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Articolo n° 16361 del 11 Ottobre 2007 delle ore 16:54

Turismo, Finanziaria 2008: coro di no sulla tassa di scopo

[image:1249:r:s=1]Confturismo/Confcommercio, l’organizzazione che raggruppa oltre 200 mila imprese della filiera turistica su un totale di circa 270 mila strutture, ha espresso una dura presa di posizione sulla possibilità di una tassa di scopo sul turismo. In una nota ufficiale, Confturismo ha dichiarato “la più completa opposizione alla nuova tassa qualora questa dovesse prendere forma attraverso un emendamento alla Legge Finanziaria 2008”. Bernabò Bocca, presidente di Confturismo/Confcommercio, ha ricordato che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha affermato che la Finanziaria 2008 oltre a rilanciare i consumi, ridurrà la pressione fiscale sulle imprese. “Ebbene, se il pensiero manifestato oggi dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, in merito alla nascita di una tassa di scopo per il turismo, per dare un contributo alle città italiane maggiormente caratterizzate dai flussi turistici, dovesse farsi strada attraverso una ulteriore tassazione sulle imprese del settore, finirebbe per contraddire la ratio che sembra pervadere il disegno sottostante alla Legge Finanziaria”, ha dichiarato il presidente Bocca. “Il nostro punto di vista – conclude Bocca – è e rimane il medesimo. Il turismo italiano non ha bisogno di nuovi balzelli, ma di strategie politiche innovative, volte a rilanciarlo e renderlo più competitivo per produrre nuova ricchezza per il Paese e soprattutto nuovi posti di lavoro”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Daniel John Winteler, presidente di Federturismo/Confindustria, che ha giudicato “sconcertante” che ancora una volta invece di avviare progetti e strategie per il turismo si cerchi “di sfruttare posizioni di rendita”. Secondo Winteler, la tassa di scopo sul turismo rientra nelle prerogative dei sindaci ma non c’é dubbio che essa costituisca “un altro fardello sul settore, tanto più che il ministro Padoa-Schioppa non si opporrebbe a questa ipotesi. Nuove tasse non sono certo la risposta per sviluppare il turismo. C’é da augurarsi che governo e Parlamento vogliano almeno confrontarsi con Federturismo, che ha presentato proposte che non hanno bisogno di copertura finanziaria”.


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