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Articolo n° 16210 del 08 Ottobre 2007 delle ore 11:34

Savona, povertà: sempre più rumeni chiedono aiuto alle parrocchie

[thumb:1533:r]Savona. Come prevedibile, l’ingresso della Romania nell’Unione europea ha portato ad un consistente aumento della presenza di rumeni in Italia. Un “sensore” quanto mai ricettivo è costituito dalle parrocchie che gestiscono centri d’ascolto e di distribuzione di viveri e vestiario. Un dato su tutti: nella parrocchia di san Francesco da Paola in Savona, nel corso del 2007 hanno già chiesto aiuto 14 rumeni, contro i 7 dell’anno precedente e i 3 del 2005. Le parti si rovesciano per altre nazionalità: gli ecuadoriani sono scesi dai 69 del 2004 ai 31 del 2006 ai 18 di quest’anno, e gli albanesi dai 43 di due anni fa ai dodici attuali. Aumentano, in compenso, gli italiani: solo cinque lo scorso anno, già 13 nel 2007.
I dati sono stati presentati durante il recente incontro dei Centri ascolto parrocchiali, che ha visto convenire volontari delle parrocchie savonesi di san Pietro, san Paolo, santissima Trinità e san Francesco da Paola e di Albissola Marina. L’andamento complessivo (ma i dati, in certi casi, sono ancora da completare) è che in alcuni luoghi, come Albissola Marina, si registri una sostanziale tenuta, in altri come la parrocchia di san Pietro ci sia un calo di richieste, mentre in quella di san Francesco da Paola si riscontri invece un boom di passaggi (305 in quest’anno, come in tutto il 2005), con punte di sessanta persone a settimana.
Durante l’incontro, svoltosi nella parrocchia di san Paolo, il direttore della Caritas diocesana don Adolfo Macchioli ha informato che i centri d’ascolto riceveranno quest’anno duemila euro cadauno provenienti dai fondi dell’otto per mille e ha fornito alcune indicazioni metodologiche per elaborare un progetto d’intervento. Tra i consigli quelli di formare un’équipe che faccia un’opera di supervisione per ogni centro e che valuti l’eventualità, nei casi in cui non se ne riscontri più l’urgenza, di sospendere la distribuzione del pacco.
In particolare, riguardo ai cittadini extracomunitari, don Macchioli ha ricordato che “straniero non vuol dire automaticamente povero. Spesso gli stranieri trovano più facilmente lavoro, offrendo una maggiore disponibilità ad adattarsi. Occorre perciò valutare bene, utilizzando indicatori attendibili, i singoli casi: se uno lavora stabilmente, dopo alcuni mesi non dovrebbe più ricevere il pacco”. Nella stessa riunione il responsabile dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas Alessandro Barabino ha riferito del progetto, ormai quasi in fase d’attuazione, di mettere in rete via intranet i dati dei Centri d’ascolto parrocchiali.


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