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Articolo n° 15428 del 18 Settembre 2007 delle ore 11:11

Moria di volatili nel Rio Antognano, ASL2: “la causa è il botulismo aviario”

[thumb:805:r]Albenga. Ha trovato piena conferma il sospetto diagnostico di botulismo aviario che il Servizio Veterinario aveva avanzato sugli episodi di mortalità anomala che avevano interessato, nella seconda metà del mese di agosto, numerosi germani reali nel rio Antoniano nel Comune di Albenga e presso l’Oasi del Merula nel Comune di Andora. Il sospetto diagnostico, avanzato sulla base della sintomatologia clinica e delle condizioni ambientali rilevate nel corso dei numerosi sopralluoghi effettuati da personale ASL 2, è stato confermato dall’’Istituto Superiore di Sanità che ha individuato, in tutti i campioni inviati per gli accertamenti di laboratorio, la presenza della tossina botulinica, diretta responsabile degli episodi di mortalità. Il Closrtidium botulinum è un comune batterio della putrefazione ampiamente diffuso in natura e normalmente presente in tutti i terreni, per il cui sviluppo sono necessarie alcune condizioni: temperature elevate, tessuti animali in decomposizione, ambiente privo d’ossigeno. Le forme di resistenza del batterio (spore) naturalmente presenti nel terreno vengono normalmente ingerite, nel corso del pasto, dagli animali (uccelli, ma anche pesci, anfibi, invertebrati) unitamente al fango e all’acqua senza provocare alcun danno,in quanto i tessuti vivi non offrono le condizioni favorevoli alla germinazione delle spore. Quando, per un qualsiasi motivo, un animale che alberga le spore del Closrtidium botulinum muore offre alle spore il substrato, il terreno di coltura proteico per il processo di germinazione; tale processo in presenza di temperature elevate (è questa la condizione che si realizza nel periodo estivo) diviene imponente determinando il consumo di tutto l’ossigeno: si realizzano, pertanto, le condizioni ottimali per la germinazione delle spore cui segue la moltiplicazione del batterio e la produzione della tossina letale. “Le carcasse in stato di putrefazione attirano le mosche che vi depositano le loro uova, le larve
che da queste si sviluppano si nutrono dei tessuti in decomposizioni ingerendo altresì la tossina che, non producendo su di loro alcun effetto, si accumula nell’organismo. Le larve, fonte di cibo per gli uccelli acquatici, rappresentano così una pericolosissima fonte di avvelenamento: si calcola che siano sufficienti tre o quattro larve per causare la morte in un germano reale; si viene così a creare un ciclo che si amplifica a dismisura e che può portare alla morte di migliaia di uccelli in un tempo brevissimo”, spiega una nota della ASL 2. “Accanto alle misure che intervengono a modificare le condizioni ambientali, che favoriscono la germinazione e la moltiplicazione batterica (immissione d’acqua per ridurre la temperatura e aumentare la sua profondità o, in maniera del tutto opposta, prosciugamento delle aree interessate), le strategie per prevenire la diffusione del botulismo consistono principalmente nella rimozione del substrato proteico necessario per la moltiplicazione del Clostridium botulinum, in particolare del materiale vegetale accumulato lungo le rive dei corsi d’acqua e degli uccelli acquatici morti prima della formazione della tossina”, conclude la nota della ASL2.


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