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Articolo n° 16428 del 13 Ottobre 2007 delle ore 08:38

Mille firme a sostegno dei progetti proposti dal Comitato Sviluppo Savona Val Bormida

Valbormida. Il Comitato Sviluppo Savona Val Bormida, nato lo scorso 13 settembre, ha iniziato una raccolta di firme a sostegno delle proprie iniziative. Il Comitato vuole sollecitare le istituzioni, i governi locali e centrali, i politici nazionali e tutte le autorità affinché le aree dismesse della Val Bormida siano riconvertite in attività di retroporto (scalo containers) e le linee ferroviarie siano sviluppate tanto da eliminare gran parte del traffico pesante e permettere la realizzazione di una metropolitana di superficie fra Cairo e Savona. L’adesione alla raccolta ha raggiunto 1000 firme in poco più di una settimana. “Mentre il traffico sta strangolando tutti i maggiori centri rivieraschi, il trasporto merci su rotaia viene sempre più penalizzato – dice Flavio Beltrami, portavoce del Comitato – Trenitalia, ad esempio, pare abbia deciso di cancellare il Deposito Macchinisti della divisione Cargo di Savona mentre, di fatto, scoraggia le spedizioni merci dalla Val Bormida. Un esempio lampante: un carro merci che da Cairo debba andare a Torino viene spedito a Savona, poi a Genova infine a Torino, anziché direttamente via Fossano nel capoluogo piemontese. Analogamente una spedizione in Svizzera passerà da Savona, Genova, Milano, Chiasso, anziché da Alessandria e Novara, il tutto con enorme spreco di tempo e danaro ma soprattutto scoraggiando le aziende all’uso della rotaia per le proprie spedizioni”. Eppure le linee ferroviarie che collegano Savona e la Val Bormida con il Piemonte non sono affatto secondarie per quel che concerne la capacità tecnica di traffico. E’ stato calcolato che già oggi potrebbero partire da Savona diretti a nord oltre 50 treni merci al giorno. “E poi con un investimento modesto – aggiunge Beltrami – la capacità di traffico ferroviario potrebbe essere ulteriormente aumentata. Attualmente esistono due tracciati da Savona a San Giuseppe di Cairo: via Santuario-Ferrania e via Maschio-Altare. Quest’ultimo, realizzato nel 1926, è già predisposto per due binari (massicciata, gallerie, ponti doppi). Posare un secondo binario avrebbe costi irrisori, rispetto altri investimenti, permettendo anche la realizzazione di un servizio di metropolitana leggera (come fra Voltri e Nervi). Calcoli aggiornatissimi parlano di 200.000 euro di costo materiale a km, per una spesa complessiva di 10-12 milioni di euro: quanto un maxi yacht del salone nautico”. Il Comitato si prefigge di raccogliere 10.000 firme a sostegno del proprio progetto.


» Felix Lammardo

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