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Articolo n° 15672 del 24 Settembre 2007 delle ore 07:46

Savona, costretta dalla sorella a vivere segregata in casa

[thumb:4323:r]Savona. Per tre mesi è rimasta segregata in casa in condizioni igienico sanitarie precarie. Una donna di 38 anni, con gravi problemi fisici e psichici, era costretta dalla sorella a vivere tra le mura di un’abitazione del centro di Savona, come in una prigione. Per questo motivo M.M., 41 anni, savonese, è stata arrestata con l’accusa di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e abbandono di incapace. Il suo convivente è stato denunciato a piede libero per gli stessi reati in concorso con la donna. Secondo quanto accertato, M.M. sarebbe andava ad abitare con il compagno tre mesi fa, lasciando da sola la sorella che, incapace di provvedere a se stessa, doveva vivere in un appartamento di sessanta metri quadri. Di tanto in tanto le portavano qualcosa da mangiare, poi ogni volta la richiudevano a chiave nella “galera” domestica e la abbandonavano alla sua solitudine. All’interno dell’allogio sporcizia e confusione. La trentottenne non riusciva a lavarsi né a nutrirsi correttamente: il suo fisico si stava pericolosamente debilitando. Una situazione drammatica che ha destato i sospetti dei vicini di casa. A dare l’allarme ai carabinieri della Compagnia di Savona è stata una donna residente in un palazzo di fronte alla casa dove viveva la vittima. Proprio perché l’abitazione era chiusa a chiave dall’esterno, i militari, per entrare, hanno atteso l’arrivo del convivente della sorella della sequestrata. Quest’ultima, una volta soccorsa, è stata accompagnata all’ospedale San Paolo per accertamenti. Nell’appartamento gli uomini dell’Arma hanno trovato cumuli di rifiuti e condizioni igieniche precarie. Del caso si sta occupando la Procura della Repubblica di Savona; le indagini sono coordinate dal pm Alberto Landolfi. Alla donna quarantunenne sono stati concessi gli arresti domiciliari. Questa mattina dovrebbe già essere interrogata dal giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto.


» Felix Lammardo

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