Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 16396 del 12 Ottobre 2007 delle ore 13:21

Savona, furti ad anziani: arrestati nomadi sinti

[thumb:4420:r]Savona. I carabinieri del comando provinciale di Savona hanno eseguito una serie di arresti nei confronti di nomadi di etnia sinti, su ordinanza del tribunale di Savona, per furto in abitazione aggravato e sostituzione di persona in concorso. Sono sessantadue i furti messi a segno in ventitre Comuni della provincia. L’attività criminale avrebbe fruttato alla banda un totale di 100.000 euro tra denaro e gioielli. Le investigazioni sono iniziate a gennaio dopo una serie di colpi anche a danni di anziani, alcuni dei quali ultrasettantenni. Le vittime venivano avvicinate da persone che qualificandosi come assistenti sociali, impiegati comunali o anche esponenti delle forze dell’ordine, facendo leva su questioni sensibili per gli anziani ottenevano di entrare in casa dei malcapitati e di avere accesso ai luoghi dove erano custoditi denaro o preziosi, che dopo la loro visita “sparivano” in modo sistematico. Ieri mattina l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Bogliolo è sfociata nell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare firmate dal giudice per le indagini preliminari Emilio Fois. Sono finiti agli arresti cinque nomadi: Andrea Cena, 38 anni (coinvolto in 22 casi accertati), sua cugina Paola Cena, 45 anni (3 casi), Chiara Baratteri, 35 anni (un caso), Angela Dardari, 24 anni (10 casi) e Fatma Niemen, 37 anni (16 casi). Altre cinque persone sono riuscite a sfuggire alle forze dell’ordine e si sono rese irreperibili. Si tratta di Flora Olivieri, 58 anni (7 casi), Justin Stendardo, 22 anni (un caso), Angela Vailatti, 37 anni, l’unica senza precedenti specifici, per la quale è stato disposto l’obbligo di dimora (3 casi), Irma Cena, 40 anni (5 casi) e Felice Bubois, 26 anni (4 casi). Dieci nomadi, inoltre, sono stati denunciati a piede libero per altri 36 furti riscontrati nel corso delle indagini. I colpi messi a segno, però, sono probabilmente molti di più di quelli venuti alla luce, dal momento che non sempre gli anziani truffati presentano una denuncia a carabinieri o polizia; spesso è la vergogna o la paura a prevalere, con conseguenze a volte drammatiche, come nel caso di un pensionato torinese che, dopo essere stato raggirato da Angela Dardari, si era tolto la vita sparandosi un colpo di pistola. I malviventi provenivano dai campi nomadi di Torino, Cuneo e Asti, e lì si sono concentrate le indagini e le attività operative dell’Arma. In particolare due delle persone ora irreperibili, Angela Vailatti e Flora Olivieri, arrivavano dal campo di corso Unione Sovietica a Torino. I componenti della banda sono stati identificati dal reparto operativo provinciale dei carabinieri grazie ad una serie di testimonianze e al riconoscimento fotografico. Quaranta gli uomini dell’Arma impegnati nella operazione. I furti, secondo quanto accertato dagli investigatori, sono stati compiuti dall’ottobre del 2006 al settembre del 2007, con una caratteristica molto evidente: la serialità. Il modus operandi dei malfattori era tipico: arrivavano nel luogo scelto di buon mattino, frequentavano per qualche ora i posti dove potevano adocchiare gli anziani da raggirare, quindi entravano in azione presso l’abitazione della vittima stessa oppure anche per strada. A Spotorno, per esempio, due donne si sono finte incaricate dell’Asl ed hanno intrattenuto un’anziana ottantenne sulla sedia a rotelle parlandole di aumenti della pensione, quindi le hanno rubato il portafoglio. A Loano un’altra ottantenne è stata raggirata in un modo particolare: i truffatori si sono spacciati per funzionari della guardia di finanza, hanno detto alla pensionata che il suo direttore di banca era stato arrestato per traffico di banconote false e si sono fatti consegnare delle banconote con la scusa di verificarne la validità, infine sono fuggiti con un bottino di 1400 euro. A Celle Ligure false assistenti sociali hanno avvicinato per strada una donna di 77 anni, le hanno riferito della concessione di una cassetta della banca gratuita ed inducendola a fare un prelievo si sono fatte consegnare 5000 mila euro in contanti. A Laigueglia hanno invece agito falsi ispettori Inps che hanno preso di mira due anziane sostenendo di dover controllare il numero di serie delle banconote della pensione: una delle due anziane si è insospettita ed ha ceduto solo 100 euro, mentre l’altra si è fatta “spillare” 1300 euro. A Vado Ligure due uomini si sono presentati come carabinieri, esibendo tesserini falsi, ed hanno inscenato una perquisizione nell’abitazione di una donna di 83 anni, che alla fine è stata derubata di denaro e preziosi. Proseguono ora le indagini da parte dei carabinieri per rintracciare i cinque nomadi che, sentendo il fiato degli inquirenti sul collo, si sono resi irreperibili.


» Felix Lammardo

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli