo d’Ordinanza è inapplicabile.

vespa ha detto..
il 1 Settembre 2007 alle 23:31

50 anni di vita della legge Merlin non hanno migliorato la vita delle prostitute e nemmeno eliminato la prostituzione.
Come dice il ministro Damiano certi fenomeni è meglio governarli piuttosto che ignorarli.
La prostituzione non deve essere lasciata in mano alla criminalità, con inutili moralismi lo Stato, per anni, ha finto di non vedere tollerando di fatto la riduzione in schiavitù di migliaia di donne che quando hanno osato ribellarsi sono state brutalmente uccise.
Penso che chi sceglie liberamente questa attività dovrebbe poterla esercitare in piena sicurezza personale e sanitaria ed il frutto del suo lavoro dovrebbe essere tassato come tutte le altre attività.
Inoltre non bisogna dimenticare che esistono persone che hanno grossissimi problemi a rapportarsi con l’altro sesso, in questi casi la prostituzione si rivela utile anche sotto il profilo sociale.

mazzol ha detto..
il 2 Settembre 2007 alle 20:40

Lecito o non lecito,

e’ uno dei tanti argomenti che si possono presentare ad un referendum popolare,

che che quei quattro

(ma purtroppo sono tanti di piu’)

nostri rappresentanti

(che per la verita’ non rappresentano nessuno, visto che ci e’ stato tolto il permesso di votarli),

possano legiferare su qualcosa di diverso dalla ordinaria amministrazione

mi sembra del tutto inadeguato.

Votare per un verso o per l’altro sara’ compito degli elettori,

cari (nel senso di costosi) politici organizzate pure il referendum,

poi Vi diremo noi cosa “dovrete” fare ….

Franco ha detto..
il 3 Settembre 2007 alle 18:06

Cari commentatori. Molti non sanno che la legge “Merlin” 75/58 è una norma di ratifica di una convenzione dell’ONU del 1949 che ha proibito le case chiuse e lo sfruttamento dell’altrui prostituzione. Gran parte della legge suddetta ricalca l’ultima e quindi per la sua maggioranza risulta essere immune da referendum popolare ai sensi dell’articolo 75 comma 2 che proibisce questi se indietti a cancellare trattati internazionali.

Franco ha detto..
il 3 Settembre 2007 alle 19:12

Articolo 75 comma 2 della Costituzione Italiana.

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