Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 15028 del 07 Settembre 2007 delle ore 09:14

Regione, l’Udc interviene su riordino sanitario e ospedale di Cairo

[thumb:2006:r]Cairo Montenotte. Mentre s’avvicina l’esame da parte del consiglio regionale del nuovo piano di riorganizzazione sanitaria, il gruppo regionale dell’Udc ha predisposto alcuni emendamenti diretti a migliorare le previsioni per la rete ospedaliera savonese, in particolare nella Valbormida. “Dispiace che, a fronte del grande sacrificio chiesto ai cittadini valbormidesi, in altre zone si sia invece proceduto con l’istituzione di doppioni di reparti, facendo lievitare i costi, unicamente per cercare di non scontentare questo o quell’amministratore al di fuori da ogni logica sanitaria oltreché economica” osserva Matteo Marcenaro, capogruppo dell’Udc – Quindi ci troveremo nella paradossale situazione per cui in Valbormida si rischierà di morire per una semplice peritonite oppure all’aggravarsi delle condizioni di un ricoverato in medicina non si avrà altra scelta che attivare un trasferimento di urgenza, sempre nella speranza di arrivare per tempo in un ospedale attrezzato”. “Il nostro impegno – aggiunge Marcenaro – è quello di un mantenimento di un reparto di chirurgia con l’auspicio che questo emendamento possa essere condiviso da altri consiglieri, non solo di minoranza, ma anche della maggioranza che in Valbormida risiedono e nella quale hanno raccolto un grande consenso”. Il richiamo è ai colleghi Boffa e Masconi, ma anche agli amministratori di centrosinistra, primo tra tutti il sindaco di Cairo Montenotte, Fulvio Briano. Secondo i rappresentanti dell’Udc il piano è stato approvato unicamente grazie all’astensione della maggioranza dei Comuni del territorio savonese, astensione che avrebbe rivelato mancanza di coesione delle istituzioni a livello provinciale. L’Udc auspica che sulle prospettive previste per la Valbormida, come sulla deaziendalizazione del Santa Corona di Pietra Ligure, ci sia un ripensamento della maggioranza, perché – argomenta Marcenaro – “è impensabile considerare di imporre ad una provincia un piano approvato unicamente da 12 comuni su 69, guarda caso tutti collocati in zone in cui la mannaia della Regione è solo stata più leggera”.


» Felix Lammardo

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli