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Articolo n° 15727 del 25 Settembre 2007 delle ore 10:03

Saonenses: storia, cultura e vita di Savona nei secoli

[thumb:1503:r]Savona. Il Liceo Sociale “Giuliano della Rovere” di Savona e la Società Savonese di Storia Patria organizzano, per l’anno scolastico 2007-08, il progetto “Saonenses: storia, cultura e vita di Savona nei secoli”. Il progetto, del tutto inedito per la scuola savonese, ha l’obiettivo di fornire agli studenti una serie di conoscenze, di competenze e di abilità relative alla didattica della storia nel suo aspetto locale e di concorrere a valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale di Savona e del suo circondario. Gli allievi del Liceo Della Rovere avranno la possibilità di assistere ad una serie di seminari tenuti dalla Società Savonese di Storia Patria e saranno poi chiamati (guidati dagli esperti dell’associazione oltre che dagli insegnanti) ad approfondire nelle biblioteche, all’Archivio di Stato e direttamente sul territorio il tema proposto negli incontri. I risultati dei lavori saranno presentati alla cittadinanza e resteranno a disposizione della città. Sarà, quindi, un modo per ascoltare alcuni tra i migliori cultori della storia savonese discutere con gli studenti su aspetti essenziali della storia sociale, economica, politica ed artistica della città e nel contempo sarà anche l’occasione per indurre gli allievi a svolgere un’esperienza di ricerca “sul campo” attraverso le fonti archivistiche e i documenti originali, nel panorama storico, economico e culturale di Savona nei secoli. I seminari, che si terranno con cadenza mensile, sono aperti ad ingresso libero a tutta la cittadinanza. Il primo incontro, sul tema “Joseph Conrad sulle vele savonesi: le costruzioni navali a Savona” è previsto per giovedì 27 settembre 2007, con inizio alle ore 15, presso l’Aula Multimediale “De Mari” del Liceo Sociale, in via Monturbano.
In anteprima vi proponiamo uno stralcio dell’intervento che il dottor Furio Ciciliot terrà nel corso del primo incontro, giovedì 27 settembre:
«Le costruzioni navali savonesi del XIX secolo proseguono (e terminano) una tradizione plurmillenaria. A partire dall’epoca romana si costruiscono e si armano scafi di imbarcazioni sul litorale tra Finale e Sestri Ponente località che, nei primi decenni dell’unità nazionale, diventano il vero cantiere navale dell’Italia e tra i maggiori del mondo occidentale. Nel solo decennio tra il 1861 ed il 1870 a Savona ed a Varazze furono varati 340 brigantini ed altre navi con un tonnellaggio medio di oltre quattrocento tonnellate. Tra essi sono compresi alcuni dei maggiori scafi che navigavano per il Mediterraneo e gli Oceani.
Perché una così grande fioritura di costruzioni navali? Perché proprio in questi luoghi esisteva un antico know how, basato su materie prime abbondanti e facilmente reperibili (legname dei boschi, ferro delle ferriere e canapa delle pianure piemontesi e liguri) utilizzate da una mano d’opera altamente specializzata.
Il neonato Stato italiano sfruttò subito tale capacità produttiva e, nel giro di pochi decenni, costituì una marineria tra le maggiori dell’epoca. La grande espansione durò un paio di decenni, fino a quando, cioè, si continuò a costruire scafi di legno. Con la nuova tecnologia delle costruzioni in ferro, nuovi cantieri navali presero il sopravvento e quelli locali non seppero adeguarsi alla novità. All’inizio del XX secolo, la stagione delle grandi costruzioni savonesi e varazzine era ormai terminata.
Della situazione all’epoca d’oro delle costruzioni navali abbiamo un testimone d’eccezione, il più famoso scrittore di mare dell’ultimo secolo: Joseph Conrad, nato nell’attuale Ucraina ma inglese di lingua e di adozione. Conrad pone all’inizio della sua passione marinara una tartana a due alberi costruita a Savona, chiamata Tremolino. Così la descrive in un suo saggio-racconto, riportando fatti avvenuti al 1877: “she who was my cradle in those years had been built on the River of Savona by a famous builder of boats, was rigged in Corsica by another good man, and was described on her papers as a tartane of sixty tons” (“quella che fu la mia culla in quegli anni era stata costruita alla Foce di Savona da un famoso costruttore di scafi, era stata armata in Corsica da un altro brav’uomo ed era descritta nei documenti come una tartana di sessanta tonnellate”).
Le notizie che Conrad ci riporta sulla sua tartana (che chiamerà anche bilancella) e sul suo battesimo marinaro sono numerose altre e ci forniscono un quadro finora inedito dei rapporti tra la marineria savonese ed uno dei più grandi romanzieri moderni».
Furio Ciciliot ha appena pubblicato “Le superbe navi. Tipologia e cantieri navali liguri medievali”, e “Nelson e noi”, presso Mursia (insieme con Alberto Cavanna). E’ stato invitato a partecipare ad attività scientifiche presso TAMU (Texas A.M. University, USA), il più importante centro di ricerche in campo archeologico-navale.


» Felix Lammardo

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