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Articolo n° 15929 del 29 Settembre 2007 delle ore 14:24

Albenga, lo YEPP prende forma; Salata: “Presto il centro per i giovani”

[thumb:2609:r]Albenga. Si è tenuto ieri sera in piazza San Michele il primo “Yepp Party” organizzato dalla decina di giovani appartenenti al gruppo di supporto ingauno coordinato da Veronica Sinopoli, i quali hanno presentato direttamente ai ragazzi intervenuti il progetto e hanno allestito, accanto al palco dove si sono esibiti i noti gruppi musicali locali dei “Soja Dream” e dei “Venus in furs”, un gazebo Yepp per dare informazioni e raccogliere attraverso un questionario il punto di vista dei ragazzi stessi sul rapporto tra i giovani ed Albenga, i loro interessi e desideri in modo da poter meglio sviluppare le attività di coordinamento tenendo conto delle loro reali aspettative ed esigenze; i ragazzi sembrano aver apprezzato questo tentativo di coinvolgimento più diretto e a fine serata sono stati raccolti circa 150 questionari compilati. Nel savonese, un territorio in cui gli enti locali hanno spesso trascurato la necessità di promuovere iniziative articolate e strutturate rivolte direttamente alle fasce più giovani della popolazione (“In una provincia con quasi il 30% di popolazione anziana, immaginare di fare delle cose rivolte ai giovani è comunque sempre in qualche modo una sfida”, constatava lo scorso maggio lo stesso vicepresidente e assessore alle politiche giovanili della Provincia di Savona Lorena Rambaudi in occasione della presentazione di “Energie in divenire”, il progetto provinciale nato anch’esso per andare incontro alle diversificate esigenze dei giovani) sono quattro i comuni che hanno aderito al progetto internazionale Yepp, acronimo, com’è ormai noto, in lingua inglese per Youth (giovani) Empowerment (cessione di autorità di fare, potere) Partnership (gruppo) Programme (progetto) e cioè, oltre Albenga, Alassio, Loano e Pietra Ligure i quali, pur intrattenendo relazioni tra di loro, tenteranno di portare avanti autonomamente quelle iniziative che meglio risponderanno alle richieste locali dei giovani.
Nel caso di Albenga, gli stessi aderenti allo Yepp che dal maggio scorso hanno iniziato periodicamente a incontrarsi per avviare le sue attività progettuali e organizzative hanno già provato nelle scorse settimane a individuare, in termini generali, alcuni dei principali punti peculiari della cittadina ingauna. “Albenga – spiegano i giovani del gruppo di supporto ingauno – è una città con non poche questioni da risolvere, fra cui l’integrazione. Nel territorio ingauno, ad esempio, sono presenti varie comunità come quella islamica, la più numerosa, quella albanese e quella sudamericana. Quello dell’integrazione è sempre stato un obiettivo difficile da raggiungere e questo dipende da entrambe le parti in questione, poiché ciò che non si conosce fa paura e noi non conosciamo loro e loro non conoscono noi. Insomma – proseguono – crediamo che, facendo collaborare alla realizzazione dei progetti ragazzi di ogni credo politico e religioso, appartenenti a qualsiasi cultura, di qualsiasi nazionalità, si possa educare al rispetto, alla tolleranza e ancor più all’amore”. “Altrettanto importante – aggiungono infine – è la mancanza di un centro di aggregazione pubblico gratuito e aperto a tutti, dove i giovani possano svolgere attività da loro stessi proposte”, esigenza, quest’ultima, che sembrerebbe aver già trovato un’accoglienza positiva da parte dell’assessore ai servizi sociali Alfonso Salata il quale, presente ieri sera allo Yepp party, ha spiegato più nei dettagli ad IVG.it il suo punto di vista. “È chiaro – spiega l’assessore Salata – che il comune di Albenga ha patrocinato questo che, più che una iniziativa, io ritengo un importante nuovo metodo di lavoro; sono anni che esiste a livello europeo dando in genere ottimi risultati e in Italia è già stato testato in territori importanti come la periferia di Torino. L’essere venuti a conoscenza di questo metodo e di questo progetto che è lo Yepp, il quale coinvolge i giovani a livello europeo, a me è piaciuto fin dall’inizio perché è un metodo di lavoro fatto dai giovani, sui giovani e per i giovani. Il nostro desiderio era quello di fare qualcosa per i giovani ad Albenga perché l’ente locale – prosegue Alfonso Salata -, il Comune, ha sottovalutato e sta sottovalutando quelli che sono i bisogni che essi hanno su questo territorio; non dimentichiamo che noi quando ci siamo insediati abbiamo creato ‘Non solo sport’ che altro non è che un momento di aggregazione giovanile delle scuole elementari e del secondo anno delle scuole medie che ha dato buoni risultati; però noi non stiamo facendo niente per chi ha un’età tra i quindici e i vent’anni e non possiamo continuare a non fare niente. Questi ragazzi non possono continuare ad andare sul viale avanti e indietro e non avere un posto dove potersi incontrare per crescere assieme: non è giusto, non è logico”. “Questo gruppo – aggiunge l’assessore ai servizi sociali -, che è un gruppo che sta già lavorando ad Albenga da alcuni mesi sta iniziando a dare i primi risultati e quello di questa sera è uno. Hanno sentito il bisogno di organizzare questa serata, di farsi conoscere per far conoscere il metodo, per far conoscere le loro idee, per proporle e per chiedere agli altri ragazzi cosa ne pensano. Più democrazia di così! Parte da loro, sono loro stessi che vogliono chiedere ai loro coetanei cosa desiderano; ci credono perché finalmente dicono ‘forse è la volta buona che questo territorio fa qualcosa per noi’. Non vedo perché dobbiamo illuderli; dobbiamo darglielo questo qualcosa”. “Di certo la richiesta forte – prosegue Salata – è quella di avere un punto dove potersi incontrare, dove poter comunque esprimere, dove potersi conoscere; il volantino che loro stessi hanno scritto secondo me è significativo perché parla comunque di aggregazione giovanile, di integrazione dei giovani al cento per cento. Il compito del Comune è appunto quello di trovare gli spazi per far sì che i giovani possano incontrarsi. Noi – assicura l’assessore – gli spazi riteniamo di averli trovati; non è una novità, sono due anni che se ne parla e se ne è parlato non a caso e sono quelli di piazza Corridoni, presso l’ex Cinema Astor, tanto per capirci, al piano terra ma a questo punto mi piace pensare anche al piano di sopra il quale, se non direttamente dal Comune, sarà comunque molto probabilmente acquisito dalla Palazzo Oddo Srl e verrà riaperto come cinema-teatro. Finché questo passaggio non avviene – precisa comunque cautamente Salata – non possiamo darlo per certo, ma sono convinto che questo avverrà“. “Ora – prosegue ancora l’assessore ingauno ai servizi sociali -, se sotto abbiamo un cantiere dove i giovani lavorano per fare qualcosa che può essere arte, musica, teatro o quant’altro, a me piace ed è bello poter pensare che al piano di sopra, in quello che è il cinema-teatro ex-Astor, possano esprimere quello che loro stessi hanno creato facendolo conoscere alla cittadinanza. È un sogno? Può darsi. Ragioneremo con calma – glossa in conclusione Salata – ma comunque il piano terra sono i locali che noi, come Comune, intendiamo mettere a disposizione affinché i giovani possano cantierare queste loro idee, voglia di fare, di incontrarsi e di conoscersi”.
L’idea di un centro di aggregazioni giovanile, come si sa, quando fu inizialmente proposta tempo addietro non mancò di generare ad Albenga qualche aspra polemica e in particolare il coordinatore dei Giovani di Forza Italia Guido Lugani non mancò di denunciare il pericolo che potesse trasformarsi in un problematico centro sociale del tipo “Leoncavallo”. “Ovviamente – tiene a precisare forse anche per questo motivo in conclusione Alfonso Salata – non sarà un centro di aggregazione inteso come ‘centro sociale’. Molti hanno dato e danno a questa idea delle connotazioni secondo me sbagliate; noi vogliamo semplicemente dare un punto dove i giovani possano liberamente incontrarsi senza, tra l’altro, dover pagare, aspetto questo non trascurabile. I gruppi musicali di Albenga, per esempio, che sono giovani e sono numerosi, se vogliono incidere un pezzo o vogliono fare delle prove devono pellegrinare per mezza Liguria, pagando, perché Albenga non gli offre la possibilità di poter fare questa cosa in loco. A me piace pensare – conclude l’assessore – che i giovani possano fare le loro prove e la loro musica ad Albenga e soprattutto, magari a loro fianco ci siano le scuole medie o, che so, le elementari e i ragazzini che vogliono imparare a suonare. Mi piace insomma pensare che si crei questo amalgama e che siano, seguitando con quest’esempio, i giovani stessi a insegnare ai più piccoli i primi rudimenti”.


» Fabrizio Pinna

1 commento a “Albenga, lo YEPP prende forma; Salata: “Presto il centro per i giovani””
Guido Lugani ha detto..
il 1 Ottobre 2007 alle 02:39

Sono lieto, come rappresentante dei giovani di Forza Italia che anche la città di Albenga abbia aderito al progetto YEPP inquanto grande opportunità per i giovani ingauni.

Devo inoltre esprimere il mio apprezzamento all’assessore Salata che viste le richieste della sinistra radicale che chiedeva un centro sociale autogestito, ha invece ovviato dopo numerose nostre preoccupazioni per un centro giovanile gestito da persone competenti.
Poichè il centro giovanile dovrà essere un punto di ritrovo per i giovani albenganesi e non un centro sociale autogestito da schieramenti politici che porterebbero, come è già successo in altre città, solo anarchia e criminalità.

Certamente vigileremo come già facciamo sulla realizzazione di questo centro giovanile e sul suo utilizzo.

Cordiali saluti.

Guido Lugani

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