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Articolo n° 15336 del 15 Settembre 2007 delle ore 08:27

Savona, il Comune può comprare la sede della Banca d’Italia

[thumb:2188:r]Savona. Grazie alla clausola di prelazione inclusa in un vecchio contratto, il Comune di Savona acquisterà la sede della Banca d’Italia. I tempi dell’operazione sono ancora vaghi, così come sono incerti quelli della chiusura della sede, non risparmiata dalla riorganizzazione degli uffici periferici voluta dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Il personale della struttura verrebbe dirottato a Genova ed il concentramento delle competenze nel capoluogo di tradurrebbe, a Savona, in un enorme patrimonio immobiliare lasciato libero, compresa la sede storica di piazza Mameli. A venire in aiuto della giunta savonese è stato un contratto risalente al secolo scorso, trovato negli archivi comunali, nel quale gli amministratori dell’epoca prevedevano per il Comune la possibilità di rientrare in possesso dell’edificio nel caso in cui fossero cessate le funzioni di interesse pubblico svolte dalla Banca d’Italia. Un esempio di lungimiranza che ora consentirà al sindaco Berruti di concludere un affare di tutto rispetto. L’amministrazione comunale, infatti, ha la facoltà di riscattare un’area prestigiosa nel cuore delle città e potrebbe comprare per un milione di euro un immobile che sul mercato ne vale venticinque.


» Felix Lammardo

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