Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 15453 del 18 Settembre 2007 delle ore 17:23

Retro porto di Varazze: “Il Comune rischia di pagare i danni? Chi lo dice crea confusione”

In merito ai diversi articoli pubblicati negli ultimi giorni e riguardanti il retro porto di Varazze ed il Referendum è necessario, una volta per tutte, fare chiarezza sulla procedura amministrativa che si deve seguire in questi casi. In questi giorni, infatti, gli organi di stampa riferiscono circa una possibile richiesta danni al Comune, da parte dei proprietari delle aree del distretto T1C, qualora si celebrasse il referendum e qualora i cittadini dovessero, attraverso la democratica consultazione, confermarsi contrari all’iniziativa. Tale ipotesi è assolutamente infondata ed è grave che si diffondano ad arte nella città queste falsità con l’unico scopo di creare confusione.
La ragione è che, fino ad oggi, nessuno si è mai impegnato con i privati poiché è la Regione che approva i Progetti di Attuazione. Prima ancora che i Progetti di Attuazione vengano sottoposti all’approvazione Regionale devono essere approvati dal Consiglio Comunale e, per ora, nessun impegno che coinvolga i privati è stato approvato dal Consiglio Comunale di Varazze. Attualmente, l’unico documento riguardante le aree del retro porto di Varazze è lo Studio Urbanistico di Inquadramento che è un semplice documento di indirizzo dell’Amministrazione Pubblica che può essere modificato e migliorato in qualunque momento.
Forse, l’Amministrazione si è impegnata con i privati prima ancora di avere le rispettive approvazioni di legge del Consiglio Comunale e della Regione? Se così fosse, la situazione sarebbe veramente grave non per il Comune ma per coloro che rivelano una “ansia sospetta” di favorire sempre e comunque gli interessi di chi specula sulla pelle della città.

Il comitato per il referendum sul retro porto
Gerolamo Carletto – Giovanni Delfino – Andrea Valle – Gianantonio Cerruti – Marisa Delfino


» Redazione

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli