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Articolo n° 15459 del 19 Settembre 2007 delle ore 06:48

Regione, richiesta chiarimenti su fondi per rischio idrogeologico

Regione. “Il decreto dell’allora Ministro dell’Ambiente Matteoli con cui sul finire della scorsa legislatura furono promessi ad alcuni comuni liguri finanziamenti per interventi contro il rischio idrogeologico non ha mai concluso il suo iter e quindi non è mai nemmeno diventato efficace”. Lo ha detto l’assessore all’ambiente della Regione Liguria, Franco Zunino, ai sindaci dell’imperiese che nei giorni scorsi hanno lamentato il mancato arrivo dal Ministero dei finanziamenti contro il rischio idrogeologico che ammontavano a 10 milioni di euro. “Il provvedimento in questione – ricorda l’assessore – venne anticipato dal dicastero ai Comuni prima ancora di essere registrato alla Corte dei Conti, ma venne in seguito fermato per lacune nell’istruttoria condotta dal ministero e per problemi di copertura finanziaria. Di fatto il decreto non è mai esistito, se non come proposta di lavoro che non è stato poi possibile portare a termine”.
La Regione non è stata coinvolta in alcun modo nella formazione di quello schema di provvedimento – ha sottolineato Zunino – e non è stato neanche notificato in via ufficiale agli uffici tecnici regionali”.
Sorte ben diversa è invece toccata all’effettiva quota di fondi concessi dal Ministero dell’Ambiente, circa 4 milioni e 500 mila euro, alla Regione e già impegnati per la messa in sicurezza del tratto terminale del torrente Teiro e del Rio Arzocco a Varazze.
“Sulla base di quanto avvenuto – spiega l’assessore Zunino – mi pare sia il caso di richiamare tutti i soggetti coinvolti al rispetto della procedura consolidata per la programmazione degli interventi in materia di rischio idrogeologico, per cui è la Regione a definire con il Ministero l’assegnazione delle risorse e la loro destinazione agli interventi segnalati dagli Enti Locali, individuando quelli effettivamente prioritari sulla base delle previsioni dei piani di bacino approvati”.
“La Regione si batte inoltre – conclude Zunino – per cambiare il metodo utilizzato dal Ministero per il riparto dei fondi: oggi avviene sulla base della superficie e della popolazione regionale,criterio in base al quale alla Liguria, una delle regioni più esposte al dissesto idrogeologico, spetta poco più del 2% delle risorse disponibili. Noi riteniamo sia più corretto distribuire le risorse sulla base del rischio effettivamente presente e documentato, favorendo gli interventi nei territori fragili come quello ligure”.


» Felix Lammardo

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