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Articolo n° 15030 del 07 Settembre 2007 delle ore 09:43

Un gruppo di cittadini vadesi “offesi”

Per chi vi transita, Porto Vado è un gruppo di case come un altro, un pezzo di strada da Vado a Bergeggi. Per chi come noi ci è nato e ci vive ha lo stesso valore di Portofino. Per questo siamo offesi dalle dichiarazioni di Campostano così ciniche, antidemocratiche e rozzamente provocatorie come la foto del volto sorridente e quasi rassicurante dell’imprenditore affiancato alle “case di Porto Vado”, umiliate dalle troneggianti strutture industriali quasi a sottolinearne la sancita morte. Bel rafforzamento grafico della dichiarazione verbale di Campostano. Perché non pubblicare una foto da un altro punto di vista per evocare la fisionomia di un antico borgo marinaro ai piedi di una secolare fortezza?
I pensionati vadesi, giochino o no alle bocce, rivendicano il diritto e il dovere di manifestare contro gli abusi, proprio perché non credono più alle favole: lo spazio vitale di terra e di mare concesso agli abitanti è asfittico ma l’Amministrazione continua nella distruzione spacciandola per sviluppo, e i signori imprenditori si scandalizzano e ironizzano sul malato che vuole ancora vivere. E’ un accanimento disgustoso, un sarcasmo tanto gratuito quanto immorale.
Al termine dello sfogo ne ammettiamo l’inutilità: chi potrebbe mettere con serenità e fiducia il futuro di un territorio nelle mani di chi propone un referendum riservato ai cittadini di età inferiore ai 40 anni? Solo un novello Attila.

un gruppo di cittadini portovadesi e vadesi


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