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Articolo n° 15381 del 17 settembre 2007 delle ore 11:40

Savona, in primavera apre il museo diocesano

[thumb:2187:r]Savona. Da qualche settimana, stabilito ufficialmente il termine dei lavori, l’architetto Giuseppe Martinengo ha riconsegnato alla diocesi, dopo un accurato restauro da lui progettato e del quale ha diretto le fasi esecutive, i locali che fanno parte degli edifici francescani annessi al Duomo di Savona, destinati ad ospitare l’archivio storico e il museo di arte sacra della diocesi. “Siamo finalmente in grado quindi – affermano don Carlo Rebagliati e Magda Tassinari, membri del Comitato diocesano per l’allestimento del museo – di informare i savonesi e tutti coloro che hanno a cuore i problemi e le sorti del patrimonio dei beni culturali della Chiesa, su quanto si sta facendo e sulla tempistica, ormai ipotizzabile davvero con buona attendibilità, relativa all’allestimento e all’inaugurazione dei due nuovi spazi dedicati alla storia, all’arte e alla cultura della nostra diocesi”.
Fra l’autunno e l’inverno prossimi per almeno tre mesi i locali del museo dovranno rimanere chiusi per consentire i rilevamenti di temperatura e umidità ai fini del monitoraggio del microclima. Nel frattempo saranno portati a compimento i restauri di buona parte delle opere, fra cui dipinti, sculture e oggetti preziosi di oreficeria. Conclusa questa fase, durante la quale le ditte coinvolte lavoreranno per realizzare le attrezzature espositive (l’illuminazione, le vetrine e la segnaletica), si potrà cominciare a trasferire le opere nei locali. Contemporaneamente ci si dovrà inoltre dedicare alla redazione della guida a stampa. Tutte queste operazioni si concluderanno nei primi mesi del prossimo anno e quasi certamente si potrà procedere, in primavera, all’inaugurazione e all’apertura del museo e dell’archivio.
Nel luglio scorso, conclusi i lavori nei locali destinati all’archivio situati sul lato sinistro del chiostro dei Conversi, dopo il sopralluogo della competente Soprintendenza a cui è seguita una accurata pulizia delle sale, si è cominciato a trasferire il materiale dai depositi dove era stato ricoverato e conservato per tre anni. Massimiliana Bugli con l’attenta direzione di monsignor Leonardo Botta sta procedendo nel difficile riordino, che richiederà alcuni mesi di lavoro.
Nello stesso mese è stato consegnato alla Soprintendenza per l’approvazione definitiva il progetto di allestimento del Museo, compiuto su incarico di monsignor Calcagno dall’architetto Mario Semino, coadiuvato dagli architetti Andrea Chiarelli e Laura Latini. Per quanto riguarda il percorso espositivo, l’allestimento ha seguito le indicazione previste dal progetto di ordinamento recentemente curato da Magda Tassinari, coordinatore scientifico dello stesso Comitato. Si tratta sostanzialmente di un itinerario di fede suggerito dalla peculiarità e dalla specificità dell’ambiente e delle opere d’arte in esso raccolte.
Il comitato scientifico e la commissione d’Arte sacra, presieduti dal vicario generale don Andrea Giusto, hanno inoltre congiuntamente approvato il preventivo di spesa per quanto riguarda l’aspetto tecnologico dell’esposizione museale, che sarà affidata al Laboratorio Museotecnico Goppion di Trezzano sul Naviglio (Milano), una ditta il cui lavoro è molto apprezzato a livello nazionale e internazionale. Altrettanto importante è stata la scelta del nome da assegnare alla struttura museale: questo compito, così come la costruzione del logo del museo, l’ideazione della sua segnaletica e la cura di tutti gli aspetti relativi alla pubblicità e alla comunicazione sono stati affidati alla Punto a capo Coo’ee, una piccola e dinamica azienda savonese che ha molto successo a livello sia locale che nazionale, diretta da Monica Brondi.
I restauri architettonici e l’allestimento del museo sono stati resi possibili grazie ai fondi della Cei derivanti dall’ otto per mille dell’Irpef e dai fondi stanziati dai seguenti enti: Fondazione De Mari, Cassa di risparmio di Savona, Fondazione della Cassa di risparmio di Genova e Imperia, Fondazione della Cassa di risparmio delle Province Lombarde e, infine, dal 7 per cento degli oneri di urbanizzazione secondaria del Comune di Savona.


» Felix Lammardo

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