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Articolo n° 15489 del 19 Settembre 2007 delle ore 12:33

Pioggia di critiche al DDL regionale sugli agriturismo

[thumb:4247:r]Regione. Numero di posti letto illimitato, permesso di costruzione di nuovi edifici e rinvio di varie questioni fondamentali ad un regolamento di attuazione: su questi punti si concrentrano le critiche mosse da ambientalisti, albergatori, Coldiretti e Confagricoltura al nuovo disegno di legge regionale della Liguria sull’agriturismo. Solo la Confederazione Italiana Agricoltori, la Cia, tradizionalmente su posizioni di sinistra, difende il provvedimento. “Stabilendo che gli agriturismi vanno in nuovi stabili si abbandona l’entroterra – ha detto stamani il presidente regionale e vice-presidente nazionale di Agriturist, Cosimo Melacca – i posti letto possono essere portati da 28 a 30, ma non illimitati perché le strutture non devono diventare alberghi. Ci rivolgeremo al consiglio regionale ma anche a Rutelli”. Alle proteste contro il disegno di legge regionale si sono uniti anche gli ambientalisti. Patrizia Terribile di Legambiente ligure, settore turismo ha aggiunto: “non abbiamo bisogno di nuove gettate di cemento”. La posizione di Agriturist e Legambiente, è condivisa da Confagricoltura Liguria, Wwf, Italia Nostra, il Comitato nazionale del paesaggio, Terra Nostra, Coldiretti Liguria e Federalberghi. Invece la Confederazione italiana agricoltori guarda positivamente al disegno di legge regionale sull’agriturismo. “Il disegno va discusso – ha detto il presidente regionale Cia, Ivano Moscamora, a margine di una conferenza stampa per presentare la prima giornata nazionale dell’agriturismo promossa dalla sua associazione – si prevede un regolamento d’attuazione che credo sia una semplificazione amministrativa”. Quanto al numero dei posti letto: “la dimensione è un concetto superato – ha detto Moscamora – piuttosto bisogna rimarcare che l’agriturismo ha come attività prevalente l’agricoltura”. Moscamora propone alla regione di normare la produzione agricola in rapporto con i pasti somministrati, aumentando la quota di materia prima prodotta dall’azienda o da aziende limitrofe sul territorio.


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