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Articolo n° 15341 del 16 Settembre 2007 delle ore 12:19

Il sindaco di Quiliano sull’emergenza lavoro

Dal mio osservatorio di Sindaco, costantemente a contatto con i miei cittadini, mi sono sentito il dovere di lanciare un grido di allarme e di riflessione sullo stato d’animo e il malessere che oggi vivono, con le loro famiglie i meno abbienti (lavoratori, pensionati, giovani) e ancor peggio quelle persone che sono in cerca di un lavoro.
Negli anni ’60 e ’70 si identificava nella classe operai e nel ceto sociale meno agiato l’aria di trasformazione del Paese, che attraverso le proprie lotte a difesa dei propri diritti ha fatto si che il Paese approcciasse a un modello culturale di crescita sociale e di difesa dei diritti fondamentali.
E’ necessario porgersi le domande: oggi un lavoratore e/o un cittadino appartenente alla classe meno abbiente può vivere dignitosamente? Quali sono le prospettive per il suo domani?
Domande alle quali per dare una risposta bisogna partire da una analisi della situazione attuale. Si può rilevare che un lavoratore, mediamente da contratto, guadagna 1.104 euro mensili. Una casa in affitto costa 400 / 600 euro al mese, più il costo delle utenze e del mangiare, sperando di non diventare malato.
Questa è la realtà di un cittadino/lavoratore, che viene ritenuta fortunata da anziani e giovani che fanno lavori tipo: call center, banconisti, camerieri, operai, muratori, ecc. che hanno contratti del tipo: part time, contratti a termine, interinali a chiamata, ecc. Chi lavora con questi contratti si deve adeguare nella speranza un domani di avere un contratto a tempo indeterminato.
Partendo da questa situazione e seguendo le mie sensibilità e le mie convinzioni culturali e ideali ritengo che il problema sia quello di come invertire la tendenza (oggi quasi il 60 % dei nuovi assunti è precario) e di come ridurre la massa dei lavoratori atipici e di come intanto aumentarne le tutele.
Questo è un tema centrale, che chi ha sensibilità e volontà di rappresentare gli interessi delle persone meno abbienti, deve avere la consapevolezza e la determinazione di affrontare con scelte politiche di indirizzo forti e coerenti.
Dal mio osservatorio posso dirvi che la società italiana oggi vivacchia, grazie al sistema di prestiti, cessione di quinto, mutui, carte di credito, scoperti di conto corrente o minirate con posticipo di pagamento. Questo modo di vivere non può continuare a lungo senza implodere.
Il Paese, ha la necessità di ridiscutere le proprie regole di vita, è necessario rappresentare la condizione della società reale.
Occorre riprogettare il sistema di protezione sociale, mettendo in cantiere oltre misure di carattere emergenziale e di breve periodo, una nuova politica sociale, che crei una società più giusta, forse meno ricca ma con minore povertà.
Esiste una domanda sociale crescente che si scarica sui Comuni a cui questi hanno difficoltà a dare risposte per carenze di risorse, perché riguardano le competenze di altre istituzioni o per impedimenti normativi.
Ecco perché credo che esistono alcune questioni (con le relative concrete ricadute politiche) che sono centrali per la vita della maggioranza dei cittadini sui quali è necessario che vengano date risposte di impostazioni politiche chiare e precise. Il lavoro, la questione sociale, i diritti di tutti (che devono precedere gli interessi di alcuni), la questioni di genere, l’ambiente e la difesa del territorio e dei beni comuni.
Su queste grandi questioni è necessario che si apra un confronto vero nel Paese e nel sistema di rappresentanza istituzionale, politico e sociale.
E’ necessario che si superi la logica di una politica fondata su analisi pressapochistiche e si comprenda che c’è una società reale, nel Paese alla quale bisogna dare delle concrete risposte nella condizione attuale e di prospettiva.
Il dovere della riflessione e del grido d’allarme mi pare motivato. Il sottoscritto ne ha la consapevolezza e il peso della necessità di riuscire a dare delle risposte, per quelle che sono le sue responsabilità e competenze amministrative.

Il sindaco di Quiliano,
Nicola Isetta


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