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Articolo n° 15011 del 06 settembre 2007 delle ore 17:03

Savona, lettera aperta all’assessore Molteni

Caro Assessore le scrivo in merito alla sua invettiva contro il murales dei giardini Bunker, credo che lei debba presentare le sue scuse, infatti spara a zero su un opera ben realizzata e sicuramente anche ben concepita.
Quando afferma che l’ opera dovrebbe essere minore in quanto solo ‘ tracciata’ da Luis Pulido manca di rispetto all’ artista e soprattutto ad un pittore come Beppe Massimi che sicuramente non merita questo. Da quanto posso sapere le opere del Massimi non sono di suo gradimento ma la prego di considerare il fatto che i suoi sono giudizi personali che non rispecchiano per forza la verità assoluta e neanche il pensiero dei cittadini savonesi; basta vedere il successo che hanno avuto le ultime due mostre dell’ artista Savonese per capire che è molto stimato.
Oltretutto quel lavoro non è solo del Massimi ma di un gruppo di persone che ci ha investito in quel opera ore, sudore e passione, non credo che quel lavoro debba essere liquidato come brutto. Sperando che lei non voglia picconare tutto quello che considera brutto le invio i mie più cordiali saluti.
Riguardo alle considerazioni sull’ imperialismo americano mi dispiace constatare quanto nonostante lei sia in una giunta che vive anche grazie all’ appoggio di formazioni politiche che sono state protagoniste del movimento non global, si esprima cosi.

Cordiali saluti
Simone Anselmo


» Redazione

4 commenti a “Savona, lettera aperta all’assessore Molteni”
unbe ha detto..
il 7 settembre 2007 alle 08:32

Dai diciamoci la verità, io ho partecipato a quella splendida giornata e ne conservo un bellissimo ricordo ma quel murale è uscito che è proprio una mezza ciofeca… allora preferirei tenere le scritte dalla parte del brandale: quelle sono molto più significative.

Bruno Pirastu ha detto..
il 8 settembre 2007 alle 10:17

AAA Costituendo Museo Storico Politico per la salvezza della Memoria cerca magliette Che Guevara , Striscioni FGCI , foto amatoriali ’68 , manoscritti Matita Rossa , Foto 1 Maggio Compagnia Portuale , testi comizi elettorali , documentazione Consigli di Quartiere, Depliants Film Studio , Festa dell’Unità sul Priamar e quanto altro possa ricordare il passato Savonese. Si accettano oggetti anche se lesionati da picconi , badili o sbiaditi. Saranno accettati testi non solo in Italiano ma anche in altre lingue compresi i Dialetti ( Dario Fo – Ci ragiono e canto – A Savona 196X )

alex ha detto..
il 11 settembre 2007 alle 13:29

Savona città di brutture, d’accordo. Molte opera diretta di amministrazioni degli ultimi vent’anni. Il problema più grande dei giardini bunker è che siano nati ed esistiti come tali, privi di vivibilità e di fruibilità. Opera morta, nata come tale, fra beghe di proprietà e responsabilità varie. Il murale si è appoggiato su questa infausta opera. Brutto anch’esso, senza dubbio. A me non è mai piaciuto, ma, lo stesso è stata un’opera con un significato, più o meno condivisibile e frutto di un lavoro di aggregazione come poche volte si vede in una città che amio avviso “mette le ali alla cultura” solo per farla volare via meglio, il più lontano possibile. Se al posto dei bunker viene fuori qualcosa di utile (ne dubito, visto il recente scempio di soldi e di estetica di Brandale e dintorni), ben venga la demolizione ma non la damnatio memoriae che a sprosposito ne è stata fatta. Non lo trovo giusto nei confronti di chi c’era, savonesi e savonesi che di cultura ne fanno e ospiti. I gusti son gusti, ma chi ha le redini della cultura forse dovrebbe essere più attento nelle analisi. se il murale è figlio della cultura savonese, bello o brutto che sia, va comunque affrontato in ben altro modo senza pseudo politicizzazioni. Secondo quest’ottica, dovremmo abbattere anche il monumento ai caduti, vista l’ideologia che lo ha generato, ma questo significa voler dimenticare, mentre il senso della cultura è soprattutto voler ricordare…

Bruno Pirastu ha detto..
il 11 settembre 2007 alle 22:00

Non è bello quel che è bello ma è bello quel che piace. Da sempre l’arte si scompone in una miriade di interpretazioni che esprimono non solo il sentimento e l’anima dell’artista ma anche la storia , il momento , ansie , angoscie , speranze etc etc. Come i libri anche le altre opere devono essere rispettate , mai bruciate e specie su falò pseudo politici. Adesso mi sorge un piccolo tarlo sospettoso. Si legge che si vuole creare un centro shop di prodotti liguri ( uso e consumo dei Crocieristi ? ) e forse sorgerà in quella zona, dinanzi al vetusto, contestato Mercato Comunale. Di fianco a questo mercato c’è un’area degradata che certamente adesso con il valore che quelle aree con il Crescent è salita alle stelle, sarà recuperata a uso anche residenziale. Il dubbio : si fa il nuovo centro shop , si recupera l’area e si demolisce , per ovvi motivi , il Mercato , liberando un’area strategica nel Water Front. Il processo di re-edificazione dell’area è avviato e resta solo da trovare le aree dove sia possibile operare, quanto poi alla fruizione da parte dei cittadini , non ci sono problemi , c’è sempre la Galleria Commerciale del Gabbiano. PS) Nel conto delle aree da recuperare mettiamoci anche le scuole di Piazza del Duomo , vicinissime al futuro recupero del vecchio Ospedale, operazione che potrebbe essere vista come opera di saldatura tra il porto Crociere e il centro citta Corso Italia creando l’anello con Via Paleocapa intorno al centro storico. Se così fosse l’Arte , il bello o il brutto non avrebbe alcun senso e si ci limiterebbe a disquisire di aria , aria fritta , parole , parole paludate da Kultura che non c’è.

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