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Articolo n° 16354 del 11 Ottobre 2007 delle ore 15:35

Progetto interregionale per porti, nautica e formazione

Liguria. Per creare un percorso di riqualificazione e di formazione professionale dei mestieri del mare, la Liguria come capofila, insieme ad altre sei regioni italiane (Sardegna, Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio e Veneto), hanno dato vita ad un progetto interregionale di sviluppo del settore marittimo portuale e della nautica da diporto, illustrato questa mattina nel corso di un convegno al Salone Nautico di Genova. “Si tratta di un progetto con finanziamenti europei per sviluppare le azioni del settore marittimo portuale e della nautica da diporto seguendo due piani di interventi”, ha spiegato il dirigente del settore sistema educativo della Regione Liguria, Alessandro Clavarino. Il primo indirizzato all’ampliamento di nuove competenze nell’ambito portuale e ai temi della prevenzione, della sicurezza sul lavoro e della gestione dell’inquinamento dell’ambiente portuale. Mentre per le regioni senza sbocco al mare, il piano di intervento si è concentrato sul tema della pianificazione logistica e della infrastrutturalità. Il secondo livello in cui si articolato il progetto interregionale è quello dello nautica da diporto, sviluppando i temi legati alla portualità turistica, ai servizi per la nautica e alla cantieristica. “La Liguria ha organizzato attività di orientamento nelle scuole e corsi di formazione triennali per acquisire un titolo di studio inerente la figura professionale nell’ambito portuale – ha continuato Clavarino -. Ci hanno seguito 273 studenti in tutta la Liguria: molti di loro entrano subito nel mondo della portualità, altri decidono di proseguire nella formazione”. In due anni sono stati individuati 47 nuovi mestieri del mare e ambiti di riqualificazione e in futuro partir anche un progetto sulla pesca che prevede un corso per giovani disoccupati che andranno a lavorare sui pescherecci della Liguria. Un progetto interregionale sullo sviluppo del settore marittimo è importante perchè fa sistema e questo serve al comparto, ha ricordato il segretario generale dell’Ucina Lorenzo Pollicardo. “La piccola nautica non ha bisogno di ampie strutture a mare e specialmente la Liguria può avvalersi di rivalutazioni del territorio retrostante e fruire degli specchi acquei”. “Costruiamo barche e accessori: tutto sta crescendo sempre più, ma esportiamo l’80% del fatturato – ha concluso il presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni -. Dobbiamo riuscire a parlare di mercato, turismo nautico, logistica e servizi. Cos si sviluppa il settore della nautica da diporto in Italia. L’attenzione, non solo da parte degli imprenditori, comincia ad esserci. Il progetto interregionale è la via logica e può essere un volano per la nautica da diporto e un grandissimo strumento di sviluppo per l’economia nazionale”.


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