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Articolo n° 14880 del 03 Settembre 2007 delle ore 12:07

Piattaforma di Vado, Peluffo: “sovrappasso per ridurre radicamento a terra”

[thumb:2754:r:t=R. Peluffo]Provincia. L’assessore all’industria della Provincia di Savona Roberto Peluffo interviene con una nota sul progetto della piattaforma container di Vado Ligure, chiarendo come “è in campo la proposta di un sovrappasso che consenta una riduzione della superficie e del radicamento a terra della piattaforma, assicurando di conseguenza una migliore circolazione delle acque. L’ipotesi di un sovrappasso rende, infatti, possibile l’inserimento in corrispondenza della radice della piattaforma di un sistema di condotte che generino un continuo e costante ricambio d’acqua intorno alle aree di radice della piattaforma”. L’assessore ha poi proseguito sottolineando come “siamo in una fase decisionale molto delicata ed occorre mettere a disposizione di tutti informazioni corrette e rigorose perché ogni decisione venga presa su dati seri ed oggettivi. Anche per questo ritengo utile fornire maggiori dettagli con un’apposita relazione”. Di seguito la relazione dell’assessore che prende in esame gli elementi prescrittivi previsti dal piano regolatore portuale, l’annullamento dello spostamento dell’alveo del torrente Segno, la quota della piattaforma e infine l’ipotesi di un sovrappasso e la conseguente riduzione del radicamento a terra.
Il Piano Regolatore Portuale che contiene elementi prescrittivi (e quindi non possono essere modificate), fa esplicitamente riferimento a quello approvato nell’aprile 2002 dal Comune di Vado Ligure ed è stato integralmente pubblicato ai sensi dei legge sia in sede di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale che in sede di approvazione definitiva del Piano Regolatore Portuale con Deliberazione Regionale n° 22 del 10 agosto 2005 (Vedi BUR Liguria n° 38 Parte II, 21 settembre 2005). Tra gli elementi prescrittivi contenuti vi è anche la dimensioni in pianta della piattaforma (lunghezza e larghezza), nonché la sua collocazione nell’ambito del territorio.
A questo proposito, le prescrizioni sulla piattaforma (e quindi obbligatoriamente da adottare) riguardavano il fatto che:
– la piattaforma non potesse superare le estremità del pontile Vadoil
– che dovesse essere radicata in corrispondenza del Pontile San Raffaele.
– la permeabilità della piattaforma e l’indicazione data a suo tempo faceva riferimento ad una tipologia strutturale su pali.
Il Progetto Preliminare presentato in sede di gara dall’A.T.I. Maersk/Grandi Lavori Fincosit/Technital, è risultato rispondente alle indicazioni del Piano Regolatore Portuale.
Il Comune di Vado Ligure, all’atto dell’intesa, auspicava che in fase esecutiva si potessero adottare soluzioni atte a limitare l’ingombro del radicamento a terra. Il Piano Regolatore Portuale a suo tempo approvato prevedeva poi, su richiesta del Comune di Vado Ligure, la realizzazione di una struttura da dedicare alla pesca e al diporto nautico, atta a costituire un elemento di filtro tra l’abitato di Vado e la nuova struttura portuale. Questa indicazione teneva conto della richiesta (anche questa formulata dal Comune di Vado Ligure) di spostamento dell’alveo del Torrente Segno. Durante l’iter di V.I.A. a livello nazionale la Sovrintendenza per la Liguria, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Liguria hanno, d’intesa con il Comune di Vado Ligure, cassato la deviazione del Torrente Segno; questo ha portato ad un diverso posizionamento della parte relativa alla nautica, alla cantieristica e alla pesca, senza assolutamente toccare misure e posizionamento della piattaforma. La delibera regionale di Piano Regolatore Portuale del 10 agosto 2005 (e quindi il Piano Regolatore Portuale formale) non ha portato ad alcuna modificazione per quanto attiene alle misure della piattaforma. Con riferimento alle indicazioni (indicazioni e non prescrizioni) relativamente all’impalcato con strutture permeabili (che agevolino quindi una maggiore diffusione delle correnti), la soluzione proposta dall’A.T.I. Maersk/Grandi lavori Fincosit/Technital prevede una tecnologia esecutiva che, salvaguardando la permeabilità, si presenta come migliorativa alla soluzione a pali sia in termini ambientali che di impatto sul territorio in tema di trasporto materiali.
Circa la quota della piattaforma il Piano Regolatore Portuale indicava quella che può essere considerata una quota indicativa per un piano di banchina: anche in quel caso si trattava di una indicazione e non di una prescrizione. Il progetto presentato dalla Maersk prevede la quota di banchina a 4,0 metri – quota che può essere, in sede di progettazione definitiva, meglio definita e quindi ancora abbassata; ma va segnalato che uno degli elementi che ha indotto il progettista a indicare quella quota è stato dettato dalla attenzione affinché una struttura troppo vicina al pelo libero non costituisse un ostacolo al transito delle correnti superficiali generate dal vento.
Infine, circa la possibilità auspicata anche dal Comune di Vado Ligure, di una riduzione del radicamento a terra, si deve sottolineare, che qualora venga a cadere la prescrizione relativa ad un collegamento in sottopasso tra la piattaforma e le aree retrostanti, è possibile immaginare un restringimento del tratto terminale che in prima considerazione può essere valutato in un arretramento di una striscia di circa 25 metri dell’affaccio su Porto Vado. L’ipotesi di un sovrappasso rende poi possibile l’inserimento in corrispondenza della radice della piattaforma di un sistema di condotte che generino un continuo e costante ricambio d’acqua intorno alle aree di radice della piattaforma stessa, utilizzando metodiche oggi molto diffuse soprattutto nella realizzazione di porti turistici. Le dimensioni in pianta della piattaforma proposte da Maersk sono perfettamente sovrapponibili a quelle del Piano Regolatore Portuale presentato e approvato. Documenti diversi dal Piano Regolatore Portuale evidentemente sono stati redatti con finalità informative e non possono essere sostitutivi di atti formali depositati e pubblicati ai sensi di legge.
Si deve peraltro segnalare che gli stessi atti ufficiali erano a corredo degli atti di Masterplan e di Accordo di Programma che il Consiglio Comunale di Vado Ligure ha approvato negli scorsi mesi.


» Redazione

5 commenti a “Piattaforma di Vado, Peluffo: “sovrappasso per ridurre radicamento a terra””
antonio gianetto ha detto..
il 3 Settembre 2007 alle 16:26

“”””Il progetto presentato dalla Maersk prevede la quota di banchina a 4,0 metri – quota che può essere, in sede di progettazione definitiva, meglio definita e quindi ancora abbassata; ma va segnalato che uno degli elementi che ha indotto il progettista a indicare quella quota è stato dettato dalla attenzione affinché una struttura troppo vicina al pelo libero non costituisse un ostacolo al transito delle correnti superficiali generate dal vento.”””””
A questa piattaforma dovrebbe ormeggiare la portacontainers, al momento, più grande del mondo, se la società armatrice ha chiesto l’ elevazione di 4 metri sul livello del mare, sicuramente, questo è determinato da motivi tecnici quali ad esempio l’ altezza dei carroponti destinati alla movimentazione dei container; forse prima di fare tante discussioni politiche, sarebbe meglio sentire cosa ha da dire la Maersk.
Qui avrete modo di vedere di come dovrà essere attrezzato il terminal di Vado:
http://www.sailingscuttlebutt.com/photos/06/1205/

forteechiaro ha detto..
il 3 Settembre 2007 alle 21:34

Finalmente un uomo di sinistra , “democratico” per eccelenza e, udite ,udite : in quanto assessore all’industria della provincia di savona ,automaticamente, Ingegnere (specialita’ radicamenti a terra di Piattaforme “democratiche”).
Non ce l’ha fatta alla fine si e’ esposto anche lui (nessuno gli ha detto che con l’affare piattaforma si rischia di perdere il posto ???)(Diteglielo !!!).
Lo conoscevamo come esperto di quadriglie (sempre in coppia con Giacobbe);quella in cui ,quando la musica finisce ci si scambiano i posti…..
Non si e’ piu’ accontentato di gridare da alta voce nelle vie e nelle piazze di Vado.
Ha dovuto fare la parte dell’imbonitore (pro-piattaforma)apparendo e dichiarando.
Mi hanno detto che si stanno esponendo anche i suoi fidati concittadini di S. Ermete che infatti raccolgono pure loro ,firma contro la piattaforma.
Stanno anche caricando (gente precisa e dalla buona mira quelli di S. Ermete)parecchi cannoni a pernacchie ; che pur essendo pernacchie a salve sempre pernacchie rimangono….. Potresti magari fare cambio di posto (ancora una volta )con Giacobbe….

forteechiaro ha detto..
il 4 Settembre 2007 alle 22:09

Anche oggi il nostro ex sindaco Peluffo non ce l’ha fatta e sul secolo appare e si espone ancora….Nell’articolo sul secolo di oggi 04/09/2007 dice di voler tranquillizzare (riguardo la piattaforma) i cittadini vadesi.
Perdonatemi c’e’ qualche vadese che sentiva la necessita’ di essere tranquillizzato ???!!!
Vogliamo solo poter avere il nostro diritto di parola tramite consultazione segreta,una cosa democratica (come dovrebbe piacere a loro….)
Magari gli e’ giunta voce che l’efficace Vivere Vado ha raccolto c.a. 2000 firme tra i vadesi
contro la piattaforma (su 7000 elettori direi che non c’e’ male…).
Fossi al posto di Peluffo non mi preoccuperei tanto di tranquillizzare i vadesi, ma piuttosto di pensare ad un suo lavoro futuro,dato che i vadesi al proprio futuro sanno gia’ badarci anche il suo aiuto.

antonio gianetto ha detto..
il 5 Settembre 2007 alle 18:06

Nel post precedente avevo segnalato le foto della Emma Maersk ormeggiata al terminal container di Algeciras, utilizzato anche dalla Maersk; in questo porto però, le merci sbarcano e restano sulla piattaforma in attesa di essere trasferite su navi più piccole e soltanto una minima parte, è destinata al traffico terrestre; questo avviene, anche da noi, nel porto di Gioa Tauro. Non riesco a rendermi conto di come si possa dichiarare che i container da Vado possono essere inviati in Val bormida e nel centro dell’Europa, con le linee terrestri che ci ritroviamo. Con quel poco di conoscenza di cose marittime, che mi è rimasta, avrei visto Vado, come porto di ” TRANSHIPMENT ” al pari dei porti sopra citati.
Questa impostazione è ideale per quei porti che non hanno retroterra e/o reti viarie inadeguate, ma dispongono di alti fondali, vicino alla costa, in grado di poter ricevere le nuove grandi navi, che da qui a breve, saranno sempre più numerose, in quanto contribuiranno ad abbassare, notevolmente, i prezzi del trasporto via mare.
Questo tipo di utilizzazione, ritengo però, ridurrebbe notevolmente il numero di posti di lavoro annunciati.
Segnalo che a Gioia Tauro ( su una superficie di 900.000 mq oltre 3 volte quella prevista a Vado ) per quel tipo di traffico, vengono impiegate: 272 persone con un rendimento, come avrete modo di vedere esaminando l’ interessante link: http://www.pegli.com:80/progettopiano_2f.html
che si avvicina ai livelli dei migliori porti internazionali che movimentano containers; tenendo in considerazione, che nel Meridione, si abbonda sempre, nelle assunzioni.
Dall’ esame dei grafici, potremo renderci conto, che nei porti liguri ( salvo La Spezia ) non siamo all’ altezza di gestire al meglio le nostre aree portuali. Forse potremo renderci conto che se imparassimo a lavorare bene, come gia da molto tempo all’ estero, ma ora questo già avviene in alcuni porti italiani, non sarebbe più necessario costruire, nè il terminal a Vado, ne quanto meno l’ ampliamento di quello di Voltri.
Logicamente questo è soltanto un mio punto di vista. Continuino, quindi, pure a sperare quelli in attesa di un posto di lavoro.

antonio gianetto ha detto..
il 5 Settembre 2007 alle 20:51

Nel post precedente in merito ai 272 lavoratori impiegati a Gioia Tauro, vorrei scusarmi per un mio errore e segnalare che questo numero, che ho rilevato da informare, è riferito alle nuove assunzioni tra il 2000 ed il 2006 ( fonte società di gestione del terminal MTC )
L’ esattezza del numero degli occupati è di 650, come specificato in questo link:
http://www.sult.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1361&Itemid=138

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