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Articolo n° 14820 del 01 Settembre 2007 delle ore 07:33

Vivere Vado su caso Maersk: “Fermare la piattaforma è possibile”

Relativamente ai recenti articoli apparsi sulle pagine della stampa locale sul tema piattaforma e sul ruolo dei cittadini, Vivere Vado dichiara quanto segue. I cittadini vadesi non volevano la piattaforma portuale nel 2001 e il Sindaco Peluffo ha detto sì (vedi Consiglio Comunale del 4 aprile 2002); oggi la loro contrarietà alla piattaforma non accenna a diminuire. Anzi … Mentre Vivere Vado raccoglie con strumenti legittimi la loro voce, il Sindaco Giacobbe continua a stare dall’altra parte: fino a ieri ha tenuto la città all’oscuro di quanto stava accadendo confidando nella fedeltà cieca dei cittadini, oggi chiede manforte a chiunque abbia qualche voce grossa da far tuonare e qualche ricatto occupazionale da far valere: Sindacati, Camera di Commercio, Unione Industriali, C.N.A. E tutti si affrettano a rispondere difendendo l’opera perché temono di lasciarsi sfuggire un affare da 450 milioni di euro.
Eppure non sanno nemmeno che cos’è Vado, se affermano che “non può permettersi di vivere solo di turismo e terziario” e che non esistono più fabbriche a rischio salute. Né conoscono la sua storia, che dimostra con quale e quanta generosità si è fino ad oggi accollata i problemi sovra-locali, sul territorio vadese esistono una centrale a carbone in pieno centro cittadino, tre discariche di cui una di rifiuti speciale, due cave, una è ben visibile da qualsiasi parte si arrivi in città, industrie ad alto rischio ambientale (e affermano che Vado deve fare la sua parte, incredibile!). E nemmeno sanno chi è Vivere Vado se lo considerano un neo-nato comitato di quartiere che è di “intralcio” a ricchezza e sviluppo.
E’ facile sputare sentenze potendo usufruire di ampi spazi sui quotidiani e stando comodamente seduti: vengano a confrontarsi democraticamente sulla pubblica piazza vadese con i nostri “pettegolezzi”. Siamo noi che sentiamo il polso della città, noi che a Vado viviamo; siamo noi che sentiamo le preoccupazioni dei vadesi che firmano ai nostri tavoli e le preoccupazioni dei troppi che non possono farlo: residenti di Spotorno Berteggi Quiliano Savona e turisti piemontesi lombardi emiliani ed anche stranieri (che vergogna): anch’essi chiedono con forza di poter esprimere il loro parere.
Le previsioni ottimistiche, utopistiche, irreali che ci dicono essere legate alla realizzazione della piattaforma sono spot pubblicitari; è realtà la volontà dei cittadini che vogliono continuare a vivere in una città portuale e non in un porto.
Rinnoviamo ai residenti l’invito a firmare perché fermare la piattaforma è possibile.

Associazione Vivere Vado


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