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Articolo n° 15974 del 01 Ottobre 2007 delle ore 16:06

Immigrazione, il caso Romania: in Liguria sono oltre 20.000

[thumb:4361:r]Genova. “Finanziamento di progetti per l’integrazione in Italia del popolo rumeno, avvio di un processo di collaborazione tra le polizie dei due Paesi e impegno a far ritornare in Romania tutti quei romeni che non riusciranno ad integrarsi nei vari Paesi dell’Unione Europea che li ospitano, tenendo conto che noi consideriamo i rom, cittadini rumeni a pieno titolo, appartenenti ad una minoranza etnica”. Sono questi alcuni dei punti oggetto della collaborazione tra Regione Liguria e Lega dei Rumeni in Italia esposti questa mattina dal Segretario di Stato del Governo Rumeno, Mihai Gheorghiu, nel corso del convegno organizzato dall’assessorato regionale all’Immigrazione a cui hanno partecipato tra gli altri gli assessori all’Immigrazione della Regione Liguria e del Comune di Genova, Enrico Vesco e Massimiliano Morettini, il console Onorario della Romania a Genova, Massimo Pollio, Marian Mocanu della Lega dei Rumeni in Italia, il presidente della Camera di Commercio, Paolo Odone,  accanto ai rappresentanti delle associazioni di categoria.  “L’iniziativa organizzata oggi dall’assessorato all’Immigrazione della Regione Liguria in collaborazione con la Lega dei Rumeni in Italia – ha spiegato l’assessore Vesco – è la prima del suo genere nel nostro Paese e nasce dalla reciproca necessità di aprire un confronto in un momento in cui non solo in Liguria, ma in Italia si sta affrontando l’integrazione del popolo rumeno, dopo la sua entrata nell’Unione Europea”.
Dai dati diffusi  nel corso del convegno ammontano a 500.000 i rumeni residenti in Italia, anche se si ritiene che, dopo il 1 gennaio 2007, la cifra superi oggi il milione di persone. Alla fine del 2006 il numero dei cittadini rumeni residenti in Liguria ammontava a 10.000 persone, numero che oggi è salito a 20.000. Nella città di Genova i dati più recenti parlano di un aumento da 1.200 residenti a 5.000 presenze dopo il 1 gennaio 2007. Così come a Imperia si è passati da quasi 200 residenti a più di 500 presenze dopo l’entrata della Romania nell’Unione Europea. La maggior parte dei rumeni residenti in Italia (75%) è impegnata nell’edilizia, a questo ambito lavorativo segue quello turistico – ricettivo, quello dei servizi alla persona, dell’agricoltura e dell’alta professionalità. In media i rumeni che vivono in Liguria con figli hanno un’età di circa 30 anni. Il segretario di Stato del governo rumeno presente questa mattina al convegno ha ribadito l’intenzione del consolato di “fare in modo che tutti i rumeni residenti in Liguria abbiano i documenti, sulla base dei dati provenienti dalla Romania,  per essere riconosciuti e risolvere così in tempo reale la questione dell’integrazione”.
“Tenendo conto che i problemi che si sono avuti questa estate – ha ribadito Massimiliano Morettini, assessore all’Immigrazione del Comune di Genova – con i rom che si erano accampati nei giardini pubblici, erano dovuti principalmente a questioni di disponibilità economica e non di cittadinanza”. “Quello di oggi comunque ha concluso l’assessore Vesco – è stato un primo passo per dare il via ad uno sforzo culturale e costruire un clima efficace e di collaborazione tra i due Paesi, avviando un confronto con la comunità della Liguria e con i comuni che dovranno per prima cosa cimentarsi con un censimento di tutta la popolazione rumena”.


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