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Articolo n° 16183 del 06 Ottobre 2007 delle ore 18:14

Centro Vita Ingauno: “una partita dal risultato imprevisto…”

Albenga. No all’accanimento terapeutico, no al testamento biologico, no all’eutanasia: questo il risultato della partita sulla vita morente che è stata giocata venerdì sera al cinema ambra di Albenga sotto il patrocinio dei comuni di Andora, Laigueglia, Alassio, Albenga, Ceriale, Borghetto, Loano, Pietra Ligure e Borgio Verezzi. Organizzatori dell’evento sono stati il Centro Aiuto Vita Ingauno e la neonata Associazione locale di Scienza & Vita che hanno segnato un’altra tappa nel progetto culturale che da qualche tempo hanno incominciato a realizzare per fissare delle parole chiare su un argomento come quello della fine della vita che riguarda davvero tutti gli italiani. Sono scesi in campo a giocare l’On. Elisabetta Gardini portavoce di FI e segretario della XII Commissione della Salute alla Camera, l’On. Luca Volontè, Capogruppo dell’UDC alla Camera, il Senatore  Giorgio Bornacin membro di AN e il Senatore Egidio Banti membro dell’Ulivo; arbitro della partita è stato il dott. Massimiliano Lussana Direttore del “Il giornale” che non si è lasciato scappare l’occasione per puntare il dito sulle contraddizioni che talvolta emergono nell’approccio politico parlamentare a queste tematiche. E cosi alla fine la partita che si pensava giocata 3 contro 1 nonostante gli schieramenti politici è stata giocata 4 contro nessuno e il risultato alla fine è stato scontato. Elisabetta Gardini ha testimoniato come il Testamento Biologico sia spesso utilizzato come strumento per sconfinare nella legalizzazione dell’eutanasia l’On Volonté ci dimostra come sia necessario chiamare le cose con il loro nome e come la definizione testamento di vita sia in contraddizione con il senso della morte insito nella sostanza. Banti infine che fa parte di quella piccola pattuglia di area cattolica nel Centro Sinistra ci ha assicurato che condivide appieno le posizioni emerse dagli onorevoli dell’opposizione e assicura che al Senato avranno vita difficile i sostenitori dell’Eutanasia. Infine il Senatore Bornacin richiama un problema di coscienza partendo dalla convinzione che la vita è un valore e che va difeso sempre in quanto tale. Dunque nò unanime all’accanimento terapeutico e  no al testamento biologico e all’eutanasia. Il risultato finale della partita l’ha segnato il professore universitario di Genova, Salvatore Nicoscia, Membro rappresentante della S.I.A.A.R.T.I.,(Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva)- sez. Liguria: se si opera secondo un consenso informato veritiero, nel rispetto del dovere di salvaguardia della vita; se si tiene presente il bene della persona umana, e se si applica una allocazione attenta e mirata delle risorse sanitarie (economiche, umane ed organizzative), allora dalla maggiore o minore importanza che si attribuisce nelle singole esperienze sanitarie all’uno o all’altro di questi principi sul piano pratico e fattivo si riesce quasi sempre a risolvere i conflitti che il malato potrebbe subire, quando vi sia l’alleanza terapeutica tra i soggetti in campo nel sincero interesse dell’uomo malato e della sua dignità in una sola parola: nel prendersi cura! 


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