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Articolo n° 15706 del 24 Settembre 2007 delle ore 17:43

EducAmbiente: Verdi e ambientalisti del MODA polemici sugli sponsor scelti per la manifestazione

Savona. Se la terza edizione savonese di EducAmbiente ha riscosso attenzione e un comune largo consenso per la scelta di affrontare un tema oggi di fondamentale importanza come quello dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici, non sono mancate né mancano voci critiche e finanche aspramente polemiche che muovono obiezioni in particolare nei confronti della selezione degli sponsor accettati dalla Provincia a sostegno della manifestazione. “In questi giorni – scrive in una nota il responsabile delle politiche per l’acqua dei Verdi Liguria Danilo Bruno – la Provincia sta alacremente lavorando per organizzare la nuova edizione di EducAmbiente dedicata quest’anno ai cambiamenti climatici. Si tratta di una manifestazione di grande interesse e di largo coinvolgimento ma è sorto un dubbio: sul materiale promozionale prodotto tra le varie organizzazioni che si ringraziano vi è pure un’azienda produttrice di acque minerali (nella specie le fonti di Calizzano)”. “Ma – si chiede retoricamente Danilo Bruno – in Provincia sanno che da anni nel mondo esiste un movimento popolare a sostegno della pubblicizzazione dei servizi idrici e per una gestione democratica e partecipata della risorsa e che l’accordo di maggioranza in Provincia si regge proprio, tra l’altro, sulla gestione pubblica del servizio idrico integrato?”. “L’acqua del rubinetto (almeno nella nostra zona e pur nella gestione attualmente ancora privatistica) parrebbe migliore sotto molti punti di vista di quelle minerali” delle quali “in Italia siamo tra i maggiori consumatori al mondo”, sostiene nella sua nota l’esponente dei Verdi che inoltre aggiunge: “La creazione di contenitori in PVC per l’acqua minerale e il trasporto di essa su camion nella penisola contribuisce all’aumento di quelle emissioni, che sono tra le possibili cause dei cambiamenti cimatici”. Se Danilo Bruno preferisce chiudere la sua nota polemica ironizzando sulle scelte della Provincia (“forse nel sistema dell’educazione ambientale della Provincia erano troppo impegnati ad organizzare una manifestazione come Educambiente per preoccuparsi di simili ‘piccoli dettagli’?”) ancora più dure e dirette sono invece le accuse mosse dai responsabili del MODA che senza usare mezzi toni si dichiarano “spaventati del fatto che sia proprio la Provincia di Savona a organizzare EducAmbiente con gli Sponsor Tirreno Power (proprietaria della centrale a carbone di Vado-Quiliano), Bossarino Srl (proprietaria e gestore della discarica di rifiuti speciali a Vado) ed Ecosavona Srl (gestore per conto del Comune di Vado della discarica di rifiuti del Boscaccio a Vado)”. “La Provincia di Savona – sostiene in un veemente comunicato la nota associazione ambientalista savonese dopo aver ricordato che la Tirreno Power è la principale fonte di inquinamento industriale dell’intera Liguria – si spaccia per ecologista organizzando il convegno quando poi, nei fatti, dopo aver votato per ben 2 volte per depotenziamento e completa metanizzazione della centrale di Vado, è sembrata possibilista riguardo al pericoloso ampliamento a carbone proposto da Tirreno Power che, anzi, invita come sponsor al convegno. Inoltre – proseguono gli attivisti del MODA – la Provincia non è in grado di gestire da anni la rete di monitoraggio della qualità dell’aria e i controlli risultano inadeguati e non a norma di Legge in un contesto di pesante inquinamento della Provincia savonese (vedi es. Cokeria di Cairo, Centrale di Vado ecc.)”. Accuse pesanti sono rivolte anche affrontando il discorso della discarica del Boscaccio del Comune di Vado che, sostengono gli ambientalisti del MODA, “si appresta ad ampliare il proprio business dei rifiuti accogliendo ingenti quantità di RSU (rifiuti solidi urbani) provenienti anche dalla Provincia di Imperia oltre che di Savona ecc. Il Comune di Vado – prosegue la nota del MODA – intanto non farà l’efficace ‘raccolta porta a porta’ ma si limiterà ad aumentare il numero di cassonetti”. “La discarica del Boscaccio – sostengono in conclusione gli ambientalisti del MODA nel loro comunicato rinviando a quanto scritto nel Piano provinciale dei rifiuti – insieme a Bragno, è stata scelta ‘strategicamente’ come sito per la produzione di CDR (combustibile derivato dai rifiuti) che, come previsto dallo stesso Piano Provinciale (§ 6-1, 6-2 e 6-3) potrà essere bruciato anche nelle ‘vicinissime’ centrale a carbone Tirreno Power e Cokeria dell’Italiana coke, risparmiando così la costruzione dell’inceneritore provinciale con la produzione aggiuntiva nei fumi del carbone di pericolosissime diossine e metalli pesanti in nanoparticelle e con il vergognoso contributo pubblico per le energie rinnovabili (vedi A3 delle bollette Enel) in quanto, solo in Italia, l’energia ricavata dalla combustione di rifiuto è considerata “rinnovabile” (vedi contributi CIP6 e certificati verdi)! Con il risultato di enormi guadagni per Tirreno Power e danni alla salute per la popolazione”.


» Felix Lammardo

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