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Articolo n° 15616 del 21 Settembre 2007 delle ore 18:26

Uso commerciale ex aree Metalmetron: la Confesercenti pronta a fare ricorso al Tar

[thumb:4031:r]Savona. Un incontro urgente al Comune di Savona è stato chiesto dalla Confesercenti provinciale di Savona in merito all’utilizzo delle ex aree della Metalmetron. Dopo la bonifica dell’area sono infatti iniziati i lavori che nei progetti della vecchia amministrazione dovrebbero portare ad edificare nuovi complessi commerciali, progetto fortemente criticato dall’associazione degli esercenti in quanto metterebbe ancora di più in difficoltà il tessuto delle piccole e medie imprese savonesi. “Il Comune devo dire ha subito accolto la nostra richiesta – sottolinea il Presidente provinciale della Confesercenti Franco Zino – noi sappiamo che il progetto della vecchia amministrazione prevede 5 plessi da 2.500 mq, perchè od oggi non ci sono ancora i permessi per la costruzione di un vero e proprio centro commerciale, tuttavia i cinque plessi per noi sono già un centro commerciale, tra l’altro con collegamenti interni tra loro e con ampio parcheggio, in una posizione strategica di Savona…Questo metterebbe a rischio molti commercianti ed esercenti, anche perchè il centro sarebbe troppo piccolo per attirare gente da fuori Savona e quindi andrebbe a “pescare” dal bacino di clientela del comprensorio savonese…Ad esempio lo stesso discount Famila andrà ad insediarsi in quell’area nel settore destinato all’alimentare, un centro commerciale a tutti gli effetti quindi: come tutti sanno, a Savona esiste già il più grosso centro commerciale della Liguria, Il Gabbiano, non vedo perchè realizzarne un altro…Come Confesercenti – prosegue Zino – avevamo già fatto la nostra proposta a suo tempo: “salvaguardando le parti destinate alla ricettività alberghiera e all’artigianato eco-compatibile, riteniamo che la soluzione migliore sia quella di realizzare la nuova cittadella dello sport di Savona: lì insediare la piscina olimpionica al coperto, lì realizzare un nuovo contenitore che sostituisca l’attuale Palazzetto dello Sport, struttura carente e priva di parcheggi, palestre per sport minori, pista di footing, negozi sportivi specializzati, insomma una nuova struttura che sia da volano per il rilancio turistico-sportivo di Savona. Inoltre – conclude Zino -, esiste un vizio di forma nell’iter del progetto, in quanto è stato fatto un cambio di destinazione d’uso dell’area ancor prima che venisse effettuata la bonifica: quindi, se questo piano non sarà rivisto nella parte riguardante la destinazione a fini commerciali delle ex aree Metalmetron come Confesercenti siamo pronti anche a fare ricorso al Tar…”.


» Redazione

3 commenti a “Uso commerciale ex aree Metalmetron: la Confesercenti pronta a fare ricorso al Tar”
cazzillo ha detto..
il 22 Settembre 2007 alle 11:48

sicuramente non è un idea malvagia la cittadella dello sport, però quando la domenica si vuole andare a fare due passi in centro per fare un po di shopping e i negozi son tutti chiusi, sarebbe bello avere una valida alternativa all’ipercoop che si è dimostrata a mio giudizio un punto di forza per a rinascita di Savona… i negozianti savonesi non vogliono lavorare di domenica e tanto meno dope le 19e30 (bar inclusi), quindi poche storie contro i centri commerciali..non sono mica i commercianti di loano!!!!!

Luciano ha detto..
il 22 Settembre 2007 alle 19:44

L’Ipercoop un punto di forza per la rinascita di Savona ?? semmai l’inizio del declino del terziario savonese, e se passa anche questa della destinazione commerciale delle aree metalmetron, sarà il colpo di grazia. La vetustità e la bruttezza dei negozi del centro di Savona sono sotto gli occhi di tutti, ma è ovvio che se non lavorano non si rinnovano ed appassiscono.

mazzol ha detto..
il 22 Settembre 2007 alle 21:47

Andare per negozi a Savona (ma anche troppe altre citta’ malamente governate) e’ difficile.
Bisogna lasciare la vettura dove possibile e poi camminare, …..

Se si vuole sviluppare il commercio minuto lo si deve favorire.

Vanno costruiti i necessari parcheggi per i residenti ed i proprietari di seconde case, e le ditte che qui lavorano, parcheggi interrati, concessi gratuitamente (e una bella parola senza alcun significato, grati significa in questo caso che si paga in un modo differente).

Poi tutta le vie della citta’ vengono messe a disposizione della sosta a “disco orario”.

Basta seguire questa regoletta ed i clienti “da fuori” riescono ad avvicinarsi al commercio cittadino.

Ma poi se i commercianti decidono di trasformarsi in impiegati e chiudere in blocco allora il problema non si risolve.

Pero’ anche qui’ si potrebbe intervenire:

Visto che un negozio aperto e’ un servizio che qualcuno offre alla citta’ bisognerebbe aiutare la scelta orientata ad una apertura lunga.

La prima idea che mi viene in mente e’ quella di agire sulla tassazione esistente (non quella sul reddito, ma su quella che tocca la posizione … ICI magari)

Se un esercizio commerciale e’ aperto “sempre” ne potrebbe essere esentato: con la sua disponibilita’ gia’ rende un servizio alla comunita’. Se resta aperto con l’orario attuale la tassa resta quella invariata e cala se aumenta la disponibilita’.

Forse gia’ cosi’ si potrebbe avere una citta’ piu’ viva.

La strada e’ tuttavia difficile, per il momento becchiamoci il nuovo centro commerciale, almeno sara’ una alternativa al “Gabbiano” che quando (spesso) i negozi chiudono rappresenta una possibilita’.

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