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Articolo n° 15327 del 15 Settembre 2007 delle ore 07:45

Regione, al via centri anti-violenza: stanziati 500 mila euro

Regione. Dopo l’approvazione della legge regionale contro la violenza alle donne, la Giunta ha stanziato oggi, su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità 500 mila euro per il 2007 da destinare alla costituzione di centri anti-violenza per ogni provincia, a sostegno delle donne e dei minori vittime di maltrattamenti e abusi di programmi locali anti-violenza. Una somma che verrà suddivisa tra le quattro province in quote di uguale importo pari a 125 mila euro. “Gli interventi – spiega l’assessore regionale, Maria Bianca Berruti – potranno tendere alla costituzione di centri anti-violenza e concretizzarsi anche nella realizzazione di strutture alloggiative di secondo livello quali case rifugio e strutture temporanee per mettere in sicurezza la donna e offrirle l’opportunità di superare la situazione di difficoltà”. La selezione degli interventi verrà effettuata dalle Province che dovranno individuare i progetti specifici, o anche da altri enti pubblici, dalle aziende sanitarie locali, associazioni femminili, cooperative sociali. I progetti dovranno essere presentati entro il 20 novembre 2007. “Di fronte all’aumento della violenza contro le donne –sottolinea l’assessore Berruti – che si colloca all’interno del più generale concetto di discriminazione di genere non è più possibile demandare le iniziative alla sensibilità individuale di enti e associazioni, per questo ho voluto con forza proporre una legge per affrontare in modo sistematico il problema dei maltrattamenti e degli abusi dentro e fuori alla famiglia per dare vita ad un vero e proprio sistema in grado di prevenire la violenza e aiutare le donne”. I centri anti-violenza si inseriranno dunque all’interno della rete delle strutture pubbliche a cui compete l’assistenza alla donne e ai minori maltrattati e la prevenzione, insieme ai pronto soccorso, carabinieri, commissariati, distretti socio-sanitari, consultori. “I centri – spiega ancora Berruti – svolgeranno attività di prima accoglienza con servizi di ascolto e di sostegno alle vittime, attraverso colloqui preliminari, percorsi personalizzati di uscita dalla situazione violenta, affiancamento della donna nella fruizione dei servizi pubblici e privati con la totale garanzia dell’anonimato”. Oltre a queste attività principali i centri anti-violenza potranno svolgere altre attività complementari quali la diffusione dei dati elaborati, analisi delle risposte dei servizi pubblici e privati contattati, messa a punto di progetti di formazione e aggiornamento e di collaborazione delle operatrici dei centri e delle case di accoglienza con altri operatori sociali istituzionali, oltre a iniziative culturali di prevenzione, pubblicizzazione e di denuncia della violenza. “L’impegno della Regione per contrastare il fenomeno della violenza – rimarca l’assessore alle Pari Opportunità – tiene conto naturalmente dell’esperienza decennale avviata dalle associazioni femminili sul territorio e dell’indagine svolta dall’ISTAT nel 2006 che rileva che il 35,9% delle donne liguri ha subito almeno una volta violenza nella vita (contro una media italiana del 31%) collocandole al terzo posto in Italia in quanto a soprusi e dell’analisi dei casi pervenuti ai quattro Pronto soccorso della ASL 2 savonese che nel corso del triennio 2004/2006 hanno assistito 1373 donne per forme di violenza subite per l’87% dal partner”.


» Felix Lammardo

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