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Articolo n° 16367 del 12 Ottobre 2007 delle ore 07:20

Impianti di distribuzione carburante: vale il principio della liberalizzazione

“L’installazione e l’attività degli impianti di distribuzione dei carburanti non possono essere subordinate a contingentamenti di ordine numerico né, fatte salve le norme a tutela della salute, della sicurezza o del territorio, al rispetto di criteri sulla distanza minima tra impianti o tra impianti ed esercizi: il tutto, in ossequio al principio di liberalizzazione delle attività commerciali”. E’ quanto si legge nel documento di indirizzi trasmesso dalla Conferenza delle Regioni, presieduta da Vasco Errani, ai ministri Bersani, Bonino e Letta. “Abbiamo inviato il documento ha spiegato Errani affinché il governo italiano possa recepirla nella risposta che poi sarà fornita alla Commissione europea”. Proprio la Commissione aveva infatti ravvisato l’esistenza di alcune restrizioni allo stabilimento di impianti di distribuzione dei carburanti. Le Regioni nel documento (elaborato dalla commissione attività produttive della Conferenza, coordinata da Luciano Agostini, vicepresidente Regione Marche) hanno ribadito che la legislazione regionale “è stata informata da sempre ai principi della tutela della concorrenza” e hanno anche sottolineato che ulteriori passi in avanti in tal senso saranno intrapresi sulla base dei principi della normativa nazionale che è oggi all’attenzione del Parlamento. Per quanto attiene alla materia della distribuzione commerciale il ruolo che le Regioni devono assumere – si ricorda nel documento – è quello di garantire il mantenimento di standards minimi di efficienza anche di dettaglio, in particolare in materia di qualità degli impianti, per favorire il risparmio energetico, i carburanti ecocompatibili e servizi polifunzionali. “Le Regioni – ha aggiunto Errani – si impegnano comunque, a perseguire alcuni indirizzi comuni e questo impegno potrà essere rappresentato in sede comunitaria e sarà di riferimento per le singole discipline regionali”. Fra gli indirizzi comuni su cui le Regioni si sentono impegnate rientrano, fra l’altro, temi come gli orari dei distributori di carburanti, le superfici degli impianti; gli standard qualitativi della rete e l’autosufficienza energetica degli impianti.


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