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Articolo n° 15191 del 12 settembre 2007 delle ore 10:25

Albenga, in un libro un secolo di storia

[thumb:2795:r]Albenga. Sarà Franco Gallea a presentare questa sera alle 21 all’Auditorium San Carlo il libro “Albenga, un secolo di storia (1900-2000)”, il volume collettaneo da oggi disponibile in libreria edito in occasione del 95esimo anniversario della nascita della Croce Bianca di Albenga in cui per la prima volta si tenta di ricostruire un sufficientemente articolato e attendibile quadro d’insieme della più recente storia novecentesca della cittadina ingauna. “Sul passato di Albenga ci sono molte pubblicazioni, sull’ultimo secolo, invece, meno – ha ricordato ieri mattina in conferenza stampa il presidente della Croce Bianca di Albenga Sebastiano Gandolfo -; l’idea di scrivere la storia del ‘900 della città è nata da un incontro occasionale con Romano Strizioli, traendo lo spunto dal fatto che la Croce Bianca, nata nel 1912 ed essendo per la sua stessa vocazione, sociale e assistenziale, profondamente inserita nel contesto delle famiglie albenganesi, ha avuto modo di constatare l’evoluzione delle usanze e dei comportamenti, di osservare il graduale integrarsi degli immigrati con la gente locale, di verificare la progressiva crescita demografica ed economica. Ha condiviso gli eventi più significativi che hanno caratterizzato la storia della città, sia nei momenti felici sia, in particolare, prodigandosi in quelli più tragici quale, ad esempio, il naufragio della motobarca ‘l’Annamaria’, nel 1947”. La cinquantina di persone che hanno collaborato alla stesura del libro, ha spiegato Sebastiano Gandolfo, hanno scritto “sui temi di cui si ritenevano maggiormente competenti. Sono stati consultati gli archivi dei vari enti che custodiscono la documentazione necessaria per fornire le notizie più attendibili, sono state raccolte memorie da personaggi che hanno vissuto in prima persona fatti salienti del recente passato, si è fatto ricorso a fotografie e cartografie dell’epoca, pazientemente raccolte dagli appassionati”.
I 25 capitoli, di lunghezza e approfondimento disuguale, pur indulgendo talvolta nella semplice cronaca di singoli fatti e date riescono comunque nel loro complesso a tratteggiare un ricco e composito profilo della storia cittadina nel Novecento affrontandone molteplici aspetti, dalla storia dello sviluppo urbano e delle vie di comunicazione alla vita nelle frazioni di Campochiesa, Salea, Bastia, San Fedele, Lusignano e Leca, dall’economia (l’agricoltura, il commercio, le banche, il turismo) alla cultura e alla vita politica fino ai giorni nostri, per limitarsi solo a una breve e non esauriente campionatura e ad alcuni cursori esempi. Sebbene i capitoli di maggiore impegno politico e istituzionale siano stati cautelativamente sottoposti alla lettura di un comitato di garanti formato da Giampaolo Ferrari, Franco Gallea e Antonio Ricci, in una pubblicazione del genere è certo improprio attendersi di ritrovare, seppure in filigrana, applicati alla lettera il metodo e il rigore propri degli storici di professione; “certi settori – ha riconosciuto il giornalista Romano Strizioli, curatore della pubblicazione – sono forse sin troppo sviluppati nell’economia di un libro di circa 400 pagine, mentre sono rimasti alcuni vuoti. Per riparare a questa disarmonia stiamo pensando di formare una redazione che si riunisca presso la Croce Bianca ogni due o tre mesi e che recepisca le indicazioni dei lettori e le segnalazioni di quelle che sono le principali carenze in vista di una futura seconda edizione”. “Questo non è la fine di un lavoro ma l’inizio – ha poi proseguito Strizioli -; noi abbiamo cercato di creare in qualche modo un paradigma e cioè quello formato dai cittadini che raccontano la storia della propria città nell’ultimo secolo. Potrebbe essere una cosa che attecchisce e speriamo che si possa sviluppare anche un po’ in tutta la Riviera”. “È una cosa nuova ma è necessaria – ha concluso il giornalista – perché c’è la necessità che alcuni fatti del secolo scorso vengano ricordati e conosciuti, specialmente dai giovani e in questo senso il libro vuole essere anche uno strumento da mettere a disposizione delle scuole”.


» Fabrizio Pinna

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