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Articolo n° 15304 del 14 Settembre 2007 delle ore 09:22

Spunto di riflessione sull’usura

Le pagine dei quotidiani ci informano della brillante operazione (operazione”Garrota”) che nei giorni scorsi “ha portato all’arresto di cinque persone per il reato di associazione per delinquere finalizzata all’usura”.
L’organizzazione attiva in tutto il ponente ligure ha interrotto un “giro” squallido e vergognoso che, come succede per la droga,trasforma la vittima in procacciatore di affari.
Praticamente la vittima dell’usuraio doveva cercare nuove potenziali vittime, per placare (ma sarà mai placabile?) la sete di guadagni, sporchi e facili, degli usurai.
Nonostante l’usura sia un “mestiere” vecchio quasi quanto il “meretricio” non si riesce a debellarla.
La legge n. 108/8 del 1996, che inasprisce le pene, e disciplina diritti e tutele delle vittime dell’usura poco può di fronte al grosso problema correlato: l’omertà e la paura.
Chi infrange queste regole non ha scampo.
Chi non ricorda Libero Grassi, che ha pagato con la vita il suo nobile gesto di denuncia?
E i morti per vergogna?I suicidi provocati dagli usurai, che spingono all’insano gesto le vittime, non si contano.
Così solo quando si riesce anche solo ad incrinare il muro di omertà che copre questo mondo,le forze dell’ordine riescono ad intervenire e reprimere,questo che tra i tanti delitti è forse uno dei più vergognosi ed aberranti.
Chi si approfitta di un suo simile, mettendosi dietro la schiena l’umana solidarietà e sfruttando lo stato di bisogno è un avvoltoio e una sanguisuga e merita la peggiore delle pene.
Riflettendo proprio sui fatti di cronaca nostrani, mi sono chiesto quante saranno ancora le vittime dell’usura.
Guardate la Baia del Sole,dove c’è chi aumenta esponenzialmente i suoi capitali e chi fallisce miseramente o chiude i battenti.
E c’è sempre chi è lì, denaro alla mano, pronto a subentrare nei lucrosi affari che il “mercato” propone.
La cosa fa pensare.

Aroldo Bernardini


» Redazione

3 commenti a “Spunto di riflessione sull’usura”
alvaro vitali ha detto..
il 15 Settembre 2007 alle 13:11

Lo spunto di riflessione è serio. Anzitutto bisogna ricordare i tanti Libero Grassi che ogni giorno in Italia sono vittime dell’usura, ma anche tanti ignoti che non resistono alla violenza fisica e mentale di questi balordi.
Nella Baia del Sole vi sono molte persone vessate dell’usura. Laigueglia ad esempio. Sapete quante persone sono vittime dell’usura?
Decine purtroppo, a bassa voce tutti diciamo questo è in mano agli usurai ma stiamo a vedere non facciamo nulla. Come noi credo lo sappiano benissimo i locali carabinieri, anche loro vedono sentono capiscono, ma stanno a guardare.
Stanno a guardare perchè sicuramente conoscono sì le vittime ma anche gli usurai.
Notabili cittadini ai quali non può essere scalfita l’immagine. Per l’immagine di queste persone si mandano sotto terra le persone più deboli e sfortunate.
Sono vergogne italiane non servono patti della confidustria serve che le forze di polizie ritrovino l’antico orgoglio di indagini di iniziativa non solo su denunce o morti sospette non serve dire lo sappiamo nel momento in cui succede qualcosa sappiamo chi andare a prendere, siamo stufi di questo lasciar correre la prevenzione ci serve e ci serve che sia lo Stato a mettere la faccia su queste vicende non gli strozzati.

Gianni Rosa ha detto..
il 16 Settembre 2007 alle 15:07

Il numero verde 800 999 000 contro l’usura e il racket risponde ai cittadini che hanno bisogno di avere informazioni su questi due temi per via telefonica. Il servizio accoglie le richieste dei cittadini interessati a ricevere dei chiarimenti in merito che lo aiutano ad affrontare o prevenire il problema.

Il call center dà informazioni alle vittime dell’usura e del racket o “pizzo”, a chi tra loro non ha ancora denunciato o chi vuole sapere in quale misura lo Stato può aiutarli ad uscire da questa situazione.
Oltre alle informazioni dettagliate sulle norme in vigore sulla materia, tra cui la legge numero 44 del 1999 e la numero 108 del 1996, i cittadini che chiamano il numero verde possono sapere a che punto è la domanda che hanno presentato al Fondo di solidarietà.

Link consigliato
Ministero dell’Interno – il numero verde 800 999 000

Gianni Rosa ha detto..
il 16 Settembre 2007 alle 15:27

Per correttezza, riguardo al mio post precedente.

sono un imprenditore edile calabrese sottoposto a programma speciale di protezione da parte del Ministero dell’Interno dal 18 ottobre 1997, unitamente a mia moglie e i miei due bambini, perché ho denunciato la criminalità organizzata, la ’ndrangheta e le sue collusioni nella sfera Politico-Istituzionale. Da tali denunce sono scaturiti diversi processi e numerose condanne tra le quali anche contro qualche Magistrato. Tale scelta ha sconvolto l’esistenza di un’intera famiglia, perché siamo dovuti fuggire dalla nostra terra per salvarci la vita. Ciò mi ha portato all’esilio, alla perdita delle mie imprese di costruzioni edili e mia moglie ha dovuto rinunciare alla sua professione di medico odontoiatra.
Ebbene, dopo le intimidazioni e le minacce al Presidente dell’ANCE di Catania, Andrea Vecchio, e al Presidente della Camera di Commercio di Caltanisetta, Marco Venturi, l’Associazione degli Industriali Siciliani ha stabilito una norma che sarà inserita anche da Confindustria a livello nazionale: “gli imprenditori che non si ribellano al racket delle estorsioni pagando il pizzo e in qualunque forma collaborano con la mafia saranno espulsi da Confindustria”.
Solidarietà è stata espressa dal nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal mondo Politico-Istituzionale.
E’ giusto! Via gli imprenditori che pagano il pizzo, via chi paga le tangenti e via anche i politici che prendono le tangenti, via ogni forma di illegalità!
Io da imprenditore mi sono ribellato denunciando all’Autorità Giudiziaria il sistema che mi rendeva vittima, in un periodo, più di dieci anni fa, quando di ‘ndrangheta non se ne parlava o se ne parlava poco.
Sono stato ossequioso delle leggi dello Stato e mi sono affidato ad esso e mi chiedo: perché in questi lunghi anni non ho avuto sostegno e sono stato dimenticato? Io rientro nella categoria dei testimoni di giustizia, ho visto passare davanti a me diverse legislature e solo da pochi mesi ho riscontrato una certa sensibilità da parte delle Istituzioni.
Per questo chiedo al Presidente della Repubblica, al Primo Ministro e al suo Governo, alle Associazioni di categoria, alla Società Civile, se è giusto per un imprenditore, che ha inteso fare solo il proprio dovere mettendo a rischio la vita dell’intera famiglia, ritornare ad appropriarsi della sua dignità di Cittadino Italiano e dell’esercizio della sua attività imprenditoriale; se è giusto che il rischio di vita cui è esposto diventi motivo di effettiva protezione da parte dello Stato e non limitazione alla propria libertà.
Io ho fatto la mia parte, lo Stato faccia la sua per dare risposte positive ad un padre di famiglia, imprenditore e cittadino onesto.

Pino Masciari
http://pinomasciari.altervista.org/

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