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Articolo n° 15093 del 08 Settembre 2007 delle ore 12:53

Savona, operazione antidroga “Conca Verde”: quattro uomini e una donna in manette

[thumb:4181:r:t=La droga e i soldi sequestrati ]Savona. Gli agenti della squadra mobile della Questura, a conclusione di un’attività d’indagine iniziata lo scorso marzo a seguito della morte per overdose di due tossicodipendenti a Savona, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Savona a carico di quattro uomini e di una donna, tutti italiani. L’operazione, denominata “Conca Verde”, aveva già portato all’arresto di due persone e al sequestro di circa 1,4 kg di eroina. Lo scorso giugno, infatti, gli agenti della polizia savonese avevano scoperto un nascondiglio per le sostanze stupefacenti nella boscaglia della Conca Verde, utilizzato dal pregiudicato quarantasettenne Pietro Criaco e della quarantaseienne Danila Sasso, entrambi finiti in manette dopo la perquisizione di un appartamento in via Corridoni. Le operazioni della polizia avevano preso il via dal decesso di due tossicodipendenti quarantenni di Savona, Rodolfo Carangelo e Fabrizio Caregnato, avvenuto nel marzo scorso. La lunga attività di indagine con appostamenti ed intercettazioni sia telefoniche che ambientali ha portato in un primo tempo alla scoperta di 350 grammi di eroina e, in successive tre fasi, al totale sequestro di 1,4 kg di stupefacente. Destinatari delle cinque ordinanze di custodia cautelare, eseguite da una ventina di agenti, oltre a Criaco e alla Sasso, sono stati Vincenzo Cosentino, 42 anni, Raimondo Caredda, 41 anni, e Fulvio Turco, 45 anni. I tre sono tutti residenti a Savona ed hanno precedenti specifici. Particolarmente impegnativa per gli agenti della squadra mobile l’irruzione nell’appartamento di Cosentino, in via Fiume. L’uomo non aveva intenzione di aprire la porta blindata dell’alloggio, tanto che i poliziotti hanno fatto intervenire l’autoscala dei vigili del fuoco per poter accedere dalla finestra. Soltanto dopo due ore di trattative il quarantaduenne si è persuaso a far entrare gli agenti. Dalla perquisione dell’abitazione sono saltati fuori 300 milligrammi di metadone, per il cui possesso Cosentino è stato denunciato, ma gli investigatori presumono che altro stupefacente sia stato fatto sparire prima del loro ingresso. L’uomo è stato accusato non solo di detenzione di droga a fini di spaccio, ma anche di “morte come conseguenza di altro reato” per il decesso, risalente al marzo scorso, di uno dei due tossicomani savonesi; dovrà infatti rispondere anche dell’articolo 586 del codice penale secondo cui “quando da un fatto preveduto come delitto doloso deriva, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione di una persona, si applicano le disposizioni dell’articolo 83, ma le pene stabilite negli articoli 589 e 590 sono aumentate”. Nell’abitazione di Turco, invece, sono stati trovati e sequestrati 14,6 grammi di eroina. A capo dell’organizzazione era il pregiudicato calabrese Pietro Criaco, Cosentino ne era il luogotenente, mentre Caredda e Turco, in gergo considerati “cavalli”, avevano il compito di fare il “lavoro sporco” maneggiando e movimentando le sostanze stupefacenti.

[image:4179:c:s=1:t=Vincenzo Cosentino, a cui è imputata
la morte per overdose di un 40 enne savonese]
[image:4180:c:s=1:t=Pietro Criaco, ritenuto al vertice della rete di spacciatori]

La droga veniva nascosta nella zona della Conca Verde in buche scavate nella terra ed in particolare all’interno di un casolare. Durante gli appostamenti gli agenti di polizia avevano anche tirato un “brutto scherzo” agli spacciatori sottraendo, a loro insaputa, un quantitativo di eroina da uno dei nascondigli occultati nella vegetazione. Accortisi della strana sparizione, i malviventi avevano ingaggiato una lite e si erano accusati a vicenda della sottrazione della droga. Nel corso dell’operazione i poliziotti hanno sequestrato 1.300 euro in contanti, telefoni cellulari, un bilancino di precisione e diverso materiale per la preparazione e il confezionamento della droga. “L’indagine ha permesso di smantellare una delle organizzazioni più pericolose dedite al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti sulla piazza savonese – ha dichiarato ad IVG.it il capo della squadra mobile, Saverio Aricò – Un’operazione, inoltre, che dimostra come l’eroina, almeno da un anno a questa parte, sia tornata con forza sul mercato delle sostanze stupefacenti”.

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» Felix Lammardo

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