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Articolo n° 15903 del 28 Settembre 2007 delle ore 17:01

Regione: respinta mozione di sfiducia a Burlando

[thumb:2790:r:t=il Presidente Burlando]Regione. Al termine di un ampio dibattito con 12 voti a favore (centro destra), 25 contrari (centro sinistra e Italia di Mezzo) e nessun astenuto è stata respinta la mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Giunta regionale sottoscritta da tutti i capigruppo di opposizione. Il Presidente della Giunta Claudio Burlando ha preferito non partecipare al voto. Erano assenti Franco Rocca (Per la Liguria- Sandro Biasotti) e Roberta Gasco (Gruppo Misto), rispettivamente per motivi di salute e personali. Il documento illustrato Gianni Plinio (An) chiedeva le dimissioni del Presidente Burlando “in quanto – sulla base delle notizie giornalistiche – con il suo comportamento in occasione della guida contromano in autostrada A10 di domenica 16 settembre 2007 avrebbe arrecato gravissimi danni di immagine all’Istituzione regionale che lo rendono palesemente inadeguato a permanere nell’incarico ricoperto”.
Sintesi degli interventi.
Vincenzo Gianni Plinio (Alleanza Nazionale) nella sua relazione ha detto: “I comportamenti di Burlando sono gravemente censurabili e palesemente incompatibili con alto incarico istituzionale che ricopre”. Plinio ha definito “burlandismo”, quel comportamento che mischia politica con business “perché – ha detto – ad un amico del presidente Burlando è stato affidato il brokeraggio assicurativo della Regione Liguria. A trasformare l’errore umano di guida in un delicato caso, anche etico, è stato proprio Burlando con il suo comportamento arrogante, omertoso, contraddittorio, tipico della Casta che i cittadini giustamente esigano venga castigato. Gravissimo che abbia preferito tenere celato l’accaduto sotto una coltre di silenzio, come chi confida in un aggiustamento occulto. Burlando, nel tentativo di ricostruire i fatti, dapprima ha dichiarato di essere stato alla guida della propria auto, poi si è scoperto che il veicolo con il quale ha commesso l’infrazione è di proprietà il broker assicurativo. Poi ha detto di aver incontrato un dirigente di Eriksson, ma quest’ultimo è rimasto senza nome. Si è detto che agli Erzelli c’era anche Calo Castellano, presidente di Esaote, che poi però ha smentito la sua presenza. Resta oscuro perché Burlando sia andato agli Erzelli senza funzionari, quasi in maniera furtiva. Durante la seduta di Consiglio di martedì scorso, mentre si faceva accordare congedo istituzionale per incontrare il presidente del Consiglio Prodi è stato visto in una boutique di Albaro. Nelle democrazie vere per casi del genere si è costretti a dimettersi”.
Il Presidente del Consiglio regionale Giacomo Ronzitti ha ritenuto opportuno precisare: “Burlando è stato informato venerdì alle 13 del deposito della mozione di sfiducia e si è detto disponibile a discuterla immediatamente, ma ciò non era possibile per i termini fissati dal regolamento il quale prevedono la discussione non prima di tre giorni e non oltre i dieci dalla presentazione della mozione. Effettivamente il presidente della Giunta Claudio Burlando ha partecipato ad un incontro alle ore 18, a Roma raggiungendola con l’auto di servizio. Il congedo deve essere richiesto ad inizio seduta”.
Il presidente della Giunta Claudio Burlando ha replicato: “Domenica 16 settembre ho compiuto un errore di guida. Scendendo da Erzelli ho erroneamente imboccato la rampa di salita. Non ho percorso tratti di autostrada e ho incrociato un solo veicolo. Ho procurato spavento, mi sono scusato, non ci sono state per fortuna altre conseguenze. Non c’era nessuna pattuglia, nessuno mi ha chiesto di fermarmi, è stato l’automobilista che ho incrociato a ritenere opportuno l’intervento della polizia ed io ho accettato assumendomi le mie responsabilità. Questo è scritto nel verbale. Ho chiamato questore di Genova per dirgli di non avere particolari riguardi nei miei confronti. Non avevo la patente e gli agenti mi hanno chiesto se avevo un qualche altro documento. Ho allora estratto il tesserino da parlamentare. Nessuno poteva comminarmi la multa: nessun agente ha visto la mia infrazione. Non credo di dover essere trattato come un mostro e mi chiedo perché i giornalisti non abbiano voluto subito sentire la mia versione. La stampa ha riferito che ero agli Erzelli con Castellano, ma io non l’ho mai detto. Sto lavorando per portare a Genova un importante centro direzionale ed un imprenditore vuole capire se andrà ad occupare da solo l’area o se rientra in un grande progetto. Se al clima di rottura tra politica e società si risponde con una rissa tra maggioranza e minoranza alla fine saremo tutti travolti”.
Il Presidente della Giunta si è inoltre chiesto per quale ragione certi problemi siano stati evidenziati solo dopo la notizia della sua infrazione stradale. Ha rimarcato che ogni uomo politico ha contatti con imprenditori e che i suoi rapporti con Lazzarini di Intalbroker sono frutto di un’amicizia che dura dalla prima infanzia. Burlando ha smentito di aver mischiato la politica con gli affari e di aver concesso favoritismi. “Se qualcuno pensa il contrario e ha le prove, si rivolga alla magistratura”.
Rivolto a Biasotti, il presidente Burlando ha detto di avere da tempo molti dubbi su diversi appalti approvati della passata amministrazione, ma di non volerne parlare non avendo prove. “Non si può fare politica sull’onda dei sospetti né si deve discutere nelle aule consiliari della vita privata delle persone”.
L’intervento del presidente Burlando è stato seguito dagli applausi provenienti dai banchi della maggioranza.
Sandro Biasotti (Per la Liguria) ha duramente attaccato il presidente della Giunta: “Noi chiediamo la sfiducia per diversi motivi: bugie e omertà, fallimento politico della giunta, commistione fra politica e affari e favoritismi nei confronti di alcuni imprenditori con i quali il presidente coltiva rapporti di amicizia. Addirittura vive a casa di uno di questi. Non è normale andare contromano in quel punto se non si è in uno stato confusionale. La sue versioni contengono bugie e contraddizioni. Ma la cosa più grave è che in quella occasione e come fa abitualmente, utilizzò l’auto di una società, Italbroker, che ha rapporti con la Regione e con numerosi enti pubblici e che vince normalmente tutte le gare. Ha nominato ai vertici della Sviluppo Genova uno dei manager di questa società. Con questa vicenda Burlando ha perso ogni credibilità che per altro non ha dimostrato di avere nel governare la Liguria: non è riuscito a fare nulla in campo sanitario, per il porto e le infrastrutture. Ha aiutato Riva e Spinelli ed è ossessionato dagli Erzelli. Siamo ad una situazione degna dell’impeachment. Non può condividere macchine e abitazioni con un imprenditore che ha vinto tutte le gare con la Regione”.
Giovanni Paladini (L’Ulivo) ha condannato i “processi mediatici” che dilatano questioni personali prive di rapporti con la politica e ha invitato l’opposizione a guardare ai fatti realmente accaduti. “Come uomo, il presidente ha infranto il codice della strada: questa è la sua colpa, ma ha dimostrato rispetto delle istituzioni e ha fatto quello che doveva fare un cittadino coscienzioso. La polizia si è comportata correttamente: non c’erano estremi per sequestro dell’auto perché non c’era flagranza di reato. La richiesta di dimissioni è sproporzionata al fatto. Dobbiamo giudicare Burlando per le sue qualità di Governatore e non per la sua vita privata”.
Luigi Morgillo (Forza Italia) : “Questa vicenda è diventata complicata per il non parlare iniziale di Burlando e si è complicata per il troppo parlare successivo. Su tutti i giornali e su tutte le tv il presidente Burlando ha nuociuto all’immagine della Liguria. Di fronte a questo l’opposizione non poteva far finta di nulla. Adesso deve renderne conto all’opinione pubblica che, visto anche quello che sta succedendo nel Paese, non gli crede. La verità è che Burlando guida anche la Regione contromano. Le sue dimissioni garantirebbero una maggiore onorabilità della Liguria in questi giorni messa alla gogna. Sono meravigliato dal silenzio assordante della maggioranza di centro sinistra e dello stesso partito del presidente che nei giorni scorsi non hanno speso una parola in sua difesa”.
Vincenzo Nesci (Rifondazione) parlando a nome del forum delle sinistre, ha detto di provare imbarazzo a discutere una simile mozione a suo avviso assolutamente infondata. “Avrei capito se la mozione avesse riguardato punti più sostanziali. La realtà è che la minoranza vuol cavalcare l’onda dell’antipolitica. Ma questo può produrre effetti devastanti sulla democrazia”. Nesci giudicando indegno il dibattito ha quindi invitato provocatoriamente Biasotti a rivolgersi alla magistratura, se le sue accuse sono supportate da prove, altrimenti meglio tacere”.
Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha invece definito la mozione ricca di contenuti politici. E ha affermato che il dibattito in aula consente di fare chiarezza sulla vicenda e sull’operato, della giunta a metà legislatura. Un bilancio che, secondo Bruzzone è disastroso sotto molti punti di vista: sanità e immigrazione in primo luogo. “Noi non condividiamo la politica che si sta facendo in tantissimi settori. Il Presidente più volte non ha mantenuto cose dette e scritte. Qualora la mozione venisse respinta, vorrei che presidente accogliesse il suggerimento di non dire più bugie”.
Ubaldo Benvenuti (L’Ulivo) : “Accolgo l’appello di Burlando a cambiare modo di fare politica. La politica potrà esercitare ruolo alto solo se saprà modificarsi. Secondo le prime notizie pubblicate, Burlando avrebbe sollecitato ed ottenuto un trattamento di favore. Ma i fatti in realtà si sono dimostrati diversi e allora l’opposizione ha sollevato altre questioni. Biasotti ha parlato di commistione tra politica e business, ma si può aspettare un errore di guida per sollevare un simile problema? Morgillo ha sottolineato la gogna mediatica, ma ha cercato di sfruttarla a fini politici come nella manzoniana caccia all’untore”.
Fabio Broglia (Italia di mezzo) ha detto che in aula e sui giornali sono stati usati toni da tribunale speciale, usando solo veleni e supposizioni. “Si parla contro il presidente sulla base di dichiarazioni giornalistiche. Se si arriva ad accusare i politici sulle base di questioni personali, significa che il sistema è impazzito. Smettiamola con gli scontri feroci e cambiamo il rapporto tra maggioranza e minoranza. Come diceva Calamandrei: le dittature sorgono dall’impossibilità di governare dei governi democratici”.
Matteo Rosso (Forza Italia): “Siamo giunti a questo punto perché fra maggioranza e opposizione non esiste dialogo, siamo al muro contro muro, alcuni rappresentanti della Giunta sono sordi alla offerta di collaborazione o anche di semplice informazione in primo luogo sulla sanità, sulle consulenze. Invito a cambiare atteggiamento”.
Cristina Morelli (Verdi) “E’ la prima volta che mi vergogno di essere seduta in quest’aula. Questo episodio riguarda soltanto la vita privata del Presidente della Regione. Burlando in realtà si è comportato meglio di tanti altri cittadini”. La Morelli rivolgendosi al centro destra ha rimarcato: “Sono vestita di rosso per due ragioni: per solidarietà al popolo birmano e perché voi dell’opposizione dovreste essere rossi di vergogna”.
Alessio Saso (Alleanza Nazionale): “La maggioranza ci accusa di trattare un argomento di modesta portata, ma non l’abbiamo certo scelto noi. Burlando dovrebbe avere maggiore accortezza nei suoi comportamenti, visto che quest’ultimo fatto è finito su tutti i giornali e le televisioni d’Italia. Alla sua immagine è legata quella della regione”.
Matteo Marcenaro (Udc): “Prendiamo atto della versione del presidente, ma anche del fatto che la gestione di sanità, turismo e infrastrutture meritano la sfiducia. Si chiede di cambiare la politica ma la gogna mediatica l’ha inventata il centro sinistra e quando si semina vento si raccoglie tempesta”.
Rosario Monteleone (Vicepresidente del Consiglio, L’Ulivo): “Non mi presto ad opere di sciacallaggio che ridicolizzano le istituzioni sfruttando un’infrazione stradale. Un episodio che può succedere a chiunque di noi. Il problema è che oggi anche un episodio così banale diventa una gogna. Chi fa politica lo deve fare in maniera seria, non tutti sono in grado di farla ma non può essere un comico a dare il bollino o il lasciapassare”.
Nicola Abbundo (Udc): “Burlando ha dato colpa ai mass media di tutto quello che è successo. Non sempre la sinistra ha fatto così. Questa regione è stata ridicolizzata dal comportamento del presidente della Giunta Claudio Burlando”.
Carmen Patrizia Muratore (Italia dei Valori con Di Pietro, Consigliere Segretario) ha aggiunto: “Oggi l’Assemblea ha scritto la più brutta pagina di questa legislatura regionale. E’ stato dato rango politico a chiacchiere da comari”.
Claudio Gustavino (L’Ulivo): “La mozione dell’opposizione è inesistente: definisce come cattivo amministratore chi fa un’infrazione al codice della strada. In molti politici c’è un’irresistibile attrazione verso il teatro. Ma i politici non devono accodarsi ai guitti: loro forse il paese lo governeranno, ma non avranno titolo a moralizzarlo”.
Michele Boffa (L’Ulivo): “Per ammissione degli stessi proponenti, la mozione era ampiamente immotivata ed è stata utilizzata per strumentalizzare una vicenda banale. Per questo esprimo fiducia a Burlando”.
Tirreno Bianchi (Partito dei Comunisti italiani – Sinistra arcobaleno) ha ribadito a nome di tutto il forum della sinistra la fiducia al presidente Burlando.


» Redazione

2 commenti a “Regione: respinta mozione di sfiducia a Burlando”
cobra ha detto..
il 29 Settembre 2007 alle 10:08

Qualcuno si poteva illudere potesse accadere diversamente?
E’ parso di capire che a seguito di un grave fatto di violazione al Codice della Strada, siano emerse circostanze talmente gravi per le quali un ESAURIENTE CHIARIMENTO
potrebbe risultare UTILE ancorchè DOVEROSO.
E’ vero che l’accaduto potrebbe rigurdare solo la vita privata di una persona se, questa fosse quella di un anonimo Cittadino, ma trattandosi di Persona al vertice della Societa’ non si puo’ scindere, in una strada pubblica, cio’ che e’ pubblico o privato.
Due fidanzatini che si cambiano effusioni sulla pubblica via possono essere incriminati
per il reato di atti osceni in luogo pubblico; ma questa non è VITA PRIVATA?

Bruno Pirastu ha detto..
il 29 Settembre 2007 alle 20:10

E dopo Carosello tutti a nanna

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