Savona. Il Teatro dell’Opera Giocosa-Teatro di Tradizione riprende a produrre opere rare, avendo nuovamente a disposizione il Teatro Chiabrera, tornato pienamente alla Città di Savona dopo i restauri. Le stagioni sono possibili grazie alla sensibilità di istituzioni quali il Comune di Savona, la Regione Liguria, la Fondazione De Mari, la Fondazione Carige e la Provincia di Savona, che affiancano il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’intera stagione lirica autunnale sarà dedicata ad un percorso operistico e musicologico di recupero. Ad ottobre debutterà Tutti in Maschera, capolavoro dimenticato di Carlo Pedrotti (Verona 1817 – 1893), in prima esecuzione scenica in epoca moderna; novembre sarà invece incentrato sulla mitica figura di Orfeo, nel quattrocentenario dell’“Orfeo” di Claudio Monteverdi, una delle primissime opere conosciute.
“Riportare alla luce Tutti in maschera” dice il presidente Tito Gallacci, “ha significato per l’Opera Giocosa un notevole impegno sia per la ricerca e la reperibilità del materiale musicale, che si è dovuto approntare ex novo partendo dall’autografo dell’autore custodito da Casa Ricordi, sia nella ricerca di partners disposti a collaborare e coprodurre lo spettacolo. Imprese entrambe riuscite e risulta particolarmente interessante il fatto che la produzione, nata a Savona, venga riproposta in altri due teatri italiani, Piacenza e Rovigo, e che l’irlandese Wexford Festival Opera con il Tutti in Maschera inaugurerà il suo nuovo teatro.”
Tutti in maschera è una commedia lirica in tre atti, musicata dal Pedrotti e tratta da L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni. Il libretto fu adattato da Marco Marcelliano Marcello. L’occasione della presente riedizione cade inoltre nel trecentenario della nascita del Goldoni. L’opera fu data in prima rappresentazione a Verona, città del Pedrotti, a fine 1856 (nel Teatro Nuovo, pochi anni prima aperto con l’Attila di Verdi, opera che inaugurò anche il nostro Chiabrera) conobbe subito il successo e fu molto rappresentata in Italia e all’estero (replicata a Vienna, 1865; Parigi, 1869 con il titolo Les masques, nella traduzione di Nuitter e Beaumont, nonché in altre piazze). In Liguria la prima rappresentazione di Tutti in Maschera ha coinciso con l’inaugurazione del Teatro Gustavo Modena di Genova, il 18 settembre 1857, 150 anni fa. A Savona andò in scena nel 1866. L’opera veniva quindi inspiegabilmente dimenticata. Torna alla luce, con una “prima” che abbraccia due secoli, a Savona, frutto di un attento lavoro di edizione critica e recupero filologico a partire dall’autografo, a cura di Giovanni Di Stefano, direttore artistico dell’Opera Giocosa. La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie alla gentile autorizzazione concessa all’utilizzo dell’autografo dell’opera da parte dell’Archivio Storico di Casa Ricordi – BMG Ricordi Music Publishing S.p.A.. Questo nuovo allestimento è realizzato dall’Opera Giocosa in coproduzione con il Teatro Municipale di Piacenza – Fondazione Arturo Toscanini, il Teatro Sociale di Rovigo e la Wexford Festival Opera: la stessa cittadina irlandese inaugurerà il prossimo anno un nuovo teatro, attualmente in costruzione, proprio con il Tutti in Maschera. La prima savonese sarà venerdì 12 ottobre (ore 20,30) al Teatro Chiabrera con replica domenica 14 (ore 15,30). Lo stesso giorno 14, alle 12,00, ci sarà una pubblica presentazione dell’opera, nel Foyer del Teatro Chiabrera, a cura del professor Lorenzo Arruga. Tutti in Maschera sarà dato in anteprima per le scuole mercoledì 10 (10,15). Il cast: Paolo Bordogna (Abdalà), David Sotgiu (Il Cavaliere Emilio), Yolanda Auyanet (Vittoria), Domenico Colaianni (Don Gregorio), Annarita Gemmabella (Dorotea), Massimiliano Viapiano (Martello) e Maria Catharina Smits (Lisetta). Direttore e concertatore Giovanni Di Stefano, con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, il Coro del Teatro dell’Opera Giocosa diretto da Corrado Casati, regia di Rosetta Cucchi, scene di Federico Bianchi, costumi di Claudia Pernigotti.
La vicenda è ambientata durante il carnevale del 1780 a Venezia, ove giunge Abdalà, ricco mercante di Damasco, che intende formare il cartellone di uno spettacolo da far debuttare al Teatro delle Smirne, in Turchia. Tra primedonne capricciose, amori ed equivoci, si arriva al lieto fine con Abdalà che torna in Turchia con una parte della compagnia di canto. La commedia di Goldoni (del 1759 e rappresentata per il carnevale del 1760) era una parodia del mondo teatrale e del melodramma, una critica divertita verso la figura, sempre più centrale, dell’impresario (un’eco del famoso “Teatro alla moda” di Benedetto Marcello del 1720, in cui si proponeva “L’esterminio dell’impresario”?). Goldoni, un secolo prima, dava la sua soluzione: che gli artisti fossero impresari di se stessi. A differenza della commedia originale, in cui il Turco scompare disgustato, il finale di Tutti in Maschera vede Abdalà convinto della sua idea di portare l’opera italiana in Turchia: l’Ottocento ha visto il trionfo degli impresari. La partitura del Tutti in Maschera, sicuramente la migliore realizzazione del Pedrotti e rappresentativa dello stile dell’autore, è una musica abile e briosa che esibisce una raffinata scrittura armonica ed elabora interessanti suggestioni drammaturgiche. L’opera continua, in sostanza, sulla scia della scuola napoletana del secolo diciottesimo, che univa la purezza dell’armonia e del contrappunto con la spontaneità delle idee e la naturalezza dello sviluppo, il tutto visto attraverso le innovazioni di Rossini e Donizetti.