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Articolo n° 15878 del 28 Settembre 2007 delle ore 11:27

E’ morto don Martino Bolla, il prete del Santuario

[thumb:4366:r]Savona. Era una delle figure sacerdotali più amate e popolari al Santuario della misericordia, dove per lunghi anni lo si poteva trovare sul sagrato, disponibile all’ascolto di tutti, pronto a dare un consiglio con la sua amabile saggezza di vita. Uomo di ricca umanità, don Martino Bolla è morto improvvisamente questa notte all’età di 83 anni, nella sua attuale residenza a Varazze presso il santuario della santissima Trinità, meglio noto come chiesa di santa Caterina, di cui era cappellano. I suoi funerali saranno celebrati domenica 30 settembre alle ore 9,30 dall’amministratore diocesano monsignor Andrea Giusto, nella chiesa parrocchiale di sant’Ambrogio in Varazze. Il rosario per don Bolla, invece, si terrà oggi e domani, alle ore 19, nel contiguo oratorio di san Giuseppe.
Proprio da Varazze, dove era nato il 20 maggio 1924, era cominciata la vicenda umana di Martino Bolla, che entrò giovanissimo nel Seminario di Savona e ricevette l’ordinazione presbiterale da monsignor Giovanni Battista Parodi il 16 aprile 1949. Il suo ministero si svolse pressoché interamente nella zona del Santuario della misericordia, perché nel 1952 fu nominato cappellano della basilica mariana, nel 1956 svolse per qualche tempo il ruolo di economo spirituale della parrocchia di san Bernardo in Valle, e nel 1967 divenne parroco di San Bartolomeo del bosco. L’ultima sua destinazione, dopo il “pensionamento” da parroco, lo aveva riportato nella sua città natale, Varazze, per occuparsi come cappellano del santuario della santissima Trinità, voluto da santa Caterina da Siena.
Difficile non provare simpatia per don Martino Bolla, prete che sapeva coniugare semplicità di modi e disponibilità al dialogo con tutti. Al Santuario della misericordia era molto apprezzato per il ministero della confessione, ma non solo, perché la sua umanità gli permetteva di instaurare rapporti e dare consigli anche al di là del momento sacramentale. La piazza della basilica era il suo “campo di battaglia” abituale. Don Martino era molto apprezzato anche nella parrocchia collinare di san Bartolomeo del bosco, località che durante i trent’anni del suo ministero vide diminuire la sua popolazione da mille a sessanta abitanti, ma anche comunità alla quale don Bolla restò fedele ed affezionato pastore fino all’ultimo. Il titolo di “parroco di campagna” gli si addiceva sicuramente, se con questa espressione s’intende un sacerdote abituato a condividere gioie e dolori della gente, disponibile verso tutti, e capace di coniugare cuore ed intelligenza.


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